L’autore Massimo Carmando e l’editore Stefano Ferrara hanno ripercorso l’eredità della Scuola Medica Salernitana. Pubblico affascinato e partecipe per uno spaccato di storia autentica della città
Dalla scienza antica della Scuola Medica Salernitana alla tavola dei giorni nostri, per riscoprire il cibo non solo come piacere del palato, ma come autentico strumento di salute, equilibrio e identità territoriale. È stato un pubblico attento, curioso e fortemente partecipativo quello che ieri ha riempito i locali dell’HUB Arbostella a Salerno per la presentazione ufficiale del volume “Regimen Salerni – La cucina della salute”. L’incontro ha visto protagonisti l’autore Massimo Carmando e l’editore Stefano Ferrara, i quali hanno condotto la platea in un viaggio affascinante lungo le radici del buon vivere dell’antico Principato di Salerno. Un dibattito vivace e stimolante che ha saputo conquistare e coinvolgere i presenti, trasformandosi presto in un ricco momento di confronto, costellato da domande, curiosità e un condiviso senso di orgoglio nel ritrovare, tra le pagine del libro, uno spaccato di storia vera e viva della propria comunità. Il volume nasce da un’esigenza profonda: dimostrare come la passione per la cucina e le consuetudini alimentari quotidiane possano trasformarsi in uno straordinario veicolo di conoscenza storica. “Regimen Salerni” non si presenta infatti come un semplice manuale di ricette o una mera trattazione di gastronomia storica, ma pone al centro il legame indissolubile tra alimentazione, benessere, territorio e memoria collettiva. «Oggi siamo abituati a giudicare un piatto quasi esclusivamente con gli occhi e con il palato – è emerso nel corso della presentazione – ma prima ancora che godimento sensoriale, il cibo rappresenta la materia prima con cui edifichiamo ogni giorno la nostra salute». La «cucina della salute» proposta da Carmando invita dunque a rileggere la tradizione non come un retaggio immobile del passato, bensì come un patrimonio dinamico di sapori e saperi: qualità delle materie prime, rispetto della stagionalità, misura e valorizzazione delle risorse locali. Un aspetto particolarmente apprezzato dal pubblico dell’HUB Arbostella riguarda la fruibilità dell’opera. “Regimen Salerni – La cucina della salute” è un testo concepito per abitare spazi diversi: la scrivania degli studiosi, il comodino per una lettura di memoria e riflessione, ma soprattutto il piano di lavoro della cucina, dove la parola scritta si traduce in gesti, ingredienti e nuova consapevolezza alimentare. L’evento di ieri ha dimostrato come la riscoperta della cultura medica e gastronomica salernitana non risponda a una nostalgica volontà di tornare indietro, quanto piuttosto al desiderio di proiettare nel futuro ciò che del passato conserva ancora un valore inestimabile. Riconoscere ciò che siamo stati per comprendere meglio ciò che siamo e ciò che possiamo tornare a essere: è questo il messaggio profondo che la presentazione di ieri ha lasciato alla città, riaffermando come la storia e la tavola rimangano due pilastri fondamentali dell’identità salernitana.












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