di Riccardo Pucciarelli
La semplificazione burocratica come condizione indispensabile per garantire il futuro della castanicoltura salernitana e, più in generale, delle aree interne della Campania. È la richiesta avanzata da Copagri Salerno nel corso dell’incontro che si è svolto ieri, 4 agosto, negli Uffici Agricoltura della Regione Campania a Salerno, dedicato alla presentazione del bando sui Piani di Gestione Forestale, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura Maria Serluca.
Nel confronto istituzionale, la presidente provinciale di Copagri Salerno, Angela Pisacane, ha posto l’accento sulle difficoltà quotidiane delle aziende castanicole, denunciando un sistema autorizzativo ritenuto eccessivamente gravoso. In particolare, l’organizzazione agricola contesta l’obbligo di presentare la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) anche per semplici interventi di manutenzione, come la potatura dei castagneti.
«La quasi totalità delle aziende castanicole della nostra provincia opera nelle aree interne ed è costituita da imprese familiari di piccole dimensioni – ha dichiarato Pisacane –. Costringerle ad affrontare procedure complesse e costose anche per le ordinarie attività colturali significa scoraggiare chi continua a lavorare la terra e favorire l’abbandono delle campagne, con effetti diretti sullo spopolamento dei territori montani e sull’aumento del rischio idrogeologico».
Durante l’incontro Copagri ha inoltre evidenziato le principali criticità che caratterizzano il patrimonio forestale campano. Pur disponendo di un’estesa superficie boschiva, la regione presenta ancora un livello di pianificazione ritenuto insufficiente, soprattutto nelle proprietà private. Secondo i dati illustrati dall’organizzazione agricola, il 54,9% delle foreste appartiene a privati ed è frammentato tra 479 comuni, mentre appena il 3,4% dei boschi privati dispone di un Piano di Gestione Forestale, contro circa l’80% delle superfici pubbliche.
Tra gli aspetti segnalati figura anche il limitato sfruttamento della risorsa legno, che in Campania si attesterebbe tra il 15 e il 20%, ben al di sotto della media nazionale del 33% e di quella europea del 73%. Un quadro reso ancora più complesso dalla presenza di numerose aree sottoposte a vincoli ambientali e paesaggistici, che interessano circa il 64% del patrimonio forestale regionale.
Copagri ha poi espresso perplessità sull’efficacia di alcune misure di sostegno attivate negli ultimi anni, comprese alcune iniziative finanziate con risorse del PNRR, giudicate incapaci di produrre effetti strutturali sul reddito delle imprese agricole e sul ricambio generazionale.
Per questo motivo l’organizzazione guarda ai nuovi Piani di Gestione Forestale come a un’opportunità da accompagnare, però, con un deciso cambio di passo sul piano amministrativo. La proposta avanzata è quella di istituire una Cabina di Regia regionale permanente che coordini le politiche forestali, conciliando la tutela dell’ambiente con la sostenibilità economica delle imprese agricole.
«I Piani di Gestione Forestale possono rappresentare uno strumento strategico – ha concluso Angela Pisacane – ma servono regole più semplici, tempi certi e un sostegno concreto alle aziende. Senza gli agricoltori che presidiano il territorio e senza la valorizzazione di filiere storiche come quella castanicola, ogni progetto di sviluppo forestale rischia di restare soltanto sulla carta».













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