La lezione si tiene davanti ai ragazzi di Impact. Le sale dei film si trasformano in aule di giornalismo, grazie a professionisti che seguono le orme di attori italiani e di giovani menti curiose. I giurati, accoglienti, rappresentano le nuove generazioni: forse più consapevoli di quanto lo fossimo noi, e sicuramente non meno interessate.
Corradino Mineo, forte della sua lunga esperienza in RAI e nel giornalismo italiano, si racconta. Non crede che si possa essere solo spettatori.
L’incontro spazia tra molte tematiche, riflettendo la personalità poliedrica del giornalista, capace di affrontare temi complessi con naturalezza e passione.
Alla nostra domanda su “com’è cambiato così nettamente il ruolo degli Stati Uniti nelle politiche internazionali, passando da ‘salvatore’ del nostro Paese durante la Seconda guerra mondiale a una presenza politica oggi quasi destabilizzante”, Corradino Mineo risponde:
“La risposta viene da lontano, ma è piuttosto semplice. Nel 1916 dominava l’imperialismo britannico: pensiamo all’oppio imposto alla Cina per ripagare le spezie, al colonialismo diffuso. Gli Stati Uniti si distaccano da tutto questo. Poi arriva la rottura degli schemi. Come raccontato anche nel meraviglioso libro di Manlio Disordine Globale di Manlio Graziano, gli USA escono dal guscio. Non sono più solo una potenza industriale, più forte della Germania, ma si confrontano con il mondo attraverso l’ONU e il Patto di Roosevelt. Da lì, il loro ruolo cambia profondamente: l’America è costretta a venire a patti con il mondo Una visione condivisibile o meno, per quanto mi riguarda fatico a sposarla.”
Racconta una verità. La nostra verità.
Questo mestiere secondo l’ex direttore di Rai news impone una libertà di espressione. Il limite sta nel potersi esprimere senza imporsi ma con una forma stretta e necessaria di libertà di espressione. Non si può prescindere dalla libertà di espressione. Senza che il giornale ti condizioni, poichè ognuno ha diritto di esprimersi come crede.
Di Paolo De Leo e Arianna Tomassetti











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