Oggi, venerdì 21 agosto, alle ore 20, il Salotto dei Convegni ospita la terza edizione del riconoscimento nazionale dedicato al grande musicista sangregoriese. Il premio 2026 va alla musicologa Francesca De Nardis
di Riccardo Pucciarelli
La musica come memoria, la ricerca come investimento sul futuro e il territorio come custode di una storia che merita di essere raccontata. È questo lo spirito che animerà la terza edizione del Premio Nazionale di Musicologia “Luigi Naddeo”, uno degli appuntamenti culturali più attesi di Baccanalia 2026, la manifestazione giunta alla sua 33ª edizione e in programma a San Gregorio Magno fino al 23 agosto.
L’appuntamento è per oggi, venerdì 21 agosto, alle ore 20, al Salotto dei Convegni, lo spazio all’aperto allestito nell’area fiera, dove ogni sera la festa del vino e delle grotticelle incontra momenti di approfondimento, confronto e valorizzazione culturale.
Un premio che, edizione dopo edizione, ha saputo conquistare un posto importante nel programma di Baccanalia, trasformando la memoria di un musicista del territorio in un’occasione concreta per sostenere i giovani e la ricerca musicologica italiana.
A ricevere il riconoscimento di quest’anno sarà Francesca De Nardis, alla quale andrà una borsa di studio del valore di 1.000 euro, destinata alla migliore tesi di laurea in Musicologia discussa presso un’università italiana o un conservatorio italiano.
A coordinare il premio è la professoressa Enrica Donisi, musicologa e docente di Storia della Musica al Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno, che cura anche l’istruttoria e presiede la commissione incaricata della selezione.
Particolarmente significativo è il lavoro portato avanti dall’Assessorato alla Cultura del Comune di San Gregorio Magno, con la determinazione dell’assessore e vicesindaco Rita Robertazzi, che ha accompagnato negli anni la crescita del Premio Naddeo, facendone un appuntamento sempre più riconoscibile nel panorama culturale di Baccanalia.
«Questo premio ha un valore culturale ed etico che va oltre la borsa di studio in sé – sottolinea Rita Robertazzi – perché significa investire nei giovani, nella ricerca e nella memoria di un maestro che ha saputo unire le radici popolari del nostro territorio alla grande tradizione del bel canto italiano. Quest’anno il riconoscimento va alla dottoressa Francesca De Nardis e per noi è motivo di grande orgoglio».

Un ponte tra San Gregorio Magno ed Enrico Caruso
Il nome di Luigi Naddeo porta con sé una storia affascinante, capace di collegare un piccolo centro dell’entroterra salernitano alla grande tradizione musicale italiana.
Nato a San Gregorio Magno, Naddeo iniziò il proprio percorso nella banda cittadina, diretta dal maestro Mariano Lepore, prima di diplomarsi al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Proseguì quindi gli studi di composizione e strumentazione per banda, confrontandosi con musicisti di grande rilievo, fino ad approdare alla Banda dell’Aeronautica Militare Italiana, dove ricoprì anche l’incarico di vicedirettore.
Ma è soprattutto il suo rapporto ideale con Enrico Caruso a rendere ancora oggi particolarmente suggestiva la sua vicenda artistica.
Naddeo, appassionato della tecnica del canto lirico, volle studiare il modo di trasferire sul flicorno l’espressività e la capacità interpretativa della voce umana. Per questo scrisse direttamente a Caruso, che all’epoca si trovava negli Stati Uniti, chiedendogli alcune incisioni da utilizzare come riferimento per il proprio studio.
Il grande tenore accolse la richiesta e gli fece avere diversi dischi. Da quel momento iniziò per Naddeo un lungo lavoro di ascolto, esercizio e ricerca tecnica che, secondo la tradizione tramandata a San Gregorio Magno, gli consentì di ottenere dal flicorno un suono di straordinaria intensità espressiva.
Un episodio diventato parte della memoria musicale del paese racconta proprio della sua interpretazione del celebre “Vesti la giubba”, da Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, attraverso la quale Naddeo cercò di riprodurre con il proprio strumento la drammaticità e il “pianto” della voce di Canio.
Questa sera non sarà soltanto un momento celebrativo. Tra gli ospiti è annunciata la presenza di Gaetano Bonelli, direttore della Casa Museo Enrico Caruso di Napoli, insieme a docenti e rappresentanti del mondo accademico e dei conservatori.
Una presenza che sottolinea la dimensione nazionale assunta dal Premio Naddeo e rafforza quel filo ideale tra San Gregorio Magno e la grande storia della musica italiana.

Il riconoscimento rappresenta, infatti, un modo per mantenere viva la memoria di Luigi Naddeo senza trasformarla in una semplice celebrazione del passato. Al contrario, il premio utilizza quella storia come punto di partenza per guardare ai giovani, alla formazione e alla ricerca.
Ed è proprio questo uno degli elementi che rendono particolarmente significativo l’inserimento del Premio all’interno di Baccanalia: in una manifestazione conosciuta per l’atmosfera delle grotticelle, il vino, la gastronomia e la convivialità, trova spazio una riflessione più ampia sul patrimonio culturale e sulle energie intellettuali del territorio.
Il Salotto dei Convegni diventa così, anche quest’anno, uno spazio nel quale la tradizione incontra il futuro. E il Premio “Luigi Naddeo”, dedicato a un musicista che seppe portare il nome di San Gregorio Magno dentro la grande tradizione musicale italiana, ne rappresenta una delle espressioni più autentiche.
L’appuntamento è dunque per questa sera, venerdì 21 agosto alle ore 20. Un’occasione per conoscere una storia poco conosciuta ma straordinaria, applaudire una giovane ricercatrice e scoprire come, ancora oggi, la musica possa diventare uno strumento per custodire la memoria e costruire nuove opportunità.













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