Farina rilancia la sfida del centrosinistra: “Cava deve tornare ad essere viva, inclusiva e attrattiva”

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Il candidato del Partito Democratico a sostegno di Giancarlo Accarino punta su sociale, turismo e rilancio della città: “Non disperdere quanto costruito negli ultimi anni”

Una candidatura nata dalla passione politica e dall’amore per la propria città. Niccolò Farina torna in campo dopo vent’anni dalla sua prima esperienza elettorale e lo fa con la lista del Partito Democratico a sostegno del candidato sindaco Giancarlo Accarino per le prossime amministrative di Cava de’ Tirreni. Ospite del “Salotto dell’Ora della Sera”, Farina ha raccontato il percorso che lo ha riportato alla politica attiva, dopo anni vissuti dietro le quinte tra attività professionale, impegno associativo e collaborazione nel mondo della comunicazione politica. “È una passione mai sopita – ha spiegato – e oggi sento il dovere di dare un contributo concreto alla mia città”. Una campagna elettorale che il candidato dem affronta con consapevolezza, riconoscendo anche le difficoltà di un centrosinistra che governa Cava da oltre un decennio. “Dopo undici anni di amministrazione è normale che ci siano luci e ombre – ha sottolineato – ma bisogna anche riconoscere ciò che di positivo è stato fatto e ripartire da lì”. Per Farina, infatti, uno dei punti di forza dell’esperienza amministrativa guidata dal sindaco uscente Vincenzo Servalli è stato il processo di riqualificazione urbana avviato negli ultimi anni. Un percorso che, nonostante le difficoltà legate al Covid, alle crisi internazionali e alla complessa situazione economica generale, ha consentito alla città di intercettare fondi importanti attraverso il PNRR e i programmi europei. Secondo il candidato del Partito Democratico, la parola chiave deve essere “continuità”. Non una continuità passiva, ma la capacità di proseguire un lavoro già avviato senza disperdere i rapporti istituzionali costruiti nel tempo con Regione, Provincia, Governo ed Europa. “Interrompere oggi questo percorso significherebbe rischiare di bloccare una fase positiva che sta iniziando a produrre risultati concreti”, ha spiegato. Grande attenzione viene dedicata al sociale, tema che Farina considera centrale nella sua idea di amministrazione. “Una città si misura dalla capacità di aiutare chi è più fragile”, afferma, ricordando come Cava sia sempre stata considerata un punto di riferimento per l’organizzazione dei servizi sociali e per il ruolo svolto dalle associazioni del territorio. Nel suo intervento il candidato dem ha voluto sottolineare il lavoro svolto dalla rete del volontariato cittadino, dalle realtà ecclesiastiche alle associazioni che si occupano di disabilità, assistenza e inclusione sociale. Un patrimonio umano che, secondo Farina, rappresenta una delle grandi ricchezze cavesi. Tra le proposte illustrate spicca il progetto “Cava Compagna”, un sistema di supporto dedicato soprattutto ad anziani e persone fragili residenti nelle frazioni. L’idea è quella di creare una rete coordinata dal Comune, utilizzando tecnologia, farmacie e servizi territoriali per aiutare chi ha difficoltà negli spostamenti verso il centro cittadino. “Molte frazioni sono diventate dormitori – ha spiegato – e tanti anziani vivono isolati, senza servizi essenziali facilmente raggiungibili”. Un progetto che, secondo Farina, potrebbe anche creare nuove opportunità occupazionali, dimostrando come welfare e sviluppo possano procedere insieme. Altro tema centrale è il rilancio dell’identità culturale e turistica di Cava. Farina ha ricordato gli anni in cui la città rappresentava un punto di riferimento regionale per il divertimento, la musica dal vivo e la movida. “Chi ha vissuto quegli anni conserva ancora un ricordo straordinario di Cava – ha detto – e oggi bisogna ripartire proprio da quella memoria collettiva”. Per il candidato del centrosinistra la città ha tutte le potenzialità per tornare protagonista grazie alla sua posizione strategica tra Costiera Amalfitana, Agro nocerino, Pompei e Salerno. Una vocazione naturale che deve essere sostenuta attraverso eventi di qualità, turismo culturale e valorizzazione delle tradizioni cavesi. Non manca il riferimento all’Abbazia della Santissima Trinità di Cava de’ Tirreni, definita “un gioiello straordinario” e simbolo di un patrimonio storico e culturale che la città deve saper promuovere meglio. Tra le idee lanciate anche quella di lavorare, nei prossimi anni, alla candidatura di Cava come Capitale Italiana della Cultura 2030. Un obiettivo ambizioso ma che, secondo Farina, potrebbe rappresentare la svolta per rilanciare definitivamente l’immagine della città a livello nazionale. “In questi anni Cava si è forse un po’ spenta – ha concluso – ma può tornare ad essere una città aperta, viva, accogliente e inclusiva”. Poi l’appello finale agli elettori: “La mia è una candidatura disinteressata, dettata solo dall’amore per questa città. Se i cavesi riterranno che io possa rappresentarli nel modo giusto, sarà per me un grande onore”.

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