Il consigliere comunale di Salerno protocolla un’interrogazione sulla precedente consiliatura. Nel mirino convocazioni, presenze, durata delle sedute e compensi: «Nessuna accusa, vogliamo una ricostruzione completa e verificabile»
di Riccardo Pucciarelli
Commissioni consiliari, presenze e gettoni. È su questo terreno che il consigliere comunale di Salerno Sarel Malan accende i riflettori, chiedendo al Comune una ricostruzione dettagliata dell’attività svolta dalle Commissioni consiliari permanenti durante la precedente consiliatura e delle relative somme erogate ai consiglieri.
L’iniziativa, formalizzata con un’interrogazione protocollata il 18 agosto, arriva mentre la vicenda che sta interessando le Municipalità di Napoli ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema del funzionamento delle commissioni, dei sistemi di rilevazione delle presenze e, più in generale, del corretto utilizzo delle risorse pubbliche.
Malan, però, mette subito le mani avanti e chiarisce di non voler sovrapporre vicende diverse né formulare accuse preventive.
«Non intendo anticipare giudizi né trasferire automaticamente a Salerno vicende che riguardano altre amministrazioni. Il principio deve essere esattamente l’opposto: prima i dati, poi le valutazioni», sottolinea il consigliere.
L’interrogazione punta a ottenere, per ciascuna Commissione consiliare, composizione, convocazioni e sedute effettivamente svolte, con l’indicazione degli orari di apertura e chiusura dei lavori e delle presenze dei consiglieri.
Malan chiede inoltre di conoscere, laddove tali informazioni risultino disponibili negli atti dell’Ente, anche gli orari di ingresso e di uscita dalle sedute.
Un livello di dettaglio che serve, nelle intenzioni del consigliere, a ricostruire concretamente l’attività delle Commissioni e a verificare la corrispondenza tra partecipazione alle riunioni e riconoscimento dei relativi gettoni.
La richiesta riguarda anche i compensi: per ciascun consigliere della precedente consiliatura viene chiesto il numero dei gettoni di presenza riconosciuti, il relativo importo lordo e il dettaglio per anno, Commissione e singola seduta, oltre alla quantificazione complessiva delle risorse sostenute dal Comune.
È soprattutto sul sistema di verifica che Malan concentra una parte significativa della sua iniziativa.
L’interrogazione chiede infatti quali criteri siano stati adottati per attestare l’effettiva partecipazione alle sedute, se fosse prevista una permanenza minima e quali uffici comunali fossero incaricati della rilevazione delle presenze, dei controlli e della successiva liquidazione dei gettoni.
Una richiesta che, nelle parole del consigliere, non nasce dalla volontà di alimentare sospetti, ma dalla necessità di rendere verificabili le procedure attraverso le quali vengono utilizzate risorse pubbliche.
«La vicenda napoletana dimostra quanto sia importante che su questi aspetti le amministrazioni dispongano di sistemi trasparenti e verificabili», afferma Malan. «Ma la trasparenza non deve servire soltanto quando nasce un caso giudiziario o mediatico: deve essere una regola ordinaria dell’amministrazione pubblica».
Il consigliere evita dunque qualsiasi collegamento automatico tra quanto accaduto a Napoli e l’attività amministrativa di Salerno.
«Non parto dal presupposto che a Salerno vi siano state irregolarità e non formulo accuse nei confronti di nessuno. Chiedo semplicemente che siano messi a disposizione dati e documenti. Se tutto si è svolto correttamente, saranno proprio quei documenti a dimostrarlo».
Una posizione che punta a spostare il confronto dal terreno delle insinuazioni a quello degli atti ufficiali.
Per Malan, infatti, il tema non riguarda soltanto eventuali anomalie, ma soprattutto la capacità dell’amministrazione comunale di garantire procedure chiare, tracciabili e facilmente verificabili dai cittadini.
«Su questo tema credo sia necessario tenere insieme due principi: garantismo nei confronti delle persone e massimo rigore nell’utilizzo delle risorse pubbliche. Non sono principi contrapposti».
E la conclusione è tutta politica: «La trasparenza tutela l’amministrazione, i consiglieri e soprattutto i cittadini».
Adesso la palla passa agli uffici comunali. Saranno i dati richiesti da Malan a fornire la fotografia dell’attività delle Commissioni nella precedente consiliatura: quante sedute, quante presenze, quali controlli e quanto è costato complessivamente al Comune il sistema dei gettoni. Solo dopo, secondo la linea indicata dal consigliere, potranno arrivare le valutazioni.













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