Il deputato di AVS denuncia il caos nelle affissioni e chiede l’intervento immediato del commissario prefettizio
È scontro aperto sulla gestione degli spazi per la propaganda elettorale in vista delle prossime elezioni comunali. A denunciare una situazione definita “fuori controllo” è il deputato salernitano di Alleanza Verdi e Sinistra, Franco Mari, che punta il dito contro presunte irregolarità nell’assegnazione e nell’utilizzo dei tabelloni elettorali cittadini.
Secondo Mari, a venti giorni dal voto, il candidato sindaco Francomassimo Lanocita, le liste che lo sostengono e i singoli candidati non sarebbero ancora stati messi nelle condizioni di usufruire regolarmente degli spazi elettorali previsti dalla normativa. Una circostanza che, secondo il parlamentare, sarebbe l’ennesima riproposizione di un “malcostume decennale” che si ripete puntualmente a ogni tornata amministrativa. “Ad oggi non è stato attribuito alle liste lo spazio di diritto e questo genera una situazione di incertezza che favorisce soltanto chi opera nel disprezzo delle regole”, denuncia Mari. Nel dettaglio, il deputato parla di impianti pubblici saturi di manifesti affissi senza alcun limite, presenza di propaganda abusiva sugli spazi a pagamento e persino cartelloni pubblicitari privati “6×3” ancora occupati da messaggi elettorali.
Un quadro che Mari definisce “gravissimo”, soprattutto perché coinvolgerebbe concessionari privati affidatari di un servizio pubblico. “La situazione attuale premia esclusivamente chi dispone di maggiori risorse economiche e penalizza chi sceglie di rispettare le regole”, sottolinea il parlamentare, parlando di una condizione di “totale e insopportabile illegalità”. Da qui l’appello rivolto direttamente al commissario prefettizio Vincenzo Panico, affinché intervenga tempestivamente per ristabilire condizioni di piena legalità e garantire a tutte le forze politiche pari opportunità nella competizione elettorale.
La denuncia riaccende il dibattito sulla correttezza della campagna elettorale salernitana, in un clima già acceso a poche settimane dall’apertura delle urne.













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