di Riccardo Pucciarelli
Si chiude, almeno per quanto riguarda l’ipotesi di omicidio, una delle vicende giudiziarie che più hanno fatto discutere in provincia di Salerno nell’ultimo anno. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania ha accolto la richiesta della Procura disponendo l’archiviazione delle accuse di omicidio e lesioni personali nei confronti di Aurelio Valiante, l’imprenditore di Foria di Centola che, nella notte del 22 giugno 2025, reagƬ a un violento assalto nella propria abitazione, uccidendo uno dei rapinatori e ferendone un altro.
La decisione arriva al termine delle indagini che hanno ricostruito la dinamica dell’accaduto, riconoscendo la sussistenza della legittima difesa domiciliare. Secondo gli inquirenti, Valiante rispose ai colpi d’arma da fuoco esplosi dai malviventi durante la fuga, dopo essere stato sorpreso nel cuore della notte da una banda composta da tre uomini.
La vicenda ebbe inizio quando i rapinatori, tutti di nazionalitĆ albanese, riuscirono a introdursi nell’abitazione dell’imprenditore, impossessandosi di gioielli e di una pistola regolarmente detenuta dal proprietario di casa. Insospettito dai rumori provenienti dal piano inferiore, Valiante si alzò e raggiunse il piano terra, dove si trovò di fronte ai malviventi. Ne seguƬ un conflitto a fuoco durante il quale l’imprenditore reagƬ agli spari esplosi dai rapinatori mentre cercavano di allontanarsi.
Nel corso dello scontro uno dei componenti della banda perse la vita nel giardino dell’abitazione, mentre un secondo rimase gravemente ferito. Il terzo riuscƬ inizialmente a fuggire.
Se da un lato viene meno l’accusa più grave, la vicenda giudiziaria non può dirsi del tutto conclusa. Aurelio Valiante e suo fratello dovranno infatti affrontare il procedimento relativo all’ipotesi di occultamento di cadavere. Secondo quanto emerso dalle indagini, dopo i fatti i due avrebbero nascosto il corpo del rapinatore deceduto in un dirupo, circostanza che resta ora al vaglio dell’autoritĆ giudiziaria.
L’archiviazione rappresenta comunque un passaggio significativo sotto il profilo giuridico, poichĆ© la Procura ha ritenuto che la reazione dell’imprenditore fosse riconducibile ai presupposti della legittima difesa domiciliare previsti dall’ordinamento italiano. Resta invece aperto il procedimento relativo alle condotte successive alla sparatoria, che saranno oggetto di un distinto accertamento processuale.













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