di Riccardo Pucciarelli
Un appuntamento nel segno della cultura, della spiritualità e della grande poesia italiana accompagnerà la vigilia della Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Venerdì 14 agosto, alle ore 20, la Cappella Giovanni Paolo II di via Vinci, a Salerno, ospiterà l’iniziativa “Aspettando la Solennità dell’Assunzione di Maria al Cielo”, un incontro che mette in dialogo la tradizione cristiana con uno dei vertici assoluti della letteratura italiana: il XXXIII Canto del Paradiso di Dante Alighieri.
Al centro della serata sarà infatti la celeberrima preghiera alla Vergine che chiude la terza cantica della Divina Commedia. Un testo nel quale la figura di Maria assume una dimensione insieme teologica, poetica e profondamente umana. Nel canto conclusivo del Paradiso, San Bernardo si rivolge alla Vergine chiedendole di intercedere affinché Dante possa arrivare alla visione di Dio. È il momento culminante del viaggio dantesco e uno dei passaggi più alti della poesia occidentale.
L’incontro sarà introdotto da don Sabatino Naddeo, parroco della parrocchia dell’Annunziata di Salerno. A seguire interverrà Mario Farina, scrittore, autore del volume Dante. Inno alla Vergine e traduttore in napoletano del XXXIII Canto del Paradiso.
Proprio la scelta di confrontarsi con il testo dantesco attraverso una traduzione in napoletano rappresenta uno degli elementi più originali dell’appuntamento. Farina illustrerà infatti il senso e il metodo della propria scelta, offrendo ai presenti la possibilità di ascoltare le parole di Dante non soltanto nella loro forma originale, ma anche attraverso la sensibilità e la musicalità della lingua napoletana.
Il programma prevede quindi la declamazione dei versi 1-36 del XXXIII Canto della cantica del Paradiso, proposta attraverso tre diverse lingue e sensibilità.
In italiano sarà Marino Cogliani a dare voce ai versi danteschi; in francese interverrà don Giovanni Damasceno, mentre in napoletano sarà Roberto D’Agostino, giornalista, a proporre la traduzione realizzata da Farina.
A completare la serata saranno gli intermezzi musicali con canti mariani, curati da Marino Cogliani.
La scelta del XXXIII Canto del Paradiso non è casuale. Dante colloca proprio nella conclusione del suo viaggio ultraterreno la grande invocazione alla Vergine, affidata a San Bernardo. L’apertura del canto — «Vergine Madre, figlia del tuo figlio» — concentra in pochi versi il paradosso e il mistero della maternità divina di Maria, definita contemporaneamente umile e altissima.
Ma il testo non è soltanto una celebrazione letteraria. Nel poema Maria è anche “fontana vivace” di speranza, figura di misericordia e di intercessione. È proprio il tema della speranza a creare un ponte particolarmente significativo con la solennità che si celebra il giorno successivo.
La Chiesa cattolica celebra infatti il 15 agosto l’Assunzione di Maria al cielo, una solennità che richiama la piena glorificazione della Vergine. La tradizione della festa è antica, mentre il dogma dell’Assunzione fu proclamato da Pio XII il 1° novembre 1950.
Nella prospettiva della Chiesa, l’Assunzione rappresenta anche un messaggio di speranza: Paolo VI, nella Marialis Cultus, definì la solennità del 15 agosto come la celebrazione del destino di pienezza e beatitudine di Maria e come un segno dell’attesa della piena glorificazione dell’umanità.
L’iniziativa salernitana propone così un modo particolare di vivere la vigilia di Ferragosto: non soltanto come momento di pausa estiva, ma anche come occasione per riscoprire la forza culturale della tradizione cristiana e il legame tra letteratura, musica e spiritualità.
Dante diventa, in questa prospettiva, il punto di incontro tra epoche e linguaggi differenti. La declamazione in italiano, francese e napoletano permette infatti di mettere in evidenza quanto un testo scritto nel Medioevo possa ancora parlare al pubblico contemporaneo, assumendo sfumature diverse attraverso le lingue e le voci di chi lo interpreta.
La serata del 14 agosto alla Cappella Giovanni Paolo II si presenta dunque come un appuntamento culturale prima ancora che celebrativo: un percorso verso la festa dell’Assunta attraverso Dante, la lingua napoletana, la musica e la riflessione sul ruolo di Maria nella cultura occidentale.
Un incontro nel quale la poesia dell’ultimo canto del Paradiso torna così ad essere parola viva, recitata e ascoltata, alla vigilia di una delle più importanti solennità mariane del calendario cattolico













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