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Salernitana, frenata a Casarano: uno 0-0 che lascia dubbi e rimpianti. Cosmi cerca la svolta

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I granata non vanno oltre il pareggio e rallentano la propria corsa in classifica. Possesso palla e pressione non bastano per trovare il gol: sotto esame la costruzione della manovra offensiva e il modo di servire gli attaccanti

La Salernitana torna da Casarano con un pareggio a reti bianche che lascia l’amaro in bocca e riapre interrogativi sul rendimento della squadra granata. Lo 0-0 maturato nella sfida contro i pugliesi rappresenta un’occasione mancata per rilanciare le ambizioni in campionato, in una fase della stagione in cui ogni punto può fare la differenza. La squadra di Serse Cosmi ha avuto momenti di controllo della gara, soprattutto nella ripresa, ma non è riuscita a trasformare la propria superiorità territoriale in quella concretezza sotto porta che serve per portare a casa le partite.

Il risultato racconta una Salernitana capace di prendere in mano il pallino del gioco, ma ancora troppo discontinua nella capacità di costruire occasioni realmente decisive. A fine gara, lo stesso Cosmi ha sintetizzato il problema con una frase significativa: «A corrente troppo alternata». Un giudizio che fotografa una squadra alla ricerca di un’identità più stabile, soprattutto nella fase offensiva, dove la qualità dei singoli non sempre trova il necessario sostegno nel gioco collettivo.

La partita ha messo in evidenza una contraddizione che accompagna il percorso dei granata. Quando in campo c’è Lescano, riferimento offensivo chiamato a finalizzare il lavoro della squadra, la manovra sembra svilupparsi troppo lontano dalla porta avversaria. Quando invece l’attaccante manca o non riesce a incidere, la Salernitana tende ad alzare il baricentro, ad attaccare maggiormente gli spazi e a cercare con insistenza la soluzione sulle fasce, senza però trovare il guizzo decisivo. Il problema, dunque, non sembra riguardare soltanto il terminale offensivo, ma il modo in cui la squadra riesce a costruire le condizioni per metterlo nelle migliori situazioni di gioco.

Un centravanti come Lescano ha bisogno di palloni giocabili, rifornimenti e presenza costante della squadra negli ultimi metri. Per garantirgli queste condizioni, però, è necessario costruire una manovra capace di creare superiorità sulle corsie esterne, accompagnare l’azione e trovare gli inserimenti giusti. Senza questi presupposti, il rischio è quello di lasciare l’attaccante isolato, distante dal resto dei compagni e costretto ad attendere palloni difficili da trasformare in occasioni da rete.

La ripresa di Casarano ha mostrato anche segnali differenti, con una Salernitana più presente nella metà campo avversaria e maggiormente incisiva grazie alla capacità di alcuni giocatori di legare il gioco e accompagnare la manovra. Djamanca e La Gumina, insieme a D’Ursi, rappresentano soluzioni in grado di dare vivacità alla fase offensiva e di favorire la progressione del pallone. La questione, tuttavia, è riuscire a mantenere questa intensità per un arco di gara più lungo, evitando che la squadra alterni momenti di pressione a fasi in cui perde ritmo e capacità di incidere.

Dal 52′ in avanti, i granata hanno aumentato il controllo del possesso, secondo una delle caratteristiche che Cosmi vorrebbe imprimere alla squadra. Ma avere il pallone non significa automaticamente essere pericolosi. Il possesso deve tradursi in occasioni, movimenti coordinati e capacità di attaccare gli spazi. È proprio in questo passaggio che la Salernitana deve compiere un salto di qualità, trasformando il controllo della partita in una concreta possibilità di segnare.

Il pareggio, intanto, pesa sulla classifica e sulle prospettive immediate dei granata, scivolati all’ottavo posto secondo la situazione riportata dopo la gara. Un dato che impone riflessioni e rende ancora più urgente trovare continuità nei risultati e nelle prestazioni. Non basta dominare a tratti, né affidarsi alle iniziative individuali per risolvere le difficoltà: serve una squadra capace di mantenere equilibrio, intensità e organizzazione per tutti i novanta minuti.

Per Cosmi il lavoro da fare riguarda soprattutto l’equilibrio tra centrocampo e attacco, la gestione delle distanze e la capacità di accompagnare con più uomini le azioni offensive. I correttivi dovranno passare da una manovra più fluida e da un sostegno costante agli attaccanti, evitando che il peso della finalizzazione ricada esclusivamente sulle qualità dei singoli.

Da Casarano arriva, dunque, un punto che muove la classifica ma non cancella i problemi. La Salernitana deve ripartire dai segnali positivi della ripresa, senza ignorare le difficoltà emerse nella costruzione del gioco e nella capacità di concretizzare. Il tempo delle riflessioni deve trasformarsi in quello delle risposte: perché per una squadra che ambisce a recitare un ruolo da protagonista, il possesso palla non può essere un fine, ma deve diventare il mezzo per tornare a vincere.

CASARANO-SALERNITANA 2-2

Casarano (3-4-3): Chiorra; Celiento, Lulic, Gega; Cajazzo, Logoluso, D’Alena (69′ Cerbone), Pinto (72′ Gyamfi); Chiricò (72′ Perez), Malcore (72′ Zanaboni), Millico (64′ Ferrara). A disp: Bacchin, Pucci, Palumbo, Milicevic, Maiello, Guastamacchia, Barone, Malagnino, Di Dio. All: Di Bari

Salernitana (3-5-2): Donnarumma; Coppolaro (93′ Matino) , Golemic, Frascatore (52′ Achik); Ubani (46′ Qurini), Tascone (93′ Varone), De Boer, Villa, Anastasio (65′ Knezovic); Ferraris, Ferrari. A disp: Brancolini, Iervolino, Di Vico, Boncori. All: Ferrari (Raffaele squalificato)

Arbitro: Zago (Martone/Nechita). IV uomo: Palmieri. FVS: Fedele

Diretta: Sky Sport Uno 201, Sky Sport 251 e in streaming su NOW

Note: Marcatori: 10′ Ferrari (S), 31′ Malcore (C) 46′ Millico (C) 95′ Quirini (S); Corner: 5-5; Ammoniti: Coppolaro, Frascatore, Achik (S), Pinto, Cerbone (C). Espulsi: 99′ Pucci (C). Recupero: 5′ pt.

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