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Rita De Crescenzo, approvata la domanda per i fondi pubblici alla docuserie “Svergognata”

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Il progetto prevede tre episodi per una durata complessiva di un’ora e mezza e un costo dichiarato di oltre un milione di euro. Il via libera del Ministero della Cultura non equivale però all’erogazione dei fondi

ROMA – La docuserie dedicata a Rita De Crescenzo esiste e avrebbe anche un titolo: “Svergognata”. Il progetto, secondo i documenti relativi alla richiesta di accesso ai fondi pubblici, dovrebbe essere composto da tre episodi, per una durata complessiva di circa un’ora e trenta minuti, con un costo di produzione dichiarato pari a 1.093.409,42 euro.

A riportare per primo i dettagli è stato DavideMaggio.it, con informazioni successivamente confermate da Fanpage. Al centro della vicenda c’è una richiesta presentata al Ministero della Cultura per ottenere l’accesso ai sostegni pubblici previsti per le opere audiovisive.

Il Ministero ha approvato la domanda, riconoscendo al progetto la cosiddetta “nazionalità provvisoria”. Si tratta, tuttavia, di un passaggio amministrativo che non deve essere confuso con l’effettiva concessione o erogazione di denaro pubblico.

Il via libera non significa che i soldi siano già arrivati

Il punto centrale della vicenda riguarda proprio la natura dell’approvazione. Il riconoscimento della nazionalità provvisoria attesta che il progetto ha superato i requisiti previsti dalla normativa per poter accedere alla fase successiva dell’iter. Non significa, dunque, che siano già stati stanziati o versati 1,09 milioni di euro. Nel database del Ministero della Cultura, infatti, non risulterebbero al momento né la quantificazione definitiva dell’eventuale contributo né l’effettiva erogazione delle somme. La cifra di oltre un milione di euro riguarda quindi il costo complessivo dichiarato del progetto, non l’ammontare dei fondi pubblici eventualmente riconosciuti.

Il Ministero avvia gli approfondimenti

La questione è ulteriormente complicata dalla necessità di chiarire le modalità con cui è stata approvata la domanda. Secondo quanto riferito a Fanpage dall’ufficio stampa del Ministero della Cultura, sarebbero in corso approfondimenti interni per verificare se il riconoscimento sia avvenuto automaticamente, sulla base del rispetto dei requisiti minimi previsti dalla legge, oppure se siano intervenute commissioni tecniche o esperti nominati dal Ministero. Un chiarimento importante, soprattutto alla luce dell’attenzione suscitata dalla notizia e del dibattito sull’utilizzo delle risorse pubbliche destinate al settore audiovisivo.

Netflix e Prime Video smentiscono

Intanto, resta ancora da chiarire quale sarà la destinazione effettiva della docuserie. Nei giorni scorsi erano circolate indiscrezioni secondo cui il progetto sarebbe stato legato a Netflix o Prime Video. Entrambe le piattaforme, però, avrebbero smentito il coinvolgimento nella produzione. Nei documenti della richiesta, tuttavia, viene indicato che il progetto sarebbe destinato alla distribuzione attraverso piattaforme streaming. Questo lascia quindi aperta la questione relativa a quale sarà, eventualmente, la piattaforma che ospiterà la docuserie e in quale forma il progetto arriverà al pubblico.

Un progetto che fa già discutere

La vicenda di “Svergognata” arriva al centro dell’attenzione in un momento in cui Rita De Crescenzo è diventata una delle figure più riconoscibili e controverse della comunicazione social italiana. La possibile realizzazione di una docuserie sulla sua storia ha inevitabilmente acceso il dibattito, soprattutto per il valore economico dichiarato del progetto e per il possibile ricorso a strumenti di sostegno pubblico. Per ora, però, è fondamentale distinguere ciò che è stato approvato da ciò che non risulta ancora finanziato. Il dato certo è l’esistenza del progetto, la presentazione della domanda e il riconoscimento della nazionalità provvisoria. Restano invece da chiarire l’eventuale contributo pubblico, le modalità con cui sarà determinato, l’identità della piattaforma di destinazione e i tempi della produzione.

La docuserie, insomma, sembra essere molto più di una semplice indiscrezione. Ma prima di parlare di oltre un milione di euro di soldi pubblici destinati a Rita De Crescenzo, sarà necessario attendere i prossimi passaggi amministrativi e i chiarimenti ufficiali del Ministero della Cultura.

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