Di Paolo De Leo
Ieri nella tranquilla cittadina di Cava de’Tirreni si è consumato un omicidio che ha lasciato i cittadini sconvolti: a perdere la vita è stata una nota imprenditrice del borgo porticato, luogo che rende famosa la città nel mondo.
La vittima era un’artigiana del gusto molto stimata e, nel giro di pochi mesi, già due artigiani che erano andati in pensione hanno chiuso le loro attività. Tutti speriamo che qualche familiare o collaboratore possa portare avanti questa tradizione, perché le attività commerciali dei piccoli centri raccontano la storia della città e diventano punti di riferimento fondamentali. Più a lungo si è radicati sul territorio, più si diventa parte integrante della comunità, proprio come la Signora Tagliaferri, che ieri pomeriggio, 21 dicembre, intorno alle 16, ha perso la vita: uccisa dal compagno, che dopo il delitto ha ferito la madre di lei e poi si è lanciato dalla finestra, morendo sul colpo.
Il sindaco di Cava de’Tirreni, Vincenzo Servalli, giunto sul luogo del tragico femminicidio, ha deciso in segno di rispetto di sospendere tutti gli eventi natalizi previsti e di proclamare lutto cittadino per il giorno dei funerali della donna.
“Nella notte più lunga dell’anno… la Terra si ferma e tu con lei. Questo è il momento di svolta in cui il Buio non fa più paura, perché dentro di sé custodisce la nascita della Luce. Il solstizio è un respiro sacro che invita a guardare indietro con gratitudine e avanti con fede. Tutto ciò che hai vissuto aveva un senso: ogni caduta, ogni silenzio, ogni attesa. Nulla è stato vano. Ora è tempo di riposare, di ascoltare la voce della Terra e lasciare che la tua luce interiore si rinnovi. Buon viaggio, Anna.” Questo è il sentimento che si respira in città dopo la tragica notizia; tutte le attività commerciali hanno espresso profondo sgomento per la perdita.
Anche il mondo dello sport cittadino ha voluto lasciare un messaggio sulle pagine ufficiali del club calcistico locale: “La Cavese 1919 è profondamente scossa per la tragica e improvvisa scomparsa di Anna Tagliaferri, proprietaria di una storica attività cittadina.
Una tragedia che colpisce l’intera comunità di Cava de’ Tirreni, lasciandoci sgomenti, addolorati e senza parole.
In questo momento così doloroso, tutte le componenti del Club esprimono vicinanza alla famiglia Tagliaferri e a tutti coloro che l’hanno amata in modo sincero e limpido.
Da sempre e per sempre condanneremo con fermezza ogni forma di violenza, invitando tutti a insegnare i valori del rispetto, della dignità e della vita.
Di fronte a una perdita così ingiusta, il silenzio e il raccoglimento diventano un dovere morale per tutta la nostra città.
In segno di rispetto, domani saranno sospese tutte le pubblicazioni social.”
L’affetto dimostrato da tutta Cava verso la Signora Tagliaferri dimostra che non serve ostentare per farsi notare, ma essere umili e dedicarsi con passione a ciò che si ama. Anche i piccoli gesti, come un sorriso o il calore che si percepiva ogni volta varcando la soglia della sua attività, lasciavano un segno indelebile.
L’autore del tragico pomeriggio di follia è Diego Di Domenico, 40 anni, cassiere nella pasticceria di Anna, anch’essa a Cava de’ Tirreni. Al culmine di una lite nell’appartamento al primo piano di un edificio in via Ragone ha inferto almeno otto colpi di coltello tra volto, collo e torace. La madre di Anna, Giovanna Venosi, testimone oculare dell’omicidio, è rimasta ferita nel tentativo di proteggerla ed è ora ricoverata in ospedale.
I due erano fidanzati e ieri, dopo pranzo, qualcosa è degenerato. Da una discussione verbale si è passati a un’aggressione vera e propria. Dalla strada alcuni testimoni hanno riferito di urla, minacce e parolacce. Di Domenico ha quindi impugnato un coltello da cucina e si è scagliato contro la donna, infliggendo almeno otto fendenti, uno dei quali letale al collo. Dopo aver ferito la madre di Anna, si è poi arrampicato a un piano alto della palazzina e si è lanciato nel vuoto, morendo sul colpo.
Vicini e passanti hanno subito allertato i soccorsi e i carabinieri. Anna, subito apparsa in condizioni gravissime, è morta poco dopo l’arrivo in ospedale a Cava de’ Tirreni. Sul posto sono intervenuti i militari dell’Arma del reparto territoriale di Nocera Inferiore, guidati dal colonnello Gianfranco Albanese, insieme ai colleghi della compagnia metelliana. Coordinati dal pm di turno del Tribunale di Nocera Inferiore, sono arrivati anche il medico legale per l’esame esterno sul corpo di Di Domenico.
Le indagini mirano a ricostruire cosa sia accaduto nell’appartamento di via Ragone, ora sotto sequestro, e cosa abbia spinto il 40enne a questo gesto, dato che finora non risultano denunce o segnalazioni che potessero anticipare questa follia. Nel frattempo, la salma di Anna Tagliaferri è a disposizione della procura, che nei prossimi giorni disporrà l’autopsia sia sul corpo di Anna che di Di Domenico. Oltre a sigillare l’abitazione, i militari hanno sequestrato il coltello utilizzato per il delitto.
In segno di lutto, il Comune di Cava de’ Tirreni, con il sindaco Servalli presente sul posto insieme ad altri amministratori, ha sospeso tutte le iniziative natalizie. La madre di Anna non è in pericolo di vita. La donna, 75 anni, è stata testimone oculare del femminicidio e si è ferita cercando di difendere la figlia.
Un nuovo nome si aggiunge a quelli delle persone uccise da uomini che dicono di amare le proprie compagne.
Quando le liti familiari sfociano in un tragico omicidio, tutta la città ne viene a conoscenza e ne parla. Ma quando la violenza si manifesta con percosse ripetute negli anni, magari tra madre e figlio/a, spesso si tace, proteggendo l’aggressore, che sia uomo o donna. Non solo gli uomini aggrediscono le donne: anche madri, in preda a raptus, possono ferire i propri figli. Spesso la vittima non denuncia, credendo che la situazione possa migliorare. Invece, è fondamentale denunciare: anche l’affetto tra madre e figlio/a può diventare tossico. Non aspettare, perché potrebbe essere troppo tardi.
Ricorda che l’articolo 572 del codice penale tutela la vittima, punendo l’aggressore con una reclusione da 3 a 6 anni. Se la vittima è una persona con disabilità, la pena può arrivare fino a 12 anni di carcere.
La Legge 69/2019, nota come Codice Rosso, inasprisce le pene per i maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.), aumentando la reclusione fino alla metà se la vittima è una persona con disabilità, un minore o una donna incinta. Introduce inoltre l’aggravante specifica per i minori che assistono alla violenza (violenza assistita) e prevede tempi rapidi per l’ascolto delle vittime. L’obiettivo è proteggere le fasce più vulnerabili con misure cautelari urgenti, come l’allontanamento dalla casa familiare.
Se due persone non si amano più meglio allontanarsi l’uno dall’altro piuttosto che sfociare in tragedia.

Con l’Ordinanza n° 394 del 22 dicembre 2025, il Sindaco di Cava de’ Tirreni, Vincenzo Servalli, ha disposto la sospensione di tutte le attività spettacolari e musicali fino al 24 dicembre, inclusi i tradizionali aperitivi musicali della vigilia di Natale. La misura è stata adottata in segno di lutto per il tragico femminicidio di Anna Tagliaferri, che ha profondamente scosso l’intera comunità cittadina.
L’attività commerciale ha comunicato sui propri canali social che oggi, e fino al completamento di tutti gli ordini prenotati, resterà aperta per permettere ai clienti di trascorrere le feste come previsto. Questo dimostra un forte legame con il territorio, dove operano da oltre 50 anni.











Lascia un commento