di Riccardo Pucciarelli
Si concentrano sulle ultime ore di vita di Luca Esposito, all’anagrafe Luigi Esposito, il giornalista di 53 anni assassinato e poi dato alle fiamme nelle campagne di Eboli. Dopo gli esiti dell’autopsia, che hanno confermato l’omicidio, gli investigatori stanno ricostruendo con precisione i movimenti e i contatti della vittima nella serata precedente al ritrovamento del corpo, nel tentativo di individuare il responsabile del delitto e il movente.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Eboli e del Comando Provinciale di Salerno, entra ora in una fase decisiva. Gli accertamenti medico-legali hanno confermato che Esposito è stato brutalmente aggredito prima di essere ucciso. Sul corpo sono state riscontrate diverse fratture compatibili con un violento pestaggio, mentre il volto risultava gravemente sfigurato. Successivamente, il cadavere è stato cosparso di liquido infiammabile e incendiato nel tentativo di cancellare le tracce del delitto.
L’esame autoptico, durato oltre cinque ore, ha fornito agli inquirenti importanti elementi investigativi che ora vengono incrociati con le testimonianze e con gli accertamenti tecnici sui telefoni e sui movimenti della vittima.
Tra gli elementi ritenuti più significativi dagli investigatori c’è l’ultima telefonata effettuata da Luca Esposito intorno alle 22.30 a un collega giornalista. Quella conversazione potrebbe rappresentare uno degli ultimi contatti documentati del 53enne prima della sua morte.
Parallelamente, gli inquirenti stanno ricostruendo un appuntamento che Esposito avrebbe avuto con una persona che conosceva proprio nella zona rurale di Eboli, dove poche ore dopo sarebbe stato assassinato. L’identificazione di questa persona e la verifica del suo ruolo rappresentano uno dei principali filoni investigativi.
Non viene esclusa neppure l’ipotesi che il giornalista avesse intenzione di raggiungere Agropoli per trascorrere la domenica al mare. Anche questo particolare viene verificato per comprendere se il programma sia stato interrotto da un incontro organizzato o da un evento imprevisto.
Nella giornata di ieri i sommozzatori dell’Arma hanno effettuato un sopralluogo in un corso d’acqua situato a poca distanza dal luogo del ritrovamento del cadavere. Gli investigatori ritengono possibile che l’autore dell’omicidio abbia gettato nell’acqua un oggetto utilizzato durante l’aggressione.
Non si esclude che, su disposizione della Procura, possano essere eseguite ulteriori operazioni di ricerca e recupero qualora emergano nuovi elementi utili all’inchiesta.
Tra gli aspetti oggetto di approfondimento compare anche la posizione lavorativa della vittima. Gli investigatori stanno verificando alcune dichiarazioni rese dallo stesso Esposito riguardo a un presunto impiego presso l’Arpac Campania. Circostanza che, secondo quanto emerso nelle ultime ore, sarebbe stata smentita dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale.
Si tratta di un accertamento che potrebbe contribuire a delineare con maggiore precisione il contesto personale e professionale del giornalista, senza che allo stato vi siano collegamenti accertati tra tale circostanza e l’omicidio.
Il caso continua a suscitare forte impressione nell’intera provincia di Salerno per la particolare efferatezza dell’omicidio. Al momento nessuna pista viene esclusa: gli investigatori stanno passando al setaccio la vita privata, le relazioni personali e gli ultimi contatti telefonici di Luca Esposito, nella convinzione che proprio la ricostruzione delle sue ultime ore possa fornire la chiave per risalire all’assassino.
L’obiettivo degli inquirenti è ricomporre, minuto dopo minuto, gli spostamenti del giornalista nella serata precedente al delitto, nella speranza che testimonianze, immagini di videosorveglianza e analisi dei dispositivi elettronici consentano di fare piena luce su uno dei più inquietanti casi di cronaca nera degli ultimi anni nel Salernitano.













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