di Riccardo Pucciarelli
Ci sono storie d’amore che nascono quasi per caso e che, con il passare degli anni, diventano una vita intera condivisa. Storie costruite giorno dopo giorno, tra sogni, sacrifici, difficoltà e quella forza speciale che soltanto un sentimento autentico riesce a dare.
È questo il significato degli auguri che Silvana, insieme al figlio Enzo, rivolge al caro marito e papà Adolfo, in occasione del suo onomastico. Un messaggio che non vuole essere soltanto un semplice augurio, ma una vera e propria dichiarazione d’amore e di gratitudine per un marito amorevole, un padre fantastico e un uomo che ha rappresentato, e continua a rappresentare, un punto fermo per la sua famiglia.
“San Adolfo, è la ricorrenza del tuo onomastico e noi, oggi, vogliamo ricordarti quello che sei stato nella nostra vita e dell’amore della tua famiglia nei tuoi confronti”, scrivono Silvana ed Enzo.
Parole che riportano indietro nel tempo, fino al 1973, quando tutto ebbe inizio tra i banchi di scuola. Era lì che nacque il loro amore, ancora giovane e pieno di sogni, ma già capace di guardare lontano.
“La nostra storia e quella della nostra famiglia nasce nel lontano 1973, quando tra i banchi di scuola è nato il nostro amore. Ti ricordi i giorni che abbiamo passato a studiare insieme, alla costanza e alla forza che ci veniva nel pensare al nostro futuro insieme”, racconta Silvana, ripercorrendo con emozione l’inizio di una storia diventata negli anni una famiglia.
Un percorso nel quale nulla è stato regalato e nel quale ogni conquista è stata costruita insieme.
“Ce l’abbiamo messa tutta per realizzare i nostri sogni. Abbiamo superato difficoltà, delusione, angoscia, ma alla fine grazie alla nostra costanza e alla caparbietà siamo riusciti a realizzare il nostro sogno”.
E poi, a coronare quell’amore, è arrivato un figlio. Quel “marmocchietto” che ha rappresentato il completamento di un progetto di vita costruito con amore.
“A coronare il nostro amore è arrivato un marmocchietto che è stato il coronamento di un sogno che si è realizzato”, scrivono ancora Silvana ed Enzo, con quella tenerezza che solo il ricordo di una famiglia che cresce può trasmettere.
Adolfo è stato un uomo che ha lavorato sodo, affrontando con impegno le responsabilità della vita, ma senza mai far mancare la propria presenza nei momenti davvero importanti.
“Hai lavorato sodo, ma eri sempre presente nei momenti in cui c’era qualche problema da risolvere o qualche imprevisto”.
È forse proprio questa una delle qualità più belle che emergono dal messaggio: quella di un marito capace di esserci e di un padre sempre pronto a sostenere la propria famiglia. Perché la presenza, soprattutto nei momenti difficili, spesso vale più di mille parole.
La vita, come accade a ogni famiglia, non è stata sempre semplice. Ci sono state difficoltà da affrontare, momenti di angoscia e ostacoli da superare. Ma Silvana, Adolfo ed Enzo hanno sempre avuto una certezza: quella di poter contare l’uno sull’altro.
“La vita non è stata sempre semplice, ma insieme noi tre abbiamo vissuto e superato le difficoltà”.
Tre persone, una famiglia, una storia costruita sulla forza dell’amore, sulla costanza e sulla caparbietà. Una storia nella quale gli anni non hanno cancellato le emozioni del primo incontro, ma le hanno trasformate in qualcosa di ancora più profondo: complicità, affetto, riconoscenza e un legame familiare indissolubile.
Ed è proprio ad Adolfo, all’uomo, al marito e al padre, che Silvana ed Enzo dedicano le parole più belle.
“Sei speciale con i tuoi valori, con i tuoi difetti, sei speciale perché sei tu. Sei speciale, ricordalo sempre”.
Una frase semplice, ma capace di racchiudere una vita intera. Perché amare davvero qualcuno significa conoscerne i pregi e i difetti, aver condiviso gioie e difficoltà, aver percorso insieme strade semplici e altre più tortuose e, alla fine, continuare a riconoscersi nella persona che si ha accanto.
Per il suo onomastico, dunque, Adolfo riceve un regalo che non ha bisogno di essere incartato: il racconto di una vita condivisa e la certezza di essere profondamente amato dalla propria famiglia.
Un amore nato nel 1973 tra i banchi di scuola e arrivato fino a oggi, attraversando gli anni, le difficoltà, i sogni realizzati e quello straordinario dono rappresentato da Enzo.
“Con amore, Silvana ed Enzo”.
E dentro queste poche parole finali c’è tutto: il passato, il presente, la famiglia, la riconoscenza e soprattutto quell’amore che, dopo tanti anni, continua a essere la più bella delle storie.












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