Ruggi, fondi contrattuali: la CISL FP propone l’accordo sul piano di rientro. “Senza un’intesa altri sette anni di blocco della contrattazione”

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Un disavanzo di circa 28 milioni di euro sui fondi contrattuali, la necessità di tutelare i lavoratori e l’urgenza di riaprire una contrattazione integrativa ferma da oltre dieci anni. Sono questi i temi al centro della proposta presentata dalla CISL FP di Salerno e dai delegati RSU nel confronto con la Direzione Strategica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”. L’ipotesi illustrata al direttore generale Nicola Cantone e ai vertici aziendali prevede un piano di rientro sostenibile, supportato da una relazione tecnico-finanziaria che individui le cause del disavanzo e ne distribuisca il recupero nel periodo più ampio consentito dalla normativa.

«Le criticità nella gestione dei fondi non possono ricadere sui dipendenti, che hanno percepito il trattamento accessorio sulla base di atti dell’Amministrazione», afferma Alfonso Della Porta, capo Dipartimento Funzione Pubblica della CISL FP.Per Lorenzo Conte, coordinatore della CISL FP Sanità e Professioni Sanitarie, senza un accordo il piano di rientro verrebbe comunque attuato in sette anni, con il rischio di prolungare il blocco della contrattazione integrativa già fermo da un decennio.

La proposta del sindacato guarda anche al rilancio della contrattazione aziendale, prevedendo la verifica del fondo 2026, l’avvio degli incarichi di funzione, dei Differenziali Economici di Professionalità (DEP), dell’indennità di Pronto Soccorso, oltre a stabilizzazioni, progressioni di carriera e strumenti di mobilità per affrontare la carenza di personale. «Il Ruggi è davanti a un bivio – conclude il segretario provinciale della CISL FP Salerno, Andrea Pastore –. L’accordo consentirebbe di affrontare il piano di rientro senza rinunciare a una nuova stagione di contrattazione e valorizzazione del personale. In caso contrario, il rischio è quello di altri sette anni di stallo, con gravi ripercussioni per i lavoratori e per l’intera Azienda».

di Mariarosaria Di Vece

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