Integrazione, accessibilità e logistica le principali proposte in tema di governance sanitaria. Attenzione alla disabilità: “Ora applicare il Piano per l’Eliminazione delle barriere architettoniche”.
La sanità non è soltanto un servizio pubblico, ma uno degli elementi che incidono più profondamente sulla qualità della vita di una comunità. Dall’accesso alle cure alla gestione del territorio, fino ai temi dell’inclusione e dell’assistenza alle persone più fragili, il rapporto tra sistema sanitario e amministrazione locale diventa sempre più centrale nel dibattito politico e sociale, tantopiù in una realtà come quella salernitana, in cui non mancano criticità importanti. Approfondiamo queste tematiche con Gabriele Casaburi, giovane medico legale e candidato al consiglio comunale, che analizza lo stato della sanità pubblica in città e propone alcune linee di intervento per migliorare l’integrazione tra ospedale, territorio e servizi ai cittadini. Tra le tematiche che saranno al centro del suo impgno in caso di una futura elezione al consiglio comunale, i temi dell’accessibilità urbana, dell’attuazione del Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche, e della proposta di nascita di uno sportello unico dedicato alla disabilità.
Gabriele, quanto incide la sanità sulla qualità della vita dei cittadini?
“Incide in modo totale. La salute non è solo l’assenza di malattia, ma uno stato di benessere fisico, mentale e sociale. Quando un cittadino deve aspettare mesi per un esame o si sente abbandonato dopo una diagnosi, la sua qualità della vita crolla. Come medico, vedo ogni giorno che la serenità di una famiglia dipende dalla capacità delle istituzioni di offrire risposte certe e tempestive. Una città che non mette la salute al primo posto è una città senza futuro.”
Da professionista del settore, qual è la situazione della sanità pubblica in città?
“Siamo in una fase di transizione critica. Abbiamo eccellenze professionali straordinarie, ma la struttura è in sofferenza. Il principale problema è il divario tra l’ospedale e il territorio. Il Pronto Soccorso è spesso congestionato perché mancano filtri intermedi efficienti. Inoltre, la logistica intorno alle strutture sanitarie è carente: arrivare in ospedale, trovare parcheggio o muoversi per chi è fragile è oggi un’impresa, non un diritto garantito.”
Quali sono gli aspetti su cui punterai in caso di elezione a consigliere comunale per migliorare questo contesto?
“Il Comune non gestisce direttamente la sanità, ma governa il territorio dove la sanità si esprime. Punterò su tre pilastri: Integrazione, Accessibilità e Logistica. Voglio che il Comune sia il motore dell’apertura delle Case di Comunità per alleggerire gli ospedali e che ogni intervento sulla viabilità sia pensato in funzione delle strutture sanitarie. L’ospedale deve essere il cuore della città, non una cittadella isolata.”
Salerno è l’unico capoluogo nella regione che si è distinto per l’approvazione del PEBA: resta ora il nodo della sua attuazione?
“Esattamente. Approvato il piano, ora servono i cantieri. Un piano sulla carta non elimina uno scalino. La mia priorità sarà trasformare il PEBA in un cronoprogramma operativo: ogni opera pubblica, ogni rifacimento stradale a Salerno dovrà avere come pre-requisito il superamento delle barriere. Non accetterò più che l’inclusione sia solo un capitolo di spesa, deve diventare la norma dei lavori pubblici.”
Quanto è importante uno sportello unico dedicato alla disabilità e come articolarne il funzionamento?
“È fondamentale per restituire dignità alle famiglie. Oggi un disabile o un suo caregiver devono rimbalzare tra uffici diversi per pratiche, permessi e assistenza. Lo Sportello Unico deve essere un ‘punto di smistamento’ intelligente: un unico luogo fisso e una piattaforma digitale dove il cittadino presenta la domanda e il Comune si fa carico del coordinamento con ASL e servizi sociali. Meno burocrazia significa più tempo per la cura.”












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