Giustizia di sorveglianza, incontro con la presidente Ventra: al centro CAS, carenze d’organico e reinserimento

Posted by

–

La delegazione di Nessuno tocchi Caino e dell’Associazione Radicale Maurizio Provenza ricevuta al Tribunale di Sorveglianza di Salerno. Salzano: «Non soltanto denunciare le criticità, ma contribuire a costruire soluzioni»

di Riccardo Pucciarelli

Un confronto istituzionale sui problemi della giustizia di sorveglianza e sulle prospettive di reinserimento delle persone detenute. È quello che si è svolto nella giornata di oggi, 18 settembre, presso il Tribunale di Sorveglianza di Salerno, dove la presidente facente funzioni, dott.ssa Ventra, ha ricevuto una delegazione di Nessuno tocchi Caino e dell’Associazione Radicale Maurizio Provenza.

All’incontro hanno partecipato gli avvocati Emiliano Torre e Massimo Torre, in rappresentanza di Nessuno tocchi Caino, e Donato Salzano, segretario dell’Associazione Radicale Maurizio Provenza. Un appuntamento che, secondo quanto riferito dai promotori, si è svolto in un clima di disponibilità e attenzione, consentendo di affrontare alcune delle principali criticità che interessano l’attività degli uffici e il percorso di esecuzione della pena.

Tra gli argomenti affrontati, particolare rilievo ha assunto la questione della costituzione dei Consigli di Aiuto Sociale (CAS), strumenti pensati per favorire il sostegno alle persone sottoposte a esecuzione penale e accompagnarle nel percorso di reinserimento.

Sul tema, la presidente Ventra avrebbe manifestato piena disponibilità, riconoscendo l’importanza di avviare concretamente il percorso e mettendo a disposizione la propria collaborazione istituzionale. Un’apertura che i promotori considerano significativa, soprattutto in un’ottica di collegamento tra il sistema della giustizia, gli enti locali e il territorio.

Nel corso dell’incontro si è discusso anche delle condizioni operative del Tribunale e dell’Ufficio di Sorveglianza di Salerno. Secondo quanto emerso, l’organico dei magistrati presenta una carenza quantificata in almeno due unità, alla quale si aggiunge una riduzione del personale amministrativo e dei cancellieri.

Una situazione che, a fronte dell’elevato numero di pratiche e della complessità delle questioni trattate, rende particolarmente impegnativo il lavoro quotidiano degli uffici. Le criticità organizzative rischiano infatti di incidere sulla tempestività delle risposte e sulla gestione dei procedimenti legati all’esecuzione penale.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema del reinserimento sociale, con particolare attenzione alla fase successiva alla detenzione.

Una delle questioni più delicate riguarda le persone che, pur possedendo i requisiti per accedere a misure alternative alla detenzione o alla detenzione domiciliare, non dispongono di un domicilio idoneo. È il caso, ad esempio, di persone senza dimora, migranti privi di una rete familiare o detenuti le cui famiglie non siano nelle condizioni, o non intendano, accoglierli.

Durante il confronto è stata quindi esaminata la possibilità di costruire una rete di strutture e soluzioni abitative adeguate, attraverso il coinvolgimento di enti pubblici, associazioni, Terzo settore e realtà territoriali. L’obiettivo sarebbe quello di offrire un sostegno concreto a chi può affrontare la pena fuori dal carcere, quando ne ricorrano i presupposti, evitando che l’assenza di un’abitazione diventi un ostacolo insormontabile al percorso di reinserimento.

«Abbiamo trovato nella presidente Ventra una grande sensibilità e una concreta disponibilità al confronto — dichiarano i promotori dell’incontro —. Il nostro obiettivo non è soltanto denunciare le criticità, ma contribuire a costruire soluzioni. La giustizia di sorveglianza ha bisogno di risorse, personale e strumenti adeguati, ma anche di una comunità capace di farsi carico del reinserimento».

Il percorso, dunque, non si ferma al confronto con il Tribunale. Sul tema dei Consigli di Aiuto Sociale è già previsto un prossimo appuntamento con il Sindaco di Salerno, mentre anche l’Arcivescovo di Salerno avrebbe manifestato la propria disponibilità a collaborare all’iniziativa.

Nessuno tocchi Caino e Associazione Radicale Maurizio Provenza intendono inoltre proseguire l’attività di interlocuzione nelle sedi istituzionali, ministeriali e politiche competenti, portando le istanze raccolte tra le persone detenute e le esigenze segnalate dagli operatori della giustizia di sorveglianza.

Un impegno che si riassume nello slogan scelto dai promotori: «Dal carcere al territorio: nessuno deve essere lasciato solo nel passaggio dalla pena alla libertà».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *