Roberto Fico: «Lavoro, servizi e redditi più dignitosi per trattenere i giovani»

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La fuga dei giovani, gli investimenti nei trasporti e nella sanità, l’autonomia differenziata, la sicurezza, il lavoro e il futuro del campo largo. La visita del presidente della Regione Campania al Giffoni Film Festival è stata l’occasione per affrontare alcuni dei principali temi politici del momento, senza dimenticare il valore culturale della manifestazione che ogni anno richiama migliaia di ragazzi da tutto il mondo.

Presidente, la Campania continua a perdere tanti giovani laureati. Come si può invertire questa tendenza?

«È una delle sfide più importanti che abbiamo davanti. I ragazzi che lasciano la nostra regione sono spesso altamente qualificati: si formano nelle nostre università e poi trovano opportunità lavorative altrove, soprattutto al Nord o all’estero. Il nostro impegno è creare le condizioni affinché possano restare».

Da dove bisogna partire?

«Da tre elementi fondamentali: lavoro di qualità, redditi più alti e servizi pubblici efficienti. Se una persona trova un’occupazione qualificata, una buona qualità della vita e servizi che funzionano, ha maggiori possibilità di scegliere di costruire qui il proprio futuro».

Quali investimenti state mettendo in campo?

«Stiamo investendo molto in innovazione, tecnologia, start-up e nel rapporto tra università e imprese. La formazione deve dialogare sempre di più con il mondo produttivo. Solo così possiamo creare un ecosistema capace di offrire opportunità concrete ai nostri giovani».

I dati economici autorizzano un po’ di ottimismo?

«Sì. Oggi la Campania, insieme al Mezzogiorno, registra dati di crescita superiori rispetto ad altre aree del Paese. Naturalmente c’è ancora tanto da fare, ma se continueremo a lavorare potremo invertire definitivamente il fenomeno della migrazione dei giovani».

Trasporti e mobilità restano una priorità. Come si traducono concretamente gli investimenti annunciati dalla Regione?

«Il trasporto pubblico è un diritto che deve essere garantito a tutti. Per questo servono investimenti importanti e una gestione efficiente. In pochi mesi abbiamo incrementato gli investimenti di oltre un miliardo di euro. È un lavoro che deve proseguire senza interruzioni perché collegare meglio i territori significa anche creare sviluppo».

L’autonomia differenziata continua a essere uno dei temi dello scontro politico. Qual è la sua posizione?

«Resto convinto che rappresenti un danno per tutto il Paese, non soltanto per il Sud. Il rischio è creare un’Italia a due velocità, aumentando le differenze tra i territori invece di ridurle. Abbiamo già avviato un lavoro di contrasto e crediamo sia importante costruire un fronte il più ampio possibile per difendere il principio dell’uguaglianza tra i cittadini».

Presidente, le aree interne continuano a perdere popolazione. Quali sono le priorità della Regione per rilanciarle?

«Le aree interne sono una risorsa per la Campania. Per contrastare lo spopolamento bisogna investire in trasporti, sanità, servizi e opportunità di lavoro. L’obiettivo è garantire gli stessi diritti a tutti i cittadini, indipendentemente dal territorio in cui vivono. La programmazione della Regione nasce dalle esigenze dei territori. Sulle aree interne stiamo facendo un lavoro importante: nel Sannio abbiamo inaugurato il 100% delle Case di comunità previste, garantendo servizi sanitari più avanzati rispetto al passato, mentre ad Avellino proprio oggi abbiamo inaugurato un centro dedicato all’autismo».

Si torna a discutere della cosiddetta norma anti-maranza e dell’abbassamento dell’età punibile. È favorevole?

«No. Non credo che abbassare l’età della punibilità sia la soluzione. La repressione deve esserci quando vengono commessi reati, ma da sola non basta. Servono scuola, educazione, sport, biblioteche, associazioni e politiche sociali. Bisogna prevenire la devianza prima che si manifesti. Lo Stato deve essere presente nelle comunità e nelle famiglie».

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza che il Movimento aveva fortemente voluto?

«Continuo a ritenere che fosse una misura importante per contrastare il lavoro nero e il lavoro povero. Poteva certamente essere migliorata, ma eliminarla completamente non credo sia stata la scelta migliore».

Guardando al campo largo, ritiene che ci siano le condizioni per costruire un’alternativa di governo?

«In questi anni sono stati fatti passi avanti importanti sui beni comuni, sulla transazione ecologica e sulle politiche sociali. Credo che da settembre possa partire una nuova fase di confronto per costruire un progetto politico alternativo all’attuale governo Meloni».

Sul fronte dell’agricoltura e del turismo, come si tutela la qualità delle produzioni campane?

«Bisogna investire nelle filiere locali, nell’innovazione e nella tecnologia senza rinunciare alla qualità. La Campania è una delle eccellenze mondiali dal punto di vista agroalimentare e dobbiamo continuare a valorizzarla».

Oggi è al Giffoni Film Festival, una manifestazione che da oltre cinquant’anni mette al centro i giovani e che, nell’epoca dei social e della comunicazione digitale, continua a puntare sull’incontro reale. Che cosa rappresenta Giffoni per la Campania e quale messaggio vuole lasciare ai ragazzi che stanno vivendo questa esperienza?

«Il motore vero di Giffoni sono le ragazze e i ragazzi che arrivano da tutto il mondo per vivere questa esperienza. È una manifestazione che lascia un segno nella loro vita e rappresenta una straordinaria occasione di crescita culturale e sociale per il nostro territorio. Oggi, in un’epoca in cui il digitale e i social corrono velocemente e rischiano talvolta di sostituire le relazioni umane, ritrovarsi, confrontarsi e condividere esperienze dal vivo assume un valore ancora più importante. Giffoni crea comunità, partecipazione e aiuta i giovani a crescere insieme. A loro voglio dire di continuare a sognare. Noi stiamo lavorando perché la Campania sia una terra nella quale possano studiare, lavorare e costruire il proprio futuro senza essere costretti ad andare via».

di Mariarosaria Di Vece

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