Se vuoi coerenza a Cava il 24 e il 25 maggio scegli il Progetto Cava SIA

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Di Ufficio stampa Cava Sia

Pochi mesi dalle elezioni, la maggioranza del sindaco Servalli si sgretola tra cambi di partito e alleanze contraddittorie. Mentre i partiti si riposizionano, “Si Parla di Cava – SIA” sceglie la strada della coerenza.

La politica di Cava de’ Tirreni attraversa uno dei momenti più paradossali della sua storia recente. A pochi mesi dalla naturale scadenza della consiliatura, la maggioranza appare in piena dissoluzione, lacerata da contraddizioni sempre più evidenti agli occhi dei cittadini.

Forza Italia nella giunta del PD

Al centro del dibattito locale c’è l’adesione di quattro consiglieri — Antonio Barbuti, Pasquale Santoriello, Fernando Mandara e Giovanni Del Vecchio — a Forza Italia, partito di centrodestra fondato da Silvio Berlusconi. Una scelta in sé legittima, se non fosse per un dettaglio tutt’altro che secondario: secondo le voci che circolano in ambienti politici cittadini, i quattro non avrebbero alcuna intenzione di abbandonare la maggioranza che sostiene il sindaco Servalli e il Partito Democratico. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di continuare a governare con la sinistra fino alla primavera 2026, per poi candidarsi sotto le insegne azzurre.

“Come può un esponente di Forza Italia sedere nella giunta guidata dal PD? E i vertici provinciali e regionali del partito sono davvero disposti a benedire questa alleanza pur di ottenere qualche poltrona in più?”

La situazione è stata definita dai consiglieri di Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Siamo Cavesi un “mostro a due teste”: un ossimoro politico che, secondo i critici, mina la credibilità delle istituzioni e alimenta la sfiducia dei cittadini verso la politica. I vertici del partito azzurro, per ora, tacciono. E il silenzio, in politica, è spesso più eloquente delle parole.

Canora e “Si Parla di Cava – SIA”: la coerenza come proposta

In questo scenario di confusione emerge la voce di Eugenio Canora e del gruppo consiliare “Si Parla di Cava – SIA”, rappresentato in aula anche da Filomena Avagliano. Dopo aver maturato un distacco dalla visione politica del sindaco Servalli, il gruppo ha fatto una scelta netta: non cercare approdi di comodo in altri partiti, non tentare di spostarsi in minoranza per convenienza, non agitare la bandiera del centrodestra dopo anni trascorsi a reggere il governo della sinistra.

Il risultato è un progetto civico autonomo che si presenterà alle elezioni del 25 e 26 maggio con una propria lista. Una scelta che anche alcune voci del centrodestra riconoscono come la più coerente nel panorama locale.

Di Ufficio stampa Cava Sia

Pochi mesi dalle elezioni, la maggioranza del sindaco Servalli si sgretola tra cambi di partito e alleanze contraddittorie. Mentre i partiti si riposizionano, “Si Parla di Cava – SIA” sceglie la strada della coerenza.

La politica di Cava de’ Tirreni attraversa uno dei momenti più paradossali della sua storia recente. A pochi mesi dalla naturale scadenza della consiliatura, la maggioranza appare in piena dissoluzione, lacerata da contraddizioni sempre più evidenti agli occhi dei cittadini.

Forza Italia nella giunta del PD

Al centro del dibattito locale c’è l’adesione di quattro consiglieri — Antonio Barbuti, Pasquale Santoriello, Fernando Mandara e Giovanni Del Vecchio — a Forza Italia, partito di centrodestra fondato da Silvio Berlusconi. Una scelta in sé legittima, se non fosse per un dettaglio tutt’altro che secondario: secondo le voci che circolano in ambienti politici cittadini, i quattro non avrebbero alcuna intenzione di abbandonare la maggioranza che sostiene il sindaco Servalli e il Partito Democratico. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di continuare a governare con la sinistra fino alla primavera 2026, per poi candidarsi sotto le insegne azzurre.

“Come può un esponente di Forza Italia sedere nella giunta guidata dal PD? E i vertici provinciali e regionali del partito sono davvero disposti a benedire questa alleanza pur di ottenere qualche poltrona in più?”

La situazione è stata definita dai consiglieri di Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Siamo Cavesi un “mostro a due teste”: un ossimoro politico che, secondo i critici, mina la credibilità delle istituzioni e alimenta la sfiducia dei cittadini verso la politica. I vertici del partito azzurro, per ora, tacciono. E il silenzio, in politica, è spesso più eloquente delle parole.

Canora e “Si Parla di Cava – SIA”: la coerenza come proposta

In questo scenario di crescente confusione e incertezza politica emerge con forza e chiarezza la voce autorevole di Eugenio Canora e del gruppo consiliare “Si Parla di Cava – SIA”, che è rappresentato in aula anche dalla stimata consigliera Filomena Avagliano. Dopo un lungo periodo di riflessione e dopo aver maturato un distacco profondo e definitivo dalla visione politica portata avanti dal sindaco Servalli, il gruppo ha deciso di compiere una scelta netta e coraggiosa: non cercare approdi di comodo all’interno di altri partiti, non tentare di spostarsi in minoranza soltanto per convenienza personale o strategica, e non agitare la bandiera del centrodestra dopo aver trascorso anni a sostenere e reggere il governo della sinistra.

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