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Nel Cilento la prima processione guidata dall’intelligenza artificiale: arte, tecnologia e spiritualità si incontrano a Bosco

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Un grande schermo digitale portato in corteo, smartphone collegati tramite QR code e una litania elettronica diffusa tra i vicoli del borgo: l’opera “Machina Sacra” trasforma la tradizione in una riflessione sul rapporto tra uomo e tecnologia.

Una processione diversa da tutte quelle viste finora ha attraversato le strade di Bosco, frazione di San Giovanni a Piro, nel cuore del Cilento. Nessun rito religioso e nessuna celebrazione liturgica, ma un progetto artistico capace di unire tecnologia, partecipazione collettiva e riflessione spirituale.

L’iniziativa si chiama “Machina Sacra” ed è stata ideata dagli artisti Max Magaldi e Matteo Mandelli, nell’ambito del festival culturale MicroCosmi, che anima in questi giorni i borghi di San Giovanni a Piro, Bosco e Scario.

Il cuore della performance è stato un grande schermo digitale trasportato in processione lungo le vie del paese, accompagnato dai partecipanti che, attraverso i propri smartphone collegati all’opera tramite QR code, hanno contribuito a creare una sorta di litania digitale fatta di suoni, luci e voci elettroniche che hanno accompagnato il percorso tra i vicoli del borgo.

Il risultato è stato un’esperienza immersiva e collettiva, capace di trasformare lo spazio urbano in un luogo di incontro tra tradizione e innovazione, tra ritualità antiche e strumenti del presente. La processione si è conclusa presso la Cappella del Carmine, dove l’installazione resterà esposta fino al 12 luglio, giorno conclusivo del festival. Con “Machina Sacra“, Magaldi e Mandelli propongono una riflessione sul ruolo crescente dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali nelle nostre vite, interrogandosi su come questi strumenti possano influenzare anche dimensioni tradizionalmente legate alla spiritualità, alla memoria collettiva e al senso di comunità.

L’opera non intende sostituire il sacro né reinterpretare i riti religiosi, ma esplorare il modo in cui l’uomo contemporaneo costruisce nuovi linguaggi simbolici e nuove forme di partecipazione nell’era digitale.

Nel piccolo borgo cilentano, per una sera, la tecnologia ha così assunto le forme di una processione, trasformando smartphone e schermi in strumenti di condivisione e lasciando ai partecipanti una domanda aperta: quale sarà il rapporto tra spiritualità e intelligenza artificiale nel mondo di domani?

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