Annarita Caramico presenta “È Malacqua” a Pontecagnano

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Venerdì 17 aprile alla Fondazione Picentia alle ore 19.30. La serata si aprirà con i saluti del presidente Giuseppe Bisogno. A dialogare con l’autrice sarà Arianna Bruno


Ci sono storie che non appartengono soltanto a chi le vive, ma sembrano attraversare il tempo, passando di generazione in generazione come un’eredità invisibile. È su questa linea sottile tra destino e libertà che si muove “È Malacqua”, romanzo d’esordio di Annarita Caramico, pubblicato dalla casa editrice Saggese Editori, che sarà presentato venerdì 17 aprile alle ore 19.30 presso la Fondazione Picentia – CreaSud di Pontecagnano Faiano, in via Lucania 101.

L’appuntamento si inserisce nel calendario degli eventi culturali del territorio come un’occasione di incontro e confronto con la narrativa contemporanea, capace di unire lettura, riflessione e dialogo con il pubblico. La serata si aprirà con i saluti del presidente della Fondazione Picentia – CreaSud, Giuseppe Bisogno, per poi proseguire con l’incontro tra l’autrice e Arianna Bruno, che accompagnerà il pubblico alla scoperta delle tematiche e delle suggestioni che attraversano il romanzo.

Al centro di “È Malacqua” vi è la storia di quattro donne — Agata, Allegra, Alice e Anna — appartenenti alla stessa famiglia e legate da un filo di sangue che si intreccia a una misteriosa maledizione risalente ai primi del Novecento. La narrazione si sviluppa lungo un ampio arco temporale che parte dalla Salerno degli anni Sessanta e arriva fino alla Torino contemporanea, costruendo un affresco che unisce dimensione familiare e contesto storico-sociale.

Agata è la prima a dare forma a questa catena di destini. Adolescente di buona famiglia, vive un amore intenso e autentico che, però, viene progressivamente soffocato dalle pressioni sociali e familiari. La sua rinuncia non si esaurisce nel privato, ma diventa il primo tassello di una storia che sembra destinata a ripetersi.

La seconda generazione è rappresentata da Allegra, figlia di Agata, che si innamora di Carlo, musicista precario e lontano dalle certezze borghesi. A differenza della madre, Allegra decide di non cedere alle imposizioni esterne e di lottare per i propri sentimenti, anche a costo di rompere equilibri familiari consolidati. Eppure, anche questa scelta non sembra bastare a spezzare del tutto la catena che lega le donne della famiglia.

Segue Alice, figura più introspettiva e razionale, dedita allo studio e apparentemente distante dalle dinamiche sentimentali che attraversano la sua famiglia. Tuttavia, durante il dottorato anche la sua vita viene sconvolta da un amore inatteso e complesso, che mette in discussione le sue certezze e la sua identità.

Infine, Anna rappresenta il presente e la continuità della storia familiare. Anna è una freelance che vive a Torino e che, per caso, incontra Edoardo su un tram, in un incontro che sembra aprire nuove possibilità. Ma il passato non è mai davvero lontano: il ricordo dell’ex Daniele continua a riaffiorare, rendendo instabile ogni tentativo di costruire un nuovo equilibrio.

Attraverso queste quattro protagoniste, Annarita Caramico costruisce un romanzo che va oltre la dimensione familiare per interrogare temi universali come il destino, la libertà individuale e la possibilità di sottrarsi a schemi che sembrano ripetersi nel tempo. La domanda che attraversa l’intera opera è tanto semplice quanto profonda: si tratta davvero di una maledizione che condanna queste donne, oppure sono le dinamiche sociali, culturali e interiori a riprodursi in forme sempre nuove?

“È Malacqua” si muove così tra realismo e suggestione, intrecciando introspezione psicologica e narrazione generazionale. Il risultato è un racconto che pone al centro il mondo femminile, le sue fragilità e la sua forza, senza rinunciare a una riflessione più ampia sulle scelte, sull’amore e sulle conseguenze che queste comportano nel corso di una vita.

La presentazione alla Fondazione Picentia – CreaSud rappresenta quindi non soltanto il debutto pubblico dell’opera, ma anche un momento di dialogo aperto con la cittadinanza. Un’occasione in cui la letteratura si fa spazio condiviso, capace di stimolare domande e di offrire nuove chiavi di lettura della realtà.

L’ingresso libero all’evento sottolinea la volontà di rendere la cultura accessibile e partecipata, favorendo la presenza di un pubblico ampio e diversificato. In un’epoca in cui il tempo sembra frammentato e l’attenzione sempre più dispersa, iniziative come questa restituiscono centralità al racconto e all’ascolto, riportando il libro al centro della vita culturale di una comunità.

La serata di venerdì si preannuncia dunque come un appuntamento di rilievo per il territorio, non solo per la presentazione di un’opera prima, ma per la possibilità di riflettere insieme su temi che appartengono a tutti: il peso delle scelte, la forza dei legami familiari e il confine spesso incerto tra destino e libertà. Pontecagnano Faiano, per una sera, diventa il luogo in cui la letteratura incontra la vita, e in cui le storie di quattro donne diventano specchio di molte altre possibili esistenze.

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