Salerno saluta l’Europa dopo due settimane di sport, inclusione e internazionalità. Il Rettore D’Antonio: «La vera eredità è un Campus sempre più vivo e internazionale». ADISURC e CUS Salerno tracciano il bilancio di un evento che ha portato cinquemila studenti-atleti nel territorio.
di Riccardo Pucciarelli
Con il passaggio della bandiera dell’European University Sports Association (EUSA) all’Università di Spalato si è conclusa ufficialmente l’avventura degli European Universities Games 2026, la prima edizione italiana della manifestazione continentale dedicata allo sport universitario. Si chiude così una pagina destinata a entrare nella storia dell’Università degli Studi di Salerno e dell’intero territorio, che per due settimane si è trasformato nella capitale europea dello sport accademico.
La cerimonia conclusiva, vissuta tra emozione, applausi e commozione, ha visto protagonisti gli oltre cinquemila studenti-atleti provenienti da tutta Europa, insieme ai volontari, al personale dell’Ateneo, dell’ADISURC, del CUS Salerno e ai dirigenti dell’EUSA. Un clima di festa che ha accompagnato il passaggio di consegne verso la città croata di Spalato, prossima sede dei Giochi.
Il bilancio dell’organizzazione è ampiamente positivo. Le inevitabili difficoltà legate a un evento di tale portata sono state superate grazie all’efficienza della macchina organizzativa e alla calorosa accoglienza riservata alle delegazioni europee.
Campus universitario, impianti sportivi e strutture ricettive hanno rappresentato il cuore pulsante della manifestazione, mentre il territorio salernitano ha saputo offrire ospitalità, disponibilità e un’immagine capace di rafforzarne il profilo internazionale.
Per molti partecipanti, infatti, quella di Salerno è stata un’edizione destinata a lasciare un ricordo indelebile, tanto da essere definita, da numerose delegazioni, una delle più coinvolgenti nella storia degli European Universities Games
Grande soddisfazione è stata espressa dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Salerno, Virgilio D’Antonio, che ha sottolineato il valore culturale e umano dell’evento.
«L’Università degli Studi di Salerno ha avuto l’onore di ospitare migliaia di studenti-atleti provenienti da tutta Europa, rappresentanti di nazioni, università e tradizioni diverse, ma uniti dai valori dell’amicizia e dello sport. È stato un ponte ideale tra Salerno e l’Europa, nel solco della grande tradizione della Scuola Medica Salernitana».
Secondo il Rettore, il lascito dei Giochi va ben oltre il miglioramento delle infrastrutture.
«La vera legacy che ci impegneremo a preservare è quella di un Campus sempre più vivo, inclusivo e internazionale. Queste due settimane hanno mostrato concretamente le potenzialità del nostro Ateneo e ciò che possiamo diventare nel futuro».
Un ruolo determinante è stato svolto dall’ADISURC, che ha garantito ospitalità e servizi agli studenti-atleti attraverso le proprie residenze universitarie e le mense.
Il presidente del Consiglio di Amministrazione, Emilio Di Marzio, ha evidenziato come l’organizzazione dei Giochi abbia rappresentato un banco di prova superato con successo.
«Abbiamo raddoppiato i posti letto e triplicato i pasti serviti grazie a uno straordinario lavoro di squadra. Questa esperienza dimostra che il diritto allo studio non si limita a residenze, mense e borse di studio, ma passa anche attraverso lo sport quale strumento di crescita personale e formativa».
Di Marzio ha ricordato inoltre l’impegno ordinario dell’azienda regionale, che ogni anno segue oltre 180 mila studenti, garantisce il 100% delle borse di studio agli aventi diritto, assiste circa 34 mila beneficiari e gestisce otto residenze universitarie in Campania
Determinante anche il contributo del CUS Salerno, protagonista nella gestione degli impianti sportivi del Campus di Baronissi che hanno ospitato gran parte delle tredici discipline previste dal programma.
Per il presidente Lorenzo Lentini, gli EUG rappresentano un traguardo storico.
«Dopo l’Universiade Napoli 2019 siamo orgogliosi di aver portato, per la prima volta, i Giochi Universitari Europei in Italia, al Sud e a Salerno».
Lentini ha ricordato come la cerimonia inaugurale in Piazza della Libertà sia rimasta una delle immagini simbolo dell’intera manifestazione.
«Gli atleti hanno gareggiato con lealtà, vinto con umiltà e perso con onore, trasformando ogni palestra, ogni campo e ogni piazza in una festa. La città ha aperto le braccia e loro le hanno riempite di gioia».
Infine il messaggio che sintetizza lo spirito dell’evento.
«Le luci dei Giochi si sono spente, ma la fiamma che questi ragazzi hanno acceso continuerà a brillare in tutti noi e in tutta Europa. Passion Never Ends.»
Gli European Universities Games 2026 lasciano in eredità molto più di una manifestazione sportiva. Salerno consolida la propria immagine di città universitaria internazionale, dimostrando di poter ospitare eventi di livello europeo grazie alla sinergia tra Università, istituzioni, ADISURC, CUS Salerno e volontari.
Per due settimane il Campus di Fisciano è stato il cuore dell’Europa universitaria. Ora il testimone passa a Spalato, ma l’esperienza vissuta in Campania resterà un punto di riferimento per le future edizioni dei Giochi e un patrimonio di competenze, relazioni e prestigio destinato a rafforzare ulteriormente il ruolo dell’Università degli Studi di Salerno nello scenario accademico internazionale.













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