di Riccardo Pucciarelli
Le dimissioni del sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, dalla carica di presidente provinciale di Forza Italia continuano a provocare reazioni e ad alimentare il dibattito interno al partito. Dopo l’annuncio del primo cittadino scafatese, che ha motivato la sua scelta parlando di una profonda delusione e della mancanza di una reale volontà del partito di valorizzare il suo lungo percorso politico, interviene ora il deputato salernitano di Forza Italia Pino Bicchielli, che invita i vertici azzurri ad aprire una fase di confronto, evitando di liquidare la vicenda come un semplice episodio organizzativo.
Per Bicchielli, infatti, la decisione di Aliberti rappresenta un segnale politico che impone una riflessione approfondita sullo stato del partito, soprattutto in provincia di Salerno.
«Le dimissioni di Pasquale Aliberti dalla carica di presidente provinciale di Forza Italia meritano grande attenzione e non possono essere archiviate come una vicenda personale o organizzativa», afferma il parlamentare.
Bicchielli sottolinea il valore politico e amministrativo del sindaco di Scafati, ricordando il suo lungo percorso all’interno di Forza Italia.
«Conosco Pasquale Aliberti da molti anni e ne conosco il valore umano, amministrativo e politico. È una risorsa preziosa non soltanto per Forza Italia in provincia di Salerno, ma per l’intero partito regionale e nazionale. È il sindaco del comune più popoloso amministrato da Forza Italia in Campania e rappresenta un patrimonio di consenso, esperienza e capacità amministrativa che nessuno può permettersi di disperdere».
Il deputato evidenzia come il malessere manifestato dall’ex presidente provinciale non rappresenti un caso isolato.
«Proprio per questo credo che il suo disagio, così come quello manifestato da tanti amministratori, dirigenti e militanti della nostra provincia e della nostra regione, debba essere ascoltato con rispetto e senza pregiudizi. Quando personalità di questo livello decidono di compiere un gesto tanto significativo, la politica ha il dovere di interrogarsi sulle ragioni profonde che lo hanno determinato, non di limitarsi a prenderne atto».
L’intervento di Bicchielli assume anche i toni di un appello rivolto alla dirigenza provinciale del partito. Secondo il parlamentare, Forza Italia deve ritrovare il valore del confronto interno e del coinvolgimento degli organismi dirigenti.
«Chi vuole davvero bene a Forza Italia non può accontentarsi di registrare le divisioni. Deve comprenderne le cause e lavorare per superarle. La forza di un grande partito non si misura dalla capacità di isolare il dissenso, ma dalla capacità di trasformarlo in confronto e il confronto in una nuova sintesi politica».
Da qui l’invito al segretario provinciale ad aprire una nuova stagione politica.
«Mi rivolgo anzitutto al segretario provinciale, affinché si apra finalmente una fase nuova, caratterizzata dall’ascolto, dal coinvolgimento e dalla partecipazione».
Particolarmente significativo il passaggio in cui Bicchielli racconta la propria esperienza personale all’interno del partito, lasciando emergere una critica al funzionamento degli organismi provinciali.
«Pur facendo parte della segreteria provinciale del partito, non ho ancora avuto l’opportunità di partecipare a una sua riunione. E lo stesso Pasquale Aliberti mi ha più volte confidato di non aver mai preso parte ai lavori dell’organismo che pure era chiamato a rappresentare come presidente provinciale».
Una situazione che, secondo il deputato, dovrebbe spingere tutti a interrogarsi sul metodo di gestione del partito.
«È una circostanza che dovrebbe indurre tutti a una riflessione, perché un partito vive attraverso i suoi organismi, il confronto delle idee e la condivisione delle scelte. Se questi luoghi vengono meno, inevitabilmente cresce la distanza tra il gruppo dirigente e la comunità politica».
Nella parte finale del suo intervento, Bicchielli richiama i valori fondanti di Forza Italia, sostenendo che il partito debba tornare a concentrarsi sui problemi del territorio piuttosto che sulle tensioni interne.
«Forza Italia è nata per rappresentare una grande cultura liberale, popolare, europeista e garantista. È un partito chiamato a elaborare proposte per lo sviluppo dei territori, per sostenere le imprese, rafforzare gli enti locali, dare risposte alle famiglie e ai giovani. Non può consumare le proprie energie in contrapposizioni interne o in dinamiche che finiscono per allontanare amministratori e classe dirigente».
Per il deputato salernitano, la provincia di Salerno e l’intera Campania hanno bisogno di una forza politica capace di valorizzare tutte le proprie competenze.
«La provincia di Salerno, come la Campania, ha bisogno di un partito autorevole, aperto, inclusivo, capace di valorizzare tutte le proprie energie migliori. Nessuno deve sentirsi ospite nella propria casa politica».
L’intervento di Bicchielli arriva all’indomani della clamorosa decisione di Pasquale Aliberti, che ha lasciato la guida provinciale di Forza Italia denunciando l’assenza di una strategia politica capace di valorizzare amministratori e dirigenti storici del partito. Una scelta maturata, come spiegato dallo stesso sindaco di Scafati, dopo una lunga riflessione e accompagnata dalla convinzione che non vi fosse alcuna volontà di investire su chi, da oltre trent’anni, ha militato tra le fila degli azzurri ricoprendo ruoli istituzionali e amministrativi.
Le parole di Bicchielli sembrano confermare che il malessere non riguardi esclusivamente Aliberti, ma una parte significativa della classe dirigente salernitana di Forza Italia. Un quadro che apre ora una fase delicata per il partito, chiamato a ricomporre le fratture interne e a rilanciare il dialogo tra i propri rappresentanti istituzionali e gli organismi dirigenti.
Il messaggio finale del deputato è un invito alla responsabilità politica: «Sono convinto che, se ciascuno saprà mettere da parte logiche di appartenenza e personalismi, sarà ancora possibile ricostruire un clima di fiducia e di collaborazione. Sarebbe il modo migliore per onorare la storia di Forza Italia e offrire ai cittadini una forza politica che torni a discutere dei problemi del Paese e dei territori, anziché delle proprie divisioni. È il momento della responsabilità. È il momento del dialogo. Ed è il momento di ricostruire, nell’interesse del partito, della provincia di Salerno e dell’intera Campania».












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