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Cava Book Festival, tre giorni in cui la cultura ha acceso la città

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Da Angela Procaccini a Maurizio de Giovanni: Cava de’ Tirreni capitale dei libri

Di Paolo De Leo

Per tre giorni Cava de’ Tirreni ha respirato il profumo dei libri, delle idee e degli incontri. Dal 4 al 6 settembre, la città metelliana ha ospitato la prima edizione del Cava Book Festival, una manifestazione nata da un’intuizione di Alfonso Galdi, presidente dell’associazione Nessuno e centomila, e diventata in breve tempo uno spazio aperto al dialogo, alla scoperta e alla partecipazione.

Oltre trenta case editrici italiane, numerosi autori italiani e stranieri, presentazioni, conversazioni e premiazioni hanno animato il programma di un evento capace di portare la letteratura fuori dalle pagine e restituirle il suo volto più umano: quello dell’incontro.

Il Chiostro di San Francesco e Sant’Antonio, insieme agli altri luoghi coinvolti, si è trasformato in un vero e proprio villaggio della cultura. Tra postazioni espositive, libri sfogliati, voci di autori e pubblico, Cava de’ Tirreni è diventata una città attraversata dalle storie.

Il Premio Castelli di Carta, cuore del festival

L’idea del festival affonda le sue radici nella prima edizione del concorso letterario Castelli di Carta, oggi giunto alla seconda edizione. Da quella intuizione Alfonso Galdi ha costruito un appuntamento culturale di ampio respiro, coinvolgendo editori, scrittori, relatori e volontari in un progetto capace di dare voce alla passione per la lettura e alla forza della parola.

Il Premio ha rappresentato il cuore simbolico e il punto di partenza della manifestazione: un invito a credere nelle storie, nella scrittura e nella loro capacità di modificare lo sguardo sul mondo. Il successo di questa prima edizione lascia intravedere la possibilità che il Cava Book Festival possa tornare a crescere e consolidarsi nel panorama culturale campano e nazionale.

Le voci e i protagonisti

Il festival ha costruito una geografia culturale ricca e variegata, capace di mettere in dialogo sensibilità e percorsi differenti. Tra gli ospiti più significativi, Angela Procaccini e Maurizio de Giovanni hanno incontrato il pubblico con profondità, sensibilità e quella naturale capacità di trasformare la parola in relazione.

Un plauso speciale va a tutti i relatori che hanno animato il programma, a partire da Annachiara Di Salvio e Paolo De Leo, Capo Ufficio stampa fino a Gabriella Avagliano, Giuseppe Zarella, Marco Salerno e tanti altri protagonisti degli incontri. Con competenza, passione e disponibilità, ciascuno ha contribuito a rendere il festival un luogo di confronto autentico.

Ogni presentazione ha rappresentato molto più della semplice promozione di un libro. È stata un’occasione per ascoltare, interrogarsi, condividere esperienze e riconoscersi nelle storie degli altri.

Cava de’ Tirreni, una città che legge e partecipa

Cava de’ Tirreni non è stata soltanto la cornice dell’iniziativa: ne è diventata parte integrante. Le strade, i luoghi e la comunità hanno accolto editori e scrittori, lettrici e lettori, curiosi e appassionati.

A ogni incontro si è avvertita la sensazione che il libro non fosse un oggetto isolato, ma un ponte tra generazioni, esperienze e mondi apparentemente lontani. Le immagini del festival raccontano sorrisi, confronti, libri sfogliati, strette di mano e incontri nati quasi per caso. Raccontano, soprattutto, la voglia di stare insieme intorno alla cultura.

La partecipazione del pubblico ha dato concretezza al tema scelto per questa prima edizione: “La cultura che rinasce”. Non una cultura distante, riservata a pochi, ma una cultura capace di abitare le piazze, i chiostri e i luoghi della quotidianità.

Dietro il festival, il lavoro di una squadra

A rendere possibile il Cava Book Festival è stato anche il lavoro di una squadra ampia e generosa. La fatica dell’organizzazione è stata ripagata da ogni sala piena, da ogni domanda rivolta agli autori e da ogni conversazione nata intorno a un libro.

Un ringraziamento sentito va alle maestranze volontarie: donne e uomini che, con discrezione e dedizione, hanno sostenuto ogni momento della manifestazione. Il loro lavoro, spesso silenzioso ma indispensabile, ha trasformato un progetto in un evento vivo, accogliente e partecipato.

In qualità di capo ufficio stampa dell’iniziativa, ho vissuto questi tre giorni con un’emozione difficile da consegnare soltanto alle parole: l’attesa prima di una presentazione, gli sguardi attenti del pubblico, la commozione di chi ascoltava una storia riconoscendovi qualcosa di sé. Ho raccolto voci, accompagnato incontri e raccontato momenti che, al di là del programma ufficiale, hanno dato un senso autentico alla manifestazione.

La prima pagina di una storia appena cominciata

Il Cava Book Festival si è concluso, ma ha lasciato la sensazione di un inizio. La prima edizione ha gettato le fondamenta di un appuntamento destinato a crescere, rafforzando il ruolo di Cava de’ Tirreni come luogo di cultura, partecipazione e confronto.

Dal 4 al 6 settembre, nella città metelliana, i libri hanno fatto molto più che incontrare i lettori: hanno acceso una comunità. E quando una comunità si ritrova intorno alla cultura, il festival non finisce con l’ultimo appuntamento. Continua nei pensieri, nelle conversazioni e nelle pagine che, da quel momento, qualcuno sceglierà di leggere.

Volti, libri, incontri. Il Cava Book Festival è stato anche questo.

La prima pagina è stata scritta. La storia, invece, è appena cominciata.

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