di Riccardo Pucciarelli
Si infiamma il confronto politico tra Forza Italia e il generale Roberto Vannacci. A far esplodere la polemica sono state le dichiarazioni rilasciate al quotidiano Il Riformista dal coordinatore regionale campano di Forza Italia, Fulvio Martusciello, che ha risposto duramente alle critiche mosse dall’ex generale nei confronti del partito fondato da Silvio Berlusconi. Ma anche, forse, alle voci c’è circolerebbero di alcuni parlamentari pronti a lasciare Forza Italia ed aderire a Futuro Nazionale.
Intervistato dal giornale, Martusciello ha replicato alle affermazioni di Vannacci, il quale aveva definito Forza Italia un partito “eterodiretto”.
«Penso che Vannacci non sappia cosa sia un partito. Lui semplifica e personalizza tutto. Un partito è una comunità che vive e cresce insieme. Che gioisce dei successi di un compagno e si dispera quando invece si perde. Forza Italia è così. Lui sta costruendo un partito con i traditori: gente eletta in un partito che, per utilità, va con lui. Mi chiedo: da generale, andrebbe mai in battaglia con un esercito fatto di mercenari?», ha dichiarato l’esponente azzurro.

Parole che non sono passate inosservate e che hanno provocato una reazione immediata da parte di Vannacci. Attraverso il proprio profilo personale, l’europarlamentare ha affidato ai social una replica particolarmente severa nei confronti di Martusciello.
«Martusciello la guerra l’ha vista solo nei fumetti di Supereroica e non conosce la storia», ha scritto il generale, contestando il paragone utilizzato dal dirigente forzista.
Vannacci ha poi rivendicato il ruolo storico delle truppe mercenarie negli eserciti dell’antica Roma: «Nell’antica Roma, a fianco dei cittadini-soldato delle legioni, combattevano truppe mercenarie. I più famosi e letali furono gli arcieri di Creta, i frombolieri delle Baleari e i germani. Queste truppe compensavano le carenze tattiche dell’esercito romano e contribuirono in modo decisivo a molte delle sue storiche vittorie».
Un’affermazione con la quale il generale ha cercato di ribaltare la metafora utilizzata da Martusciello, sostenendo che anche forze esterne o provenienti da altre esperienze politiche possano rappresentare un valore aggiunto per un progetto politico.
La conclusione del messaggio social è stata ancora più tagliente. Citando un proverbio attribuito al nonno, Vannacci ha scritto: «Meglio tacere e dare l’impressione di essere uno stolto piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio».

Lo scontro conferma le tensioni sempre più evidenti tra il mondo politico vicino a Vannacci e Forza Italia. Un confronto che, oltre alle divergenze programmatiche, si sta consumando anche sul piano personale e comunicativo, con toni che appaiono destinati ad alimentare ulteriormente il dibattito all’interno del centrodestra.
La vicenda evidenzia come il rapporto tra le diverse anime della coalizione resti tutt’altro che sereno, mentre il generale continua il proprio percorso politico autonomo e Forza Italia rivendica il ruolo di partito strutturato e radicato sul territorio. Un duello verbale che, almeno per il momento, non sembra destinato a concludersi.













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