Di Paolo De Leo
Francesco Procopio, Biagio Izzo e Simone Schettino hanno tenuto viva la prima parte dell’estate del paesino metelliano, regalando al pubblico tre serate all’insegna del divertimento e della riflessione. Manca ancora un nome all’appello, quello di Tony Tammaro, atteso il 17 luglio per chiudere in bellezza la rassegna.
Una cornice d’eccezione: Palazzo San Giovanni
Le quattro serate sono organizzate da Palazzo San Giovanni, splendida location nel cuore del borgo cavese. La struttura, un tempo sede di un ex asilo, è oggi diventata un vero e proprio palcoscenico culturale, punto di riferimento per chi cerca intrattenimento di qualità a Cava de’ Tirreni.
La rassegna, dal titolo “Notti di Stelle”, propone una formula di cena spettacolo al costo di 60 euro. Il menù della serata è accompagnato da un momento comico firmato dal duo Enzo e Mario di Kiss Kiss Napoli, che aprono le danze e scaldano il pubblico prima dell’ingresso del comico protagonista, il quale intrattiene i commensali per circa un’ora.
Schettino tra risate e attualità
Venerdì 3 luglio è stata la volta di Simone Schettino, capace di intrecciare con maestria la propria comicità a temi di stringente attualità politica. Proprio come nelle due serate precedenti, l’ingrediente segreto della serata è stata la risata: uno strumento che Schettino ha usato per affrontare argomenti pesanti come la politica e la guerra, temi che stanno segnando profondamente l’Italia e il mondo intero, senza mai perdere leggerezza.
Non è un caso isolato: ognuno dei comici saliti finora sul palco ha scelto un tema contemporaneo da raccontare a modo suo, lasciando allo spettatore, attraverso il filtro della comicità, un messaggio più profondo su cui riflettere.
L’appuntamento che manca: Tony Tammaro il 17 luglio
Dei quattro appuntamenti in cartellone, tre sono già andati in scena. Manca solo Tony Tammaro, che si esibirà il 17 luglio sullo stesso palco che ha già ospitato Procopio, Izzo e Schettino, per la serata conclusiva di questa prima edizione estiva.
Il volto dietro il progetto: Federico Donnarumma
Dietro il successo di questa rassegna e, più in generale, della rinascita culturale di Palazzo San Giovanni, c’è Federico Donnarumma, giovane imprenditore poco più che trentenne, nato a Gragnano e residente in un piccolo ma suggestivo borgo del napoletano di poco più di 5.000 abitanti.
Donnarumma ha da sempre dimostrato una spiccata mentalità imprenditoriale, testimoniata dai numerosi eventi organizzati e portati a termine con successo in sei anni di attività nel borgo cavese. Pur non essendo originario di Cava de’ Tirreni, ha saputo dimostrare un attaccamento autentico al territorio, investendo nella crescita della struttura: oggi Palazzo San Giovanni comprende, oltre al bar e al ristorante, anche un rooftop e un albergo di otto camere, curate nei minimi dettagli e dotate di ogni comfort.
Un investimento che merita rispetto
C’è chi si chiede perché affidare le proprie attività a chi cavese non è. Ma dietro questa domanda si nasconde spesso solo la voglia di criticare, senza la pazienza né il coraggio di investire davvero, come ha fatto invece Federico Donnarumma. Un ragazzo che ha saputo mettersi in gioco fino in fondo, dimostrando concretamente che volere è potere.
A lui va la stima della nostra redazione, e a lui dovrebbe andare anche il plauso della cittadinanza cavese, capace di riconoscere il valore di chi ha creduto in questo territorio investendoci tempo, energie e risorse.
Non vuole essere una critica ai cittadini di Cava de’ Tirreni, ma una scossa: uno stimolo a guardare con più apertura a chi, pur non essendo nato qui, ha scelto di far crescere e valorizzare questo splendido borgo.

















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