Tuona il consigliere comunale di Forza Italia Gabriele Casaburi all’indomani dello striscione “Qui nessun è stranier”** esposto presso l’Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini. Sui suoi profili social precisa:
“Ho presentato un’interrogazione al Sindaco e all’Assessore alla Pubblica Istruzione. Sia chiaro l’integrazione e il rispetto di ogni persona non sono in discussione. Proprio perché la scuola appartiene a tutti, però, ritengo che debba rimanere luogo di istruzione, confronto e pluralismo, senza trasformarsi nel veicolo di messaggi riconducibili a specifiche battaglie politico-culturali.
E trovo quantomeno singolare che proprio a scuola, dove si insegna la lingua italiana, si scelga di scrivere “nessun” e “stranier”**. Ho chiesto quindi all’Amministrazione di chiarire la propria posizione, di conoscere chi abbia promosso e autorizzato l’iniziativa e di attivarsi presso gli organi scolastici competenti affinché siano effettuate le opportune verifiche, anche ispettive ove ne ricorrano i presupposti.
L’integrazione si costruisce con l’insegnamento dell’italiano, il coinvolgimento delle famiglie, il contrasto alla dispersione scolastica e il rispetto delle regole comuni e non impartendo ideologie politiche e storture della lingua italiana! La scuola deve insegnare ai ragazzi a pensare liberamente, non dire loro cosa pensare!!!
Ecco un riassunto dell’interrogazione presentata dal consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia, Gabriele Casaburi
Oggetto dell’interrogazione
L’iniziativa riguarda la presenza di uno striscione presso l’Istituto Comprensivo “Rita Levi Montalcini” di Salerno recante la scritta «Qui nessun è stranier», caratterizzato dall’uso dell’asterisco al posto delle desinenze grammaticali della lingua italiana.
Punti chiave e contestazioni dell’opposizione
- Mancanza di neutralità e pluralismo: Casaburi sostiene che la scuola debba rimanere un luogo di confronto neutrale. Pur riconoscendo l’importanza dell’accoglienza e dell’integrazione, ritiene che il messaggio e la simbologia usati appartengano a una specifica corrente politico-ideologica non universalmente condivisa.
- Uso improprio della lingua italiana: Viene evidenziata la contraddizione di un’istituzione scolastica — il cui compito primario è insegnare la lingua italiana — che sceglie di adottare forme come l’asterisco (
*) al posto delle corrette desinenze grammaticali. - Vera integrazione contro “slogan”: Secondo il consigliere, l’integrazione degli studenti stranieri si realizza con l’apprendimento della lingua, la lotta alla dispersione scolastica e il coinvolgimento delle famiglie, e non attraverso formule simboliche o ideologiche.
Cosa si chiede al Sindaco e alla Giunta (Richieste dell’interrogazione)
- Valutazione istituzionale: Sapere se il Sindaco e l’Assessore fossero al corrente dell’iniziativa e come la giudichino.
- Opportunità dell’uso dell’asterisco: Chiarire se l’Amministrazione ritenga appropriato l’uso dell’asterisco e di messaggi ideologicamente connotati negli spazi scolastici.
- Verifiche e chiarezza sui responsabili: Chiedere alla dirigenza scolastica chi abbia autorizzato lo striscione e attraverso quale percorso decisionale.
- Segnalazioni e ispezioni: Sollecitare controlli e segnalazioni agli organi dell’amministrazione scolastica (Ufficio Scolastico / Ministero) per verificare la correttezza dell’iniziativa ed eventuali interventi ispettivi.
- Azioni per il futuro: Conoscere quali misure concrete il Comune intenda adottare per tutelare la neutralità delle scuole cittadine e per sostenere l’effettiva integrazione degli alunni stranieri.












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