La scomparsa della segnaletica predisposta per l’evento avrebbe contribuito al disorientamento di migliaia di spettatori al termine dello spettacolo. Presentato un esposto in Procura.
Emergono nuovi dettagli sul caos registrato al termine del maxi-concerto di Ultimo nella Capitale, quando migliaia di spettatori si sono ritrovati senza indicazioni chiare su percorsi di uscita, fermate dei mezzi pubblici e aree di deflusso predisposte per l’evento.
Secondo quanto emerso nelle ore successive allo spettacolo, numerosi cartelli informativi e di segnalazione installati appositamente per garantire la sicurezza e la gestione dei flussi sarebbero stati rimossi e successivamente messi in vendita online. La sottrazione della segnaletica avrebbe compromesso il piano di viabilità e di sicurezza predisposto per un evento che ha richiamato decine di migliaia di persone nella città. La mancanza delle indicazioni ha contribuito a creare momenti di confusione e disorientamento tra i fan all’uscita dal concerto, con molte persone che non riuscivano a individuare i percorsi corretti per raggiungere parcheggi, mezzi pubblici e punti di raccolta.
Sulla vicenda è intervenuto l’assessore capitolino ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, Alessandro Onorato, che ha annunciato la presentazione di un esposto in Procura per fare piena luce sull’accaduto.
«Non si tratta di una bravata perché quella segnaletica stradale era parte integrante, fondamentale per garantire l’incolumità dei partecipanti, di un piano sicurezza enorme per un evento senza precedenti a Roma», ha dichiarato l’assessore. Le autorità stanno ora lavorando per individuare i responsabili della sottrazione e dell’eventuale rivendita dei cartelli, mentre proseguono le verifiche sull’impatto che la loro assenza ha avuto nella gestione del deflusso del pubblico.
L’episodio riaccende il dibattito sulla tutela delle infrastrutture temporanee predisposte per i grandi eventi e sulla necessità di garantire il rispetto delle misure di sicurezza pensate per proteggere cittadini e spettatori.













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