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Quando la divisa diventa famiglia. Il ringraziamento di una madre alla Guardia di Finanza e al SI.NA.FI.

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di Riccardo Pucciarelli

Una storia di dolore, speranza e straordinaria solidarietà umana. È quella che emerge dalla toccante lettera inviata dalla signora Daniela Prestana, madre del finanziere Antonio Catalano, ai vertici della Guardia di Finanza e del Sindacato Nazionale Finanzieri (SI.NA.FI.), per esprimere la profonda gratitudine della propria famiglia verso quanti, nei momenti più difficili, hanno saputo trasformare il senso del dovere in autentica vicinanza umana.

La missiva è stata indirizzata al Comandante Generale della Guardia di Finanza Gen. C.A. Andrea De Gennaro e alla Segretaria Generale del SI.NA.FI., con l’obiettivo di rendere pubblicamente merito a ufficiali, colleghi e rappresentanti sindacali che hanno sostenuto il giovane militare e la sua famiglia durante una lunga e delicata degenza.

L’11 aprile scorso il finanziere Antonio Catalano, in servizio presso il II Gruppo Napoli della Guardia di Finanza, è rimasto vittima di un gravissimo incidente stradale. Le conseguenze del sinistro hanno richiesto un lungo ricovero presso l’ospedale di Pozzuoli, protrattosi fino al 13 maggio, quando il militare è stato trasferito alla Clinic Center per affrontare il percorso di riabilitazione. Appresa la notizia, la madre Daniela Prestana e la figlia sono partite immediatamente da Palermo per raggiungere Napoli e assistere Antonio durante le cure. Una situazione che la stessa madre descrive come estremamente difficile: due donne sole, lontane dalla propria città, senza punti di riferimento, costrette ad affrontare l’angoscia per le condizioni di salute del proprio familiare in un contesto completamente nuovo.

È proprio in quel momento di fragilità che, secondo quanto raccontato nella lettera, è arrivata una straordinaria rete di sostegno. La signora Prestana cita espressamente il Generale Alessandro Barbera, il Generale Carmine Virno, il Colonnello Ciro Ciavarella e il Capitano Antonio Silvestro, insieme a numerosi appartenenti al SI.NA.FI. Campania, tra cui Massimiliano Cioffi, Francesco Ferrara e Giuseppe Zarra. Secondo il racconto della madre del finanziere, l’aiuto ricevuto è andato ben oltre il semplice supporto logistico. «Ci hanno fatto sentire parte di una vera e propria famiglia», scrive Daniela Prestana, sottolineando come la presenza costante di ufficiali, colleghi e rappresentanti sindacali abbia contribuito ad alleviare il peso di una prova tanto dura. Una vicinanza fatta di disponibilità quotidiana, attenzione ai problemi pratici, sostegno morale e capacità di trovare soluzioni immediate alle difficoltà che inevitabilmente accompagnano una lunga permanenza lontano da casa.

Nelle parole della madre emerge un concetto che rappresenta uno dei valori più profondi delle Forze Armate e delle Forze di Polizia: lo spirito di corpo. Non soltanto colleghi di lavoro, ma persone che hanno scelto di condividere il peso della sofferenza di una famiglia colpita da un evento improvviso e drammatico. «Sapere che mio figlio fa parte di questa straordinaria e meravigliosa famiglia è qualcosa che non ha prezzo», scrive ancora la signora Prestana. Parole che testimoniano come, accanto alla professionalità richiesta quotidianamente agli appartenenti alla Guardia di Finanza, possa emergere anche una dimensione profondamente umana, capace di fare la differenza nei momenti più difficili. La lettera si conclude con un sentito ringraziamento rivolto ai vertici della Guardia di Finanza, agli ufficiali citati, ai rappresentanti del SI.NA.FI. Campania e a tutti coloro che hanno manifestato vicinanza alla famiglia Catalano. Un messaggio che assume il valore di una testimonianza pubblica e che mette in luce il ruolo spesso silenzioso svolto da colleghi e organizzazioni di rappresentanza nel sostenere il personale e le loro famiglie quando la vita impone prove particolarmente dolorose. «Per ciò che siete, per come interpretate il bene e per tutto ciò che avete dato alla mia famiglia», scrive Daniela Prestana. Parole semplici ma intense, concluse da un’esclamazione che racchiude orgoglio, gratitudine e appartenenza: «Viva la Guardia di Finanza».

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