Il dolore trasformato in cura: la seconda vita di Luca Tenaglia tra amore e volontariato

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La vita, a volte, sa essere un romanzo di formazione scritto con la grafia imprevedibile del dolore e della rinascita. Quella di LucaTenaglia รจ una storia che attraversa il baratro della perdita per affacciarsi, infine, sulla luce piรน autentica della gratuitร  e dell’amore.

Il 4 giugno del 2022 il mondo di Luca si รจ improvvisamente fermato. Sua moglie Maria Rosaria, compagna di una vita e custode di un sogno condiviso, รจ scomparsa a soli quarantasette anni, stroncata da un tumore che non ha lasciato scampo. Con lei si รจ sgretolato il progetto piรน grande che avevano custodito nel cuore: diventare genitori, stringere tra le braccia un figlio, riempire una casa del caos allegro della vita.

Il dopo รจ stato un tunnel senza finestre. Un periodo buio, fatto di notti insonni, di sedute di psicoterapia e del supporto pesante dei farmaci per arginare un’assenza troppo grande da contenere. Sembrava la fine di ogni prospettiva, il capitolo finale di una storia d’amore spezzata troppo presto.

Poi, a un certo punto, la scelta di non soccombere. Luca ha deciso che il dolore, anzichรฉ chiuderlo nel silenzio, poteva essere trasformato in una chiave per aprire porte chiuse. Ha scelto di aprirsi al mondo, di uscire dal proprio guscio per guardare oltre se stesso e fare del bene.

Il punto di svolta รจ arrivato a Battipaglia, entrando in contatto con la comunitร  di accoglienza”Una casa per la vita”. Lรฌ ha incontrato loro: bambini che una famiglia non ce l’hanno, piccoli sguardi in attesa di un abbraccio, storie di mancanze e di speranza.

“Insieme a questi ragazzi, che sono diventati la mia seconda famiglia, pianifico e condivido attivitรก fuori dalla struttura, da una semplice pizza ad una serata Bowling, Andiamo allo stadio a vedere la Salernitana, giochiamo al fantacalcio, organizziamo pic nic e feste” – racconta Luca. “La mia vita grazie a loro ha un senso nuovo. Non temo la solitudine, non ho paura del futuro. Vivo cercando, nel mio piccolo, di donare un pezzettino di spensieratezza e loro inconsapevolmente riempiono il mio presente “.

Luca ha iniziato a fare volontariato, mettendo a disposizione il suo tempo, le sue braccia e quel grande amore che la malattia aveva provato a seppellire, ma che non era riuscito a spegnere.

Oggi finalmente si sente appagato. Ha dovuto accettare le macerie per scoprire che la genitorialitร  non passa soltanto per i legami di sangue. Oggi guarda quei ragazzi e capisce che l’amore, quando si sceglie di donarlo senza riserve, non si limita a curare le ferite: possiede il miracolo silenzioso di rimettere al mondo chi lo pratica. E in quel caos di risate, partite allo stadio e pizze mangiate insieme, Luca ha finalmente ritrovato.

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