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Dopo 28 anni e 50mila chilometri a piedi, Karl Bushby torna a casa: l’incredibile viaggio intorno al mondo

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Partito dal Cile il 1° novembre 1998 con una promessa: raggiungere l’Inghilterra senza utilizzare mezzi di trasporto per avanzare. Dopo quasi tre decenni, attraversamenti estremi, arresti, confini chiusi e persino una traversata a nuoto del Mar Caspio, il 57enne è finalmente arrivato a Hull. Ma il suo ultimo passo è stato quello più emozionante: raggiungere la casa della madre.

Ci sono viaggi che si misurano in chilometri e altri che si misurano in determinazione. La storia di Karl Bushby appartiene decisamente alla seconda categoria. A 57 anni, dopo quasi tre decenni trascorsi attraversando continenti, deserti, montagne e oceani, l’uomo è riuscito a mantenere una promessa fatta a sé stesso nel 1998: tornare nella sua città natale, Hull, in Inghilterra, partendo a piedi dall’estremo sud del Cile. Era il 1° novembre 1998 quando Bushby lasciò Punta Arenas, in Patagonia, con un progetto che sembrava appartenere più alla fantasia che alla realtà: percorrere circa 50mila chilometri intorno al mondo senza utilizzare mezzi di trasporto per avanzare e senza fare ritorno a casa prima di aver completato l’impresa. Quello che inizialmente avrebbe dovuto essere un viaggio di dodici anni si è trasformato in un’avventura durata ventotto.

Il percorso è stato un susseguirsi di sfide estreme. Dopo aver attraversato il Sud America, Bushby ha affrontato il Darién Gap, una delle aree più impervie e pericolose del pianeta, tra Colombia e Panama. Ha poi proseguito attraverso gli Stati Uniti fino all’Alaska, prima di raggiungere la Russia nel 2006 attraversando a piedi lo stretto di Bering, camminando sui ghiacci. Da quel momento lo attendevano la vastità della Siberia, deserti, montagne e ostacoli di ogni genere. Arresti, problemi burocratici, visti negati e frontiere chiuse hanno più volte rischiato di interrompere definitivamente il suo progetto. Ma Bushby non ha mai abbandonato la promessa iniziale. Nel 2024, per superare le difficoltà legate al percorso, ha affrontato persino una traversata a nuoto del Mar Caspio, durata oltre trenta giorni. Nel 2025 è arrivato in Europa passando per Istanbul, avvicinandosi finalmente alla meta. Anche l’ultimo tratto ha richiesto una prova straordinaria: la traversata a nuoto della Manica, dalla Francia all’Inghilterra, affrontata per rispettare la regola che aveva accompagnato l’intera impresa.

Guerre, pandemia, difficoltà economiche e impedimenti amministrativi hanno costretto il viaggiatore a fermarsi più volte. Ma c’era una regola alla quale non intendeva rinunciare: ogni volta che il viaggio veniva interrotto, sarebbe ripartito esattamente dal punto in cui si era fermato.

E così, dopo 28 anni, Karl Bushby è finalmente arrivato a Hull, accolto da centinaia di persone. Con sé aveva il suo inseparabile carretto e i pochi averi accumulati durante una vita trascorsa in cammino. Eppure, neanche i festeggiamenti hanno segnato la fine definitiva dell’impresa: mancava ancora un ultimo tratto, quello verso la casa di sua madre. Quasi trent’anni per tornare dove tutto era cominciato. Cinquantamila chilometri per raggiungere un luogo che, per molti, sarebbe stato a poche ore di viaggio. La storia di Karl Bushby non è soltanto il racconto di un’impresa sportiva fuori dal comune, ma una testimonianza di perseveranza, sacrificio e fedeltà a una promessa. Perché a volte la distanza più grande non è quella che separa due continenti, ma quella che bisogna attraversare per raggiungere un sogno.

E forse, la lezione più bella di questo viaggio è proprio questa: non importa quanto tempo ci voglia per arrivare a casa, se non smetti mai di camminare verso la tua meta.

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