Al Teatro Arbostella arriva “Il Pidocchio” di Ciro Ceruti: risate, equivoci e colpi di scena per raccontare l’avarizia

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La compagnia napoletana ’O Spassatiempo torna a Salerno con una commedia diretta e interpretata da Franco Tortora. Al centro della storia, le manie di un uomo incapace di separarsi dal denaro, tra situazioni paradossali e un finale sorprendente. Appuntamento nei weekend del 31 ottobre e 1 novembre e del 7 e 8 novembre.

di Riccardo Pucciarelli

L’avarizia diventa teatro, ironia e occasione di riflessione sul palcoscenico del Teatro Arbostella Gino Esposito, che prosegue la XIX stagione teatrale 2026/27 con il secondo appuntamento in cartellone. Protagonista sarà la compagnia napoletana ’O Spassatiempo, proveniente da Tufino, che porterà in scena “Il Pidocchio”, commedia firmata da Ciro Ceruti e diretta da Franco Tortora, impegnato anche nel ruolo principale. Un ritorno per il secondo anno consecutivo per la compagnia, che rinnova così il proprio legame con il pubblico dell’Arbostella dopo il positivo riscontro della precedente stagione. Una presenza che si inserisce nel progetto artistico e organizzativo curato da Arturo Esposito e Imma Caracciuolo, direttori artistici e organizzativi del teatro salernitano, da sempre attenti a una proposta capace di coniugare il divertimento della tradizione comica napoletana con testi contemporanei e storie nelle quali riconoscersi. Al centro della commedia c’è un difetto antico quanto l’uomo: l’avarizia. Il titolo richiama il pidocchio, piccolo parassita che nell’immaginario popolare è diventato sinonimo di tirchieria e attaccamento ossessivo al denaro. Una metafora efficace per raccontare le manie di chi considera ogni spesa un sacrificio insopportabile e ogni richiesta di aiuto una minaccia al proprio portafoglio. La vicenda ruota attorno alla famiglia Coppola, un nucleo napoletano nel quale convivono marito, moglie, figlio, i genitori anziani della donna e la sorella del capofamiglia. Proprio quest’ultima, alle prese con l’organizzazione del matrimonio, si rivolge al fratello per ottenere un sostegno economico. Ma chiedere un aiuto a Giacomino, interpretato da Franco Tortora, significa scontrarsi con una tirchieria che sembra non conoscere limiti. A complicare ulteriormente la situazione arriva un gruppo di familiari costretti a trasferirsi temporaneamente nell’appartamento dei Coppola a causa di alcuni lavori nella propria abitazione. La convivenza forzata fa emergere tensioni, insofferenze e contraddizioni, fino a spingere gli altri componenti della famiglia a coalizzarsi contro il protagonista. Nasce così un piano studiato per cercare di liberare Giacomino dalla sua proverbiale avarizia. O almeno, per tentare di farlo. Da quel momento, la commedia si sviluppa attraverso equivoci, trovate imprevedibili e situazioni paradossali, in un crescendo di comicità destinato a culminare in un finale inatteso, scandito da un doppio colpo di scena. Con “Il Pidocchio”, Ciro Ceruti affronta un tema universale attraverso la vivacità della comicità partenopea, trasformando un difetto individuale in uno specchio delle debolezze umane. La regia di Franco Tortora punta a superare la semplice caricatura del taccagno, restituendo al protagonista una dimensione più complessa e contraddittoria. Perché dietro l’uomo che conta ogni centesimo, si sottrae alle spese e sembra incapace di compiere un gesto disinteressato, può nascondersi una sensibilità che emerge proprio quando entrano in gioco gli affetti più importanti. L’attaccamento al denaro si scontra così con i legami familiari, con le necessità degli altri e con quelle situazioni nelle quali la generosità può rivelarsi più forte di ogni egoismo. È in questo contrasto che la commedia trova la propria chiave narrativa: far ridere attraverso comportamenti esasperati, ma anche invitare il pubblico a interrogarsi sul confine tra prudenza e avarizia, tra risparmio e meschinità, tra ciò che possediamo e ciò a cui siamo davvero legati. Una comicità che non rinuncia al ritmo e alle sorprese, ma che lascia spazio anche a una riflessione sul valore degli affetti e sulla capacità, talvolta inattesa, di mettere gli altri davanti al proprio interesse. Accanto a Franco Tortora, saliranno sul palco Antonietta Rimoli, Nunzia Masucci, Mimì Manganiello, Checco Milo, Gennaro Basile, Nello Corrado, Mariapina Giacchino, Anna Menna, Giulia Ruggiero, Giacomo Sugliano, Sergio Spampanato e Carmela De Rosa. Gli spettacoli sono in programma nei weekend del 31 ottobre e 1 novembre e del 7 e 8 novembre 2026. Le repliche si terranno il sabato alle 20.45 e la domenica alle 19.15. Il costo del biglietto è di 15 euro, con ridotto a 13 euro. La prenotazione è obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri 347 1869810, 328 2664758 oppure il botteghino al numero 089 3867440. Al Teatro Arbostella, dunque, l’avarizia si prepara a diventare protagonista di una storia fatta di risate, intrighi familiari e sorprese. Perché, a volte, anche il più ostinato dei tirchi può riservare qualche colpo di scena. E non sempre il denaro è l’unica cosa a cui si finisce per dare valore.

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