Di Paolo De Leo
Sono emerse indiscrezioni attendibili secondo cui il docente sotto accusa avrebbe già utilizzato metodi inappropriati durante il suo incarico all’università di Perugia, dove lavorava prima di trasferirsi a Salerno. In quella sede, gli studenti manifestavano disagio durante gli esami con lui e spesso preferivano rivolgersi ai suoi assistenti e cultori della materia.
Oggi, martedì 14 ottobre 2025, i Carabinieri della Compagnia di Salerno hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di un docente del Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria “Scuola Medica Salernitana”, nonché coordinatore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, a seguito di gravi accuse emerse durante le indagini.
L’ordinanza, emessa dal GIP di Salerno il 10 ottobre 2025 su richiesta della Procura locale, impone al professore il divieto di esercitare la professione medica e ne sospende temporaneamente il ruolo di docente e coordinatore per 12 mesi, al fine di tutelare gli studenti e garantire il corretto svolgimento delle attività accademiche.
Le accuse contro il professore
Le indagini, avviate nel 2024 e coordinate dalla Procura di Salerno, sono scaturite da una segnalazione dell’Ufficio Legale dell’Università degli Studi di Salerno, in seguito a notizie riguardanti presunti comportamenti inappropriati e scorretti del docente nei confronti degli specializzandi della Scuola di Specializzazione.
Sopraffazione psicologica e pratiche di favoritismo
Le investigazioni hanno rivelato un clima di intimidazione e oppressione psicologica imposto dal professore sugli specializzandi, caratterizzato da atteggiamenti vessatori che hanno generato paura e disagio. Inoltre, Alfano avrebbe favorito alcuni studenti inserendo indebitamente i loro nomi in pubblicazioni scientifiche e lavori accademici ai quali non avevano partecipato, violando le norme di correttezza accademica.
Interventi di chirurgia estetica a spese del Servizio Sanitario Nazionale
È emerso che il docente avrebbe eseguito interventi di chirurgia estetica senza giustificazioni mediche valide, addebitandoli al Servizio Sanitario Nazionale, configurando un possibile caso di truffa ai danni dello Stato e un uso improprio delle risorse pubbliche destinate alla sanità.
Misure adottate dal GIP
Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, accogliendo le richieste della Procura, ha disposto misure cautelari volte a tutelare la sicurezza e il benessere degli specializzandi, garantendo il corretto svolgimento delle attività didattiche e cliniche presso la Scuola Medica Salernitana.
Le indagini, condotte dalla Procura di Salerno con il supporto operativo della Polizia di Stato locale, hanno confermato l’esistenza di un ambiente oppressivo e intimidatorio creato dal docente, nonché pratiche di favoritismo nei confronti di alcuni specializzandi, con l’inclusione indebita dei loro nomi in pubblicazioni scientifiche. Inoltre, è stata accertata la condotta illecita relativa agli interventi estetici eseguiti a carico del Servizio Sanitario Nazionale senza i requisiti di legge.
Il GIP ha quindi disposto il divieto di esercitare la professione medica e la sospensione dal ruolo di docente e coordinatore per 12 mesi.
Questo provvedimento cautelare non costituisce una sentenza definitiva; le accuse saranno valutate dal giudice nelle fasi successive del processo penale.
Le accuse contestate sono stalking, concussione, falso ideologico e truffa aggravata ai danni dello Stato. Le indagini, iniziate nel 2024 a seguito di una segnalazione dell’Ufficio Legale dell’Università, sono partite da articoli di stampa che riferivano presunti comportamenti inappropriati del docente nei confronti degli specializzandi. Gli accertamenti hanno evidenziato un clima di sopraffazione psicologica e timore instaurato dal professore, con atteggiamenti vessatori. Inoltre, Alfano avrebbe avvantaggiato alcuni specializzandi a scapito di altri, imponendo la loro presenza in pubblicazioni scientifiche senza alcun contributo reale. L’ultima accusa riguarda gli interventi di chirurgia estetica effettuati dal professore, i cui costi sarebbero stati indebitamente caricati sul Servizio Sanitario Nazionale in assenza dei presupposti di legge.
