, ,

Buona Sanità al Ruggi di Salerno. Scomparsa una metastasi allo sterno grazie alla radioterapia stereotassica ad altissima precisione

Posted by

–

Una donna salernitana di 45 anni, mamma di due figli, ha superato una grave complicanza oncologica dopo un trattamento innovativo e non invasivo. La metastasi è scomparsa e il dolore lancinante che le impediva di vivere normalmente è cessato.

di Riccardo Pucciarelli

Una storia di sofferenza, innovazione medica e speranza arriva dall’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, dove una donna di 45 anni è stata curata con successo per una metastasi di grandi dimensioni allo sterno, grazie alla radioterapia stereotassica ad altissima precisione. Un risultato che restituisce alla paziente la possibilità di riprendere la propria quotidianità senza quel dolore devastante che, per lungo tempo, aveva compromesso i suoi movimenti e persino la respirazione. La vicenda di Maria, nome utilizzato per raccontare la sua esperienza, era iniziata alcuni anni fa con la diagnosi di un tumore alla mammella, trattato presso il Ruggi. Dopo nove anni dal primo tumore, la donna si è trovata ad affrontare una nuova e durissima prova: un dolore fortissimo e lancinante al centro del torace, sempre più invalidante, che le impediva di muoversi liberamente e rendeva difficoltosa anche la respirazione. Gli accertamenti diagnostici eseguiti in ospedale, in particolare una TAC, hanno evidenziato una situazione particolarmente complessa. Lo sterno, l’osso situato al centro del torace, risultava eroso e fratturato in più punti a causa di un’unica, estesa metastasi. Una localizzazione delicata, sia per la posizione sia per le caratteristiche anatomiche della zona. Lo sterno è infatti sottoposto a continue sollecitazioni legate ai movimenti respiratori ed è circondato da strutture sensibili. In questi casi, il dolore può diventare estremamente intenso e il trattamento radioterapico convenzionale può non offrire risultati altrettanto efficaci. Di fronte a un quadro clinico tanto complesso, il dottor Davide Di Gennaro, responsabile del reparto di Radioterapia del Ruggi, ha scelto di ricorrere a una tecnica avanzata: la radioterapia stereotassica ad alto dosaggio. Si tratta di una procedura completamente non invasiva che consente di indirizzare dosi elevate di radiazioni direttamente sulla lesione tumorale, con una precisione millimetrica e limitando, per quanto possibile, l’esposizione dei tessuti sani circostanti. La metodica permette di concentrare il trattamento su bersagli particolarmente complessi, anche di grandi dimensioni, distribuendo con estrema accuratezza le dosi di radiazioni nella zona da colpire. Una tecnologia sofisticata che richiede competenze specialistiche, un’attenta pianificazione e una valutazione accurata del singolo caso. Secondo quanto riferito, questa tecnica è utilizzata soltanto in quattro regioni italiane. Al Ruggi sono già stati trattati 45 pazienti con radioterapia stereotassica, un dato che testimonia l’esperienza maturata dalla struttura salernitana nell’applicazione di questa metodica. Nel caso di Maria, il trattamento ha dato il risultato sperato: la metastasi è completamente scomparsa e il dolore lancinante che aveva condizionato pesantemente la sua vita non è più presente. Per la donna, mamma di due figli, il successo terapeutico rappresenta molto più di un risultato clinico. Significa ritrovare una quotidianità che sembrava compromessa, recuperare serenità e guardare nuovamente al futuro con fiducia. «Il dottore Di Gennaro mi ha aiutato a comprendere la mia condizione con tanta umanità e mi ha dato una speranza concreta», racconta Maria, che esprime gratitudine anche nei confronti di tutto il personale della Radioterapia del Ruggi. Poi il suo messaggio, rivolto a chi sta affrontando la malattia e conosce il peso della sofferenza: «Ringrazierò per sempre lui e il personale della Radioterapia del Ruggi e mi sento di dire a chi è attanagliato dalla sofferenza di combattere finché c’è vita, e di non arrendersi mai alla malattia». Soddisfazione per l’esito del trattamento anche da parte del dottor Davide Di Gennaro, che sottolinea il valore della tecnologia quando viene accompagnata dall’esperienza clinica e dalla capacità di individuare la soluzione più appropriata per ogni paziente. «Questo caso dimostra come l’innovazione tecnologica, quando è guidata dall’esperienza clinica, possa fare la differenza», afferma il responsabile della Radioterapia del Ruggi. «La radioterapia stereotassica ci ha permesso di andare oltre il dolore laddove la radioterapia convenzionale non avrebbe dato lo stesso risultato». La storia di Maria rappresenta una testimonianza significativa delle possibilità offerte dalla medicina oncologica e delle potenzialità delle tecniche radioterapiche di ultima generazione. Un percorso nel quale la precisione delle tecnologie, la competenza degli specialisti e l’attenzione umana alla persona hanno contribuito a raggiungere un risultato importante. Per la sanità salernitana, un’esperienza che merita di essere raccontata: non soltanto per l’esito del trattamento, ma anche per il valore di un’assistenza capace di accompagnare una paziente in una fase estremamente difficile della sua vita, restituendole sollievo e nuove prospettive. La storia di Maria si chiude così con un risultato concreto e un messaggio di speranza: dietro ogni innovazione medica ci sono persone, professionisti e percorsi di cura che possono cambiare profondamente la vita di chi affronta la malattia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *