di Riccardo Pucciarelli
Il caso politico esploso a Ercolano riaccende il dibattito sul rapporto tra politica e criminalità organizzata in Campania. Il centrodestra regionale passa all’attacco del Partito Democratico e del centrosinistra, chiedendo un cambio di passo dopo le polemiche suscitate dalla diffusione delle immagini che ritraggono alcuni esponenti dem a una cena, organizzata dopo la vittoria delle elezioni comunali dello scorso maggio, alla quale era presente anche un pregiudicato.
Nel corso di una conferenza stampa convocata a Napoli, gli esponenti della coalizione hanno puntato il dito contro quelle che definiscono infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno di amministrazioni e ambienti politici riconducibili al centrosinistra.
Ad aprire l’affondo è stato Gianluca Cantalamessa, senatore della Lega e capogruppo del Carroccio nella Commissione parlamentare Antimafia, secondo il quale esisterebbe “un problema tra il centrosinistra e la criminalità organizzata in Campania, nel senso che i fatti dimostrano che c’è una maggiore infiltrazione in questa parte politica”.
A sostegno della sua tesi, il parlamentare ha richiamato alcuni episodi che negli ultimi anni hanno interessato la regione, citando gli scioglimenti per infiltrazioni mafiose dei Comuni di Caserta, Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, oltre all’inchiesta che coinvolge l’ex presidente della Provincia di Salerno, Franco Alfieri, indagato dalla Direzione distrettuale antimafia con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso. L’inchiesta attualmente è processo.
Al centro della conferenza è rimasto però soprattutto il cosiddetto “caso Ercolano”. Le immagini finite al centro delle polemiche mostrerebbero, durante i festeggiamenti successivi alle amministrative, alcuni rappresentanti del Pd, tra cui l’ex segretario cittadino Antonello Cozzolino, seduti allo stesso tavolo con il pregiudicato Suarino. Una vicenda che ha già spinto il Partito Democratico ad adottare provvedimenti disciplinari nei confronti degli iscritti coinvolti.
Per il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale della Campania, Massimo Pelliccia, tuttavia, la risposta del centrosinistra non sarebbe sufficiente. “Il centrodestra non accetta più lezioni di moralità dalla sinistra – ha dichiarato – né questo doppiopesismo del Pd, che predica bene e razzola male”.
Sulla stessa linea anche il segretario regionale di Forza Italia ed europarlamentare Fulvio Martusciello, che giudica insufficiente la sospensione degli esponenti democratici coinvolti nella vicenda.
“Devono dimettersi dal Consiglio o vanno espulsi – ha affermato – e il sindaco deve dichiarare di non voler mai costruire una maggioranza con quella tipologia di voti”.
Martusciello ha inoltre allargato il ragionamento al contesto politico dell’area vesuviana, sostenendo che nei comuni del Miglio d’Oro il centrosinistra avrebbe ottenuto risultati elettorali anomali. “Il centrosinistra ha raggiunto percentuali che vanno oltre la normale dialettica politica e questo è accaduto perché il centrodestra non ha avuto la possibilità di costruire un’alternativa. Durante la fase di costruzione delle liste in tanti sono stati avvicinati e sono stati dissuasi dall’accettare la candidatura. C’è stato un lavoro costante e sistematico su questi territori da parte di chi naturalmente vuole essere maggioranza e opposizione, da parte di chi non vuole il controllo e ritiene di poter governare un territorio senza regole”.
Le dichiarazioni del centrodestra si inseriscono in un clima politico già particolarmente acceso sul tema della legalità e dei rapporti tra amministrazioni locali e criminalità organizzata. Le accuse rivolte al centrosinistra sono destinate ad alimentare il confronto nelle prossime settimane, mentre sul piano giudiziario proseguono le indagini relative ai singoli procedimenti citati e sul fronte politico si attendono eventuali ulteriori prese di posizione da parte del Partito Democratico e delle amministrazioni interessate.











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