di Riccardo Pucciarelli
A cinquantaquattro anni dall’uccisione di Carlo Falvella, torna il richiamo alla memoria di una delle pagine più dolorose degli anni della violenza politica in Italia. In occasione dell’anniversario della morte del giovane studente salernitano, l’onorevole Imma Vietri ha diffuso una nota nella quale invita a riflettere sul significato storico e civile della sua vicenda, sottolineando come il ricordo di Falvella debba rappresentare un patrimonio condiviso dell’intera comunità nazionale.
La parlamentare di Fratelli d’Italia ripercorre la figura del diciannovenne salernitano, studente di Filosofia e vicepresidente del Fronte Universitario d’Azione Nazionale, ricordandone il carattere, la passione per lo studio e la determinazione con cui affrontava anche le difficoltà personali, tra cui una grave patologia agli occhi che avrebbe potuto condurlo alla perdita della vista.
Nel suo intervento, Vietri ricostruisce anche la tragica sera del 7 luglio 1972, quando, nel clima di forte contrapposizione politica che caratterizzava quegli anni, Falvella intervenne per difendere l’amico Giovanni Alfinito durante una violenta aggressione in via Velia, rimanendo mortalmente ferito da una coltellata.
«Erano gli anni di piombo – evidenzia la deputata – una stagione nella quale l’odio ideologico arrivava troppo spesso a prevalere sul valore della vita umana e in cui tanti giovani, di destra e di sinistra, furono travolti da una spirale di violenza alimentata dall’estremismo e dall’intolleranza».
Secondo Vietri, il ricordo di Carlo Falvella non può essere confinato alla memoria di una sola parte politica, ma deve essere considerato parte integrante della storia della Repubblica. «Ricordare oggi Carlo Falvella – afferma – significa ribadire che nessuna idea può essere combattuta con la violenza e che nessun giovane deve mai perdere la vita per le proprie convinzioni politiche».
L’esponente di Fratelli d’Italia richiama inoltre il valore della memoria come strumento educativo per le nuove generazioni. Un messaggio rivolto soprattutto ai giovani, affinché comprendano i rischi dell’estremismo e dell’intolleranza e riconoscano nel confronto democratico l’unica strada possibile per il dibattito politico.
«Quando l’odio prende il posto del confronto e l’avversario viene trasformato in un nemico da eliminare – sottolinea Vietri – a perdere è sempre la democrazia». Da qui l’invito a custodire il ricordo delle vittime della violenza politica come monito permanente contro ogni forma di fanatismo.
Nel concludere il suo messaggio, la deputata rivolge un pensiero alla famiglia di Carlo Falvella e a quanti, in oltre mezzo secolo, ne hanno mantenuto viva la memoria, ribadendo che «le idee si combattono con altre idee, mai con la violenza», un principio che, secondo Vietri, rappresenta l’eredità più autentica lasciata dal giovane studente salernitano.













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