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EUG Salerno 2026, la sfida dietro le quinte: De Stefano, “Così i Giochi lasceranno impianti più sicuri e moderni”

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di Riccardo Pucciarelli

C’è un lavoro che il pubblico difficilmente vedrà durante gli European Universities Games Salerno 2026, ma che rappresenta il vero motore dell’intera manifestazione. Mentre cresce l’attesa per la cerimonia inaugurale di sabato 18 luglio, in programma alle 20.30 in Piazza della Libertà, dietro le quinte è in piena attività una macchina organizzativa imponente che coinvolge decine di uffici, istituzioni e professionisti.

Tra i protagonisti di questa complessa regia c’è Gaetano De Stefano, dirigente dell’Area Risorse Strumentali dell’Università degli Studi di Salerno, responsabile delle infrastrutture, dei sistemi informatici e della sicurezza dell’Ateneo. Un ruolo strategico, soprattutto in una fase in cui ogni dettaglio può fare la differenza per garantire il corretto svolgimento di un evento internazionale destinato ad accogliere migliaia di atleti, tecnici e delegazioni provenienti da tutta Europa.

Per De Stefano il primo pensiero è rivolto alla rete istituzionale che ha consentito di costruire un sistema di sicurezza capillare. «Stiamo portando avanti da tempo un lavoro in sinergia con la Prefettura – spiega – che ha coordinato in maniera impeccabile il Comitato Provinciale per la Pubblica Sicurezza. A nome dell’Ateneo desidero ringraziare tutte le componenti che hanno collaborato con noi, interpretando pienamente lo spirito dei Giochi e l’importanza che questa manifestazione riveste per l’intero territorio».

La sicurezza è stata considerata sin dall’inizio uno degli aspetti centrali dell’organizzazione. Per questo motivo saranno operative due centrali di coordinamento: una all’interno del campus universitario di Fisciano e una presso la Questura di Salerno. Due cabine di regia che monitoreranno costantemente l’evento, pronte a gestire qualsiasi eventuale emergenza in tempo reale.

Ma l’impegno richiesto dall’organizzazione degli EUG non ha fermato la normale attività dell’Università. Un aspetto che De Stefano sottolinea con particolare orgoglio. L’Ateneo salernitano, infatti, continua ogni giorno a gestire una comunità che sfiora le 40 mila presenze tra studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, mantenendo inalterati i servizi ordinari nonostante il carico straordinario imposto dall’evento sportivo.

«Lo stress non manca – ammette – e spesso ci confrontiamo tra colleghi sulle difficoltà quotidiane. Però c’è anche la consapevolezza di stare costruendo qualcosa di importante. Anche quando lasciamo gli uffici a tarda sera sappiamo che questa esperienza resterà nella storia dell’Università e potremo raccontarla con orgoglio».

Se l’obiettivo immediato è quello di garantire il successo della manifestazione, quello a lungo termine guarda invece all’eredità che gli European Universities Games lasceranno sul territorio salernitano.

Secondo De Stefano, infatti, uno dei risultati più significativi riguarda proprio gli interventi effettuati sugli impianti sportivi. I lavori realizzati in questi mesi hanno migliorato la funzionalità delle strutture e innalzato gli standard di sicurezza, grazie anche alla costante collaborazione con il Corpo dei Vigili del Fuoco.

«Abbiamo colto questa occasione per rendere più efficienti le infrastrutture sportive della provincia. È una delle legacy più importanti dei Giochi: impianti più funzionali, più sicuri e pronti a essere utilizzati anche dopo la conclusione della manifestazione».

Ed è forse proprio questo il valore più autentico degli EUG Salerno 2026. Non soltanto due settimane di sport internazionale, ma un investimento destinato a rimanere nel tempo, trasformando un grande evento in un patrimonio concreto per il territorio, per il mondo universitario e per le future generazioni di atleti e studenti.

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