di Gianluca Perrotta
Si è appena conclusa la 60esima edizione dell’annuale kermesse apicale di Lucca: la celeberrima “Lucca Comics and Games”, che quest’anno proprio per il suo sessantesimo compleanno, prende il nome di “Legacy”, ovvero, eredità, tenutasi nella città di Lucca, nei giorni dal 28 ottobre, al 1° novembre 2026. Eredità intesa come passaggio generazionale completo, in quanto in questi anni, dalla prima edizione in poi, si sono aggiunte nuove aree di interesse, che poi hanno mutato nel tempo a loro volta.
Alla stratificazione degli anni è corrisposta ad una stratificazione di modifiche e novità apportate dalle nuove generazioni, non cancellando le tracce passate bensì sedimentandosi su di esse, formando uno spessore sia economico che culturale con forte richiamo a livello nazionale ed internazionale impossibile da ignorare.
Ma l’Eredità non è solo questo: è anche altro, ma procediamo per gradi. Iniziamo con il dire che tipicamente il “Lucca Comic and Games” non si tiene in una area specifica di Lucca, bensì prende tutta l’area cittadina con i suoi stand, padiglioni ed eventi. 345.000 partecipanti complessivi nei 5 giorni di fiera, con 280000 biglietti venduti, oltre 900 ospiti nazionali ed internazionali provenienti da vari settori quali cinema, fumetti, manga, musica, gaming, ed editoria a tutto tondo. Ed ancora: più di 800 espositori, più di 1500 eventi tra appuntamenti, eventi e sfilate, anteprime e tornei di gioco e beta-testing. Non manca lo spazio dedicato all’arte e storia di settore, infatti ben 14 mostre ufficiali sono state allestite nei palazzi storici di Lucca, per celebrare i 60 anni.
Si potrebbe parlare di tanto altro, quale l’impegno profuso per allestire questa gargantuesca macchina, o potremmo sventolare bellamente l’indotto economico stimato mediamente tra gli 80 e i 100 milioni di euro per edizione, ma a questo punto, si è compreso per sommi capi di cosa stiamo parlando: della seconda kermesse di questo tipo per importanza, interesse ed estensione, a livello mondiale. Se quanto detto sino ad ora appartiene all’area di freddi numeri conosciuti a tutti o perlomeno a molti, è anche vero che è interessante capire al di là di questi numeri cos’è davvero il “Lucca Comics and Games”. Facendo un passo indietro ci accorgiamo come negli anni Sessanta, il fenomeno dei “fumetti”, prendeva sempre più piede, e mentre alcuni italiani iniziavano a capirlo, altri etichettavano questi tomi come prodotti per analfabeti o per bambini. Umberto Eco entrò nel discorso a gamba tesa: il suo pensiero sintetizzato poi nel saggio “Apocalittici e integrati” del 1964 affermando che: «Il fumetto è un prodotto industriale, commissionato dall’alto, e funziona secondo tutte le meccaniche della persuasione occulta, supponendo nel fruitore un atteggiamento di evasione…», il che pone il discorso già su basi totalmente diverse da quelle poste dall’atteggiamento di sufficienza intellettualistica dell’epoca. Ma Eco incalzò il discorso dichiarando: «Se voglio divertirmi leggo Hegel, se voglio impegnarmi, leggo Corto Maltese.», frase che divenne poi una sorta di manifesto della prima edizione. A questo punto lo scopo di Eco e della fazione intellettuale legata al Lucca Comics era quello di legittimare il fumetto come nona arte.
Partì con queste premesse nel 1966 la prima edizione del Lucca Comics: il “1° Salone Internazionale dei Comics” con il Presidente del consiglio dell’epoca Aldo Moro come ospite d’eccezione, e con ospiti di caratura come Lee Falk, il regista Federico Fellini, il fumettista Gianluigi Bonelli, e lo sceneggiatore Cesare Zavattini.
Iniziava così la stratificazione culturale sintetizzata annualmente dal Lucca Comics: anno dopo anno appariva chiara la passione di fumettisti, sceneggiatori, gamer, cosplayer, streamer, youtuber, e appassionati in nuovi settori, sempre di più, sempre maggiori, sempre crescenti: un’onda che parte dal basso, lontana dallo snobbismo delle élite culturali, che non poterono fare altro che accettare e certificare il cambiamento.
Eccolo lì l’ultimo pezzo dell’eredità del Lucca Comics: la consapevolezza che la via naturale delle cose impone che è la passione a generare arte, mentre il contrario, è un mero seppur gradito effetto collaterale.
Eco aveva ragione e lo aveva detto: “…se voglio impegnarmi leggo Corto Maltese…”, significa che non si può guardare un quadro o una statua, e pretendere che suscitino emozioni a prescindere solo perché riconosciute come opere di pregio, bensì sarà sempre l’emozione personale ad avvalorare l’opera artistica: una creazione che suscita emozione in un nutrito gruppo di persone, è arte. “Lucca Comics and Games” è la celebrazione di questa verità.













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