Maxi frode sul Superbonus: ecco i coinvolti

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Un presunto sistema criminale costruito attorno ai bonus edilizi, ai crediti d’imposta e alle false fatturazioni. È questo il cuore della maxi inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura di Salerno che ha portato all’emissione di un decreto di sequestro preventivo firmato dal Gip Gerardina Romaniello nei confronti di centinaia di indagati tra professionisti, imprenditori, amministratori di società e prestanome.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbero state costituite due distinte associazioni per delinquere finalizzate alla commissione di reati tributari, truffe ai danni dello Stato, riciclaggio, autoriciclaggio e bancarotte fraudolente attraverso una fitta rete di società operanti tra la Campania, il Lazio, l’Emilia Romagna, la Lombardia e altre regioni italiane.

Al centro dell’indagine vi sarebbe soprattutto il presunto utilizzo illecito dei crediti fiscali generati nell’ambito del Superbonus 110% e degli altri bonus edilizi. Gli inquirenti contestano la creazione e la commercializzazione di crediti d’imposta ritenuti inesistenti o non spettanti, ottenuti attraverso asseverazioni considerate false, documentazione non veritiera e fatture relative a lavori che, secondo l’accusa, sarebbero stati in tutto o in parte mai eseguiti. Le contestazioni riguardano interventi riconducibili alle agevolazioni previste per l’efficientamento energetico, le ristrutturazioni edilizie e gli altri lavori ammessi ai bonus fiscali introdotti negli ultimi anni.

Uno dei filoni principali ruota attorno alla Advice Audit Srl, società riconducibile a Salerno, e allo Studio Commerciale Iannoto & Partners. Per la Procura, il gruppo sarebbe stato guidato dal salernitano Giovanni Battista D’Elia, indicato come promotore e organizzatore dell’associazione, insieme a Giuseppe D’Ambrosio, originario di Sicignano degli Alburni, Giuliano Iannoto, di Albanella, e Liberato Busillo, residente a Eboli. Attraverso lo studio professionale e la società di consulenza sarebbero stati predisposti documenti, asseverazioni e operazioni fiscali che avrebbero consentito la generazione di crediti d’imposta e la successiva movimentazione delle somme.

Una seconda associazione avrebbe invece operato attraverso la Assicel Srl, società con sede nel Salernitano ritenuta dagli investigatori una vera e propria “cartiera”. In questo filone emergono le figure di Pantaleone Avallone, di Nocera Inferiore, e del commercialista Nicolas Giardino, originario di Agropoli e domiciliato a Mercato San Severino, entrambi indicati come promotori e organizzatori del sodalizio. Con loro figurano Antonio Santoriello e Nicola Fimiani, che secondo l’accusa avrebbero avuto ruoli operativi nella gestione delle attività societarie e finanziarie.

L’inchiesta si allarga poi ad altre società finite sotto la lente degli investigatori. Tra queste la Biosphea Srl, la Orilog Srls e la Prologica Srl, che secondo il decreto sarebbero state gestite di fatto dall’imprenditore Agostino Orilia, figura già coinvolta in precedenti indagini nel settore della logistica. Gli investigatori ipotizzano che tali società abbiano avuto un ruolo nella circolazione di fatture per operazioni inesistenti e nella movimentazione di crediti fiscali ritenuti fittizi.

Nel provvedimento vengono inoltre richiamati rapporti con cooperative della logistica riconducibili al gruppo Samag Holding di Milano, che avrebbero beneficiato di crediti d’imposta legati alla Formazione 4.0 attraverso corsi che, secondo l’impostazione accusatoria, non sarebbero mai stati realmente svolti.

Le accuse contestate a vario titolo sono particolarmente pesanti: associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, riciclaggio, autoriciclaggio, bancarotta fraudolenta, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, indebita compensazione di crediti fiscali e numerosi reati tributari previsti dal decreto legislativo 74 del 2000.

Tra i principali indagati figurano Giovanni Battista D’Elia di Bellizzi, Giuseppe D’Ambrosio di Sicignano degli Alburni, Giuliano Iannoto di Albanella, Liberato Busillo di Eboli, Pantaleone Avallone di Nocera Inferiore, Nicolas Giardino di Agropoli e Mercato San Severino, Nicola Fimiani di Mercato San Severino, Agostino Orilia, Antonio Daniele di Pagani, Vincenzo D’Urso di Nocera Inferiore, Antonio Nerino di Pagani, Fernando Carrafiello di Eboli e John Michael Molisse di Sarno.

Per il Gip sussistono gli elementi necessari per ritenere configurabile, allo stato delle indagini, un articolato sistema fraudolento finalizzato alla creazione, cessione e monetizzazione di crediti fiscali collegati ai bonus edilizi e ad altre agevolazioni pubbliche. Le contestazioni restano naturalmente al vaglio del procedimento penale e dovranno essere verificate nelle successive fasi processuali.

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