Dalla “Tribuna d’Onore” al caso hospitality, il botta e risposta tra le due società si arricchisce di un nuovo capitolo. Il Savoia chiede scuse, contesta il trattamento riservato alla propria dirigenza e ringrazia Salerno e i tifosi granata
La partita tra Salernitana e Savoia continua a far discutere anche fuori dal rettangolo verde. Al centro della querelle c’è il confronto tra il club oplontino e Pagano, esponente della società granata, sul trattamento riservato agli ospiti in occasione della sfida disputata allo stadio Arechi. Una polemica che, dopo la risposta affidata dalla Salernitana al proprio ufficio stampa, si arricchisce di una nuova presa di posizione pubblica da parte del Savoia.
Il messaggio diffuso sui social dal rappresentante della società di Torre Annunziata non lascia spazio a interpretazioni e punta soprattutto su un aspetto: la differenza tra la denominazione formale del settore assegnato agli ospiti e le modalità concrete dell’accoglienza riservata alla dirigenza. «Avrei apprezzato che anche la sua risposta fosse stata pubblicata sulla pagina ufficiale della società, consentendo a tutti di leggerla», scrive il dirigente del Savoia, sottolineando la propria scelta di intervenire direttamente, mettendoci «la faccia e la firma».
Ma il passaggio più incisivo riguarda le scuse, che secondo il club oplontino sarebbero state una risposta più adeguata rispetto a una comunicazione istituzionale. «Dal signor Pagano avrei preferito delle scuse, avrebbero avuto ben altro valore rispetto a una nota affidata all’ufficio stampa», si legge nel post.
La questione si sposta quindi sugli spazi riservati alle due dirigenze. Il Savoia prende atto che il settore assegnato alla propria rappresentanza fosse denominato “Tribuna d’Onore”, ma contesta la separazione rispetto all’area in cui sedeva Pagano, descritta come dotata di sedute differenti, numerosi posti liberi e uno spazio delimitato. Da qui la domanda polemica: «“Privé”?».
Un interrogativo che diventa il fulcro della contestazione e apre una riflessione sul significato dell’ospitalità nel calcio, soprattutto quando a incontrarsi sono società, dirigenti e rappresentanti istituzionali. Il dirigente oplontino richiama infatti una consuetudine del proprio club: presidenti, amministratori e dirigenti delle squadre ospiti vengono accolti nello stesso settore riservato alla dirigenza del Savoia, senza differenze di comodità. Una scelta che, nelle intenzioni, favorisce il confronto e il dialogo tra le società.
«La denominazione di una tribuna può essere una questione di forma. Il trattamento riservato agli ospiti resta una questione di stile», è la frase che sintetizza meglio il senso dell’intervento. Parole che, pur accompagnate dalla dichiarazione di voler chiudere la polemica, mantengono aperto il confronto sul comportamento e sulle consuetudini di accoglienza tra club.
Il finale del messaggio, tuttavia, distingue nettamente la controversia con Pagano dall’esperienza vissuta a Salerno. Il rappresentante del Savoia tiene infatti a ringraziare la città e i sostenitori granata, sottolineando il calore ricevuto durante la trasferta. «Porto con me la splendida accoglienza della città di Salerno e dei suoi tifosi, che ci hanno riservato calore, classe ed eleganza», scrive, spiegando inoltre di aver preferito non accedere all’area hospitality per restare con i propri amici tifosi della Salernitana, con i quali si è sentito «pienamente a casa».
Una conclusione che prova a separare la vicenda dirigenziale dal rapporto tra le due tifoserie, riconoscendo ai sostenitori granata un’accoglienza positiva nonostante le tensioni con la società.












Lascia un commento