L’appello della Frida Parco Canile Onlus: temperature insostenibili nei box, arrivano piscine per tamponare l’emergenza ma la vera soluzione resta l’adozione
L’emergenza caldo mette a rischio decine di cani ospitati nel canile, dove le temperature elevate stanno rendendo sempre più difficile la permanenza degli animali all’interno dei box. A lanciare un appello accorato è la Frida Parco Canile Onlus, che denuncia una situazione sempre più critica a causa dell’ondata di calore.
“In canile si soffoca”, spiegano i volontari, raccontando scene che descrivono il livello di sofferenza degli animali. Alcuni cani, come Nuvola e Diana, cercano sollievo immergendosi nelle vasche d’acqua per combattere il caldo soffocante. Altri, invece, restano esposti alle alte temperature senza trovare refrigerio.
Tra i soggetti più fragili e maggiormente esposti ai rischi del caldo estremo vengono segnalati Nuvola, Chanel, Danco, Arya, Kymbo e Fiamma, ma il pericolo riguarda tutti gli ospiti della struttura.
Nonostante i box siano dotati di tetti coibentati, le temperature percepite nelle aree d’ombra arrivano a livelli considerati insostenibili. “All’ombra si percepiscono anche 45 gradi”, spiegano dall’associazione, sottolineando come un colpo di calore possa diventare fatale nel giro di poco tempo.
Per fronteggiare l’emergenza sono in arrivo piscine per cani, strumenti che potrebbero offrire un sollievo temporaneo agli animali più provati. Una misura tampone, però, che secondo i volontari non basta a risolvere il problema. “La vera salvezza è l’adozione”, ribadiscono dalla struttura, lanciando un appello urgente alla cittadinanza. L’obiettivo è trovare famiglie disponibili ad accogliere gli animali prima che l’innalzamento delle temperature renda la situazione ancora più drammatica.
“Vederli così è straziante”, raccontano i volontari. “Rischiano troppo. Aiutateci prima che sia tardi”.
Il messaggio è chiaro: servono adozioni immediate per alleggerire il sovraffollamento e garantire ai cani condizioni di vita più sicure durante i mesi più caldi dell’anno. Per molti di loro, una casa potrebbe davvero fare la differenza tra il rischio e la salvezza.













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