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Capaccio Paestum, si chiude l’era delle divisioni. Bicchielli: «Ora serve responsabilità, prima dei nomi viene la città»

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Lo scioglimento del Consiglio comunale apre una nuova fase politica. Il deputato di Forza Italia invita a superare personalismi e vecchi schemi: «Capaccio Paestum non può rimanere prigioniera delle divisioni. Serve una soluzione seria, credibile e autorevole»

di Riccardo Pucciarelli

Lo scioglimento del Consiglio comunale segna uno spartiacque nella vita politica di Capaccio Paestum. Dopo mesi caratterizzati da equilibri mutevoli, tensioni e cambiamenti all’interno dell’Assise cittadina, per il deputato di Forza Italia e vice responsabile nazionale degli Enti locali del partito, Giuseppe “Pino” Bicchielli, è arrivato il momento di archiviare una fase che definisce «complessa e, per molti aspetti, confusa» e guardare alla costruzione di una nuova prospettiva politica.

Il messaggio lanciato dal parlamentare azzurro non è quello della resa dei conti. Al contrario, Bicchielli invita le forze politiche a evitare nuove contrapposizioni e a concentrarsi sulla necessità di restituire alla comunità capaccese stabilità e autorevolezza.

«Non è il momento di distribuire responsabilità o alimentare nuove contrapposizioni», sottolinea Bicchielli, indicando nello scioglimento del Consiglio non soltanto la conclusione di una fase, ma anche l’occasione per aprirne una nuova.

Nel suo intervento, il deputato dedica una parte significativa al ruolo svolto dal presidente del Consiglio comunale Angelo Quaglia, al quale riconosce un comportamento istituzionale improntato all’equilibrio durante una fase politica particolarmente delicata.

«In mesi difficili, nei quali il quadro politico è diventato progressivamente più incerto, Quaglia ha saputo tenere dritta la barra dell’istituzione, esercitando il proprio ruolo con equilibrio, responsabilità e avendo come riferimento l’interesse della comunità capaccese», afferma Bicchielli.

Un riconoscimento che assume un peso politico preciso, soprattutto perché arriva al termine di una stagione nella quale gli equilibri all’interno del Consiglio comunale sono progressivamente mutati.

Secondo il parlamentare, è proprio nelle fasi di maggiore difficoltà che emerge il valore delle istituzioni e, a suo giudizio, Quaglia avrebbe dimostrato di possedere quel senso istituzionale necessario per affrontare momenti di particolare complessità.

Il passaggio centrale delle dichiarazioni di Bicchielli guarda però al futuro.

«Adesso comincia una fase nuova», afferma il deputato, mettendo in guardia dal rischio che Capaccio Paestum possa continuare a rimanere legata alle dinamiche degli ultimi mesi.

Per Bicchielli, infatti, la città ha caratteristiche e potenzialità tali da imporre alla politica un salto di qualità. Il riferimento è al patrimonio storico, culturale, turistico ed economico di Capaccio Paestum, un patrimonio che, secondo il parlamentare, richiede una classe dirigente capace di mettere da parte contrapposizioni e interessi personali per concentrarsi su una prospettiva amministrativa credibile.

La sfida, dunque, non sarebbe soltanto quella di individuare nuovi equilibri, ma di costruire un progetto politico capace di accompagnare la città nelle prossime fasi della sua vita amministrativa.

È questa forse la frase politicamente più significativa dell’intervento di Bicchielli.

Il parlamentare di Forza Italia invita infatti a non partire dai nomi dei possibili candidati o dalla composizione degli schieramenti, ma dalle esigenze della comunità.

«Occorre lavorare insieme, superando personalismi e vecchi schemi, per costruire una soluzione politica seria, credibile e autorevole, capace di restituire alla città un governo stabile e una visione del futuro», sostiene.

Un’impostazione che, almeno nelle intenzioni dichiarate, punta a spostare il dibattito dalla logica delle appartenenze a quella dei contenuti e della capacità di governo.

La conclusione è netta: «Prima dei nomi e degli schieramenti viene Capaccio Paestum. È da qui che bisogna ripartire».

Lo scioglimento del Consiglio comunale apre inevitabilmente una nuova partita politica. Le forze presenti sul territorio saranno chiamate a confrontarsi sulla costruzione di alleanze, programmi e candidature, in un contesto nel quale gli equilibri maturati nella precedente consiliatura potrebbero non essere automaticamente riproponibili.

In questo scenario, le parole di Bicchielli assumono anche il significato di un invito rivolto all’intero campo politico: non trasformare la nuova fase in una semplice riproposizione delle contrapposizioni del passato.

Capaccio Paestum, nella lettura del parlamentare, avrebbe bisogno invece di una prospettiva più ampia, capace di mettere al centro il futuro della città e le sue potenzialità.

La sfida, adesso, sarà capire se le forze politiche sapranno raccogliere questo appello alla responsabilità e trasformarlo in un progetto concreto. Perché, dopo la fine di una consiliatura segnata dall’incertezza, la vera partita sarà quella di costruire una nuova stagione politica stabile, autorevole e soprattutto riconoscibile dalla comunità.

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