A Vietri sul Mare la XII edizione del Premio si conferma un appuntamento di qualità: spettacolo, talento e cultura in un’atmosfera piacevole e senza protagonismi, con un’organizzazione curata e una scaletta capace di accompagnare il pubblico fino alla fine
Una serata piacevole, scorrevole e soprattutto capace di mantenere al centro ciò che dovrebbe essere il vero protagonista di ogni manifestazione: l’arte. La XII edizione del Premio Arte in Movimento, andata in scena domenica 23 agosto nella suggestiva cornice della Villa Comunale di Vietri sul Mare, ha confermato la bontà di un progetto che, anno dopo anno, continua a crescere senza perdere la propria identità.
Sul palco si sono alternati Matilde Brandi, Daniele Ciniglio, Luca Bruno, Daniele Sorrentino, Matt Russo, Alfonso Giorno e Giada d’Ambro, insieme ai conduttori Guido Mastroianni, Maryana Somma e Marco Abate, in una serata che ha saputo attraversare televisione, comicità, musica, danza, teatro e nuovi linguaggi della comunicazione.
Ma a colpire, oltre alla presenza degli ospiti, è stata soprattutto l’atmosfera. Nessuna esasperazione del protagonismo, nessuna ricerca esasperata della ribalta personale: Arte in Movimento è riuscito a raccontarsi come una festa collettiva, costruita intorno alla voglia di fare, di condividere e di regalare al pubblico un momento diverso. Un risultato che assume ancora più valore considerando le dimensioni del progetto e le risorse di un’associazione che, come ha raccontato durante la serata lo stesso Guido Mastroianni, porta avanti l’iniziativa da dodici anni.
«Arte in Movimento è una festa della cultura», ha spiegato Mastroianni, ricordando come la manifestazione sia nata inizialmente come realtà teatrale e si sia poi trasformata nel tempo in un premio estivo capace di coinvolgere personalità provenienti da mondi artistici differenti. Il lavoro organizzativo, del resto, parte molti mesi prima. «Il carrozzone di Arte in Movimento comincia almeno a gennaio», ha raccontato Mastroianni, spiegando come l’organizzazione degli ospiti, della scaletta e dell’intera manifestazione richieda un lavoro lungo e articolato.
E proprio dal punto di vista organizzativo, la serata ha mostrato una macchina ben rodata. Tempi, aperture, chiusura e successione degli interventi sono risultati equilibrati, evitando momenti di particolare appesantimento e permettendo allo spettacolo di procedere con naturalezza. Una qualità non scontata quando sullo stesso palco si alternano numerosi artisti e linguaggi differenti. Dodici anni di crescita Arte in Movimento non è però soltanto l’evento di una sera. È il risultato di un percorso iniziato dodici anni fa e cresciuto progressivamente, anche grazie alla collaborazione di un gruppo di persone che ha trasformato un’idea teatrale in un appuntamento ormai riconoscibile. Nel corso delle varie edizioni sono passati dal palco del Premio nomi come Valeria Marini, Vladimir Luxuria, Manila Nazzaro, Carmen Di Pietro, Mino Abbacuccio, Mariano Bruno, Enzo & Sal, Virginio, Gabriele Esposito e Tony Tammaro. Una scelta che racconta bene la filosofia della manifestazione: non chiudersi all’interno di un solo genere, ma mettere insieme personalità e percorsi differenti. La stessa direzione si riconferma anche nell’edizione 2026 in un modo impeccabile e riuscito. Ed è proprio questo uno degli aspetti che merita maggiore attenzione. Manifestazioni come Arte in Movimento rappresentano una risorsa per il territorio perché costruiscono occasioni di incontro, portano pubblico negli spazi cittadini e, soprattutto, ricordano quanto sia importante investire nella cultura e nella qualità degli eventi.

In un momento nel quale spesso si tende a privilegiare la quantità rispetto alla qualità, un appuntamento capace di mantenere una propria identità per dodici edizioni merita di essere conosciuto, seguito e valorizzato. Il Premio non pretende di essere un grande evento nazionale, ma proprio nella sua dimensione riesce a esprimere una forza particolare: quella di un gruppo di persone che, con mezzi e risorse limitati, riesce a costruire qualcosa di significativo e a portare sullo stesso palco artisti affermati, professionisti e nuovi talenti.
Arte in Movimento va dunque conosciuto, attenzionato e preservato. Perché di cultura, di arte e di eventi costruiti con passione e qualità c’è ancora bisogno. E perché, quando un progetto riesce a trasformare una semplice serata in un momento di condivisione, allora significa che quella manifestazione ha già raggiunto il suo obiettivo più importante.













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