Domani alla Libreria Centopagine parleremo di territori, istituzioni, futuro e modelli amministrativi che funzionano davvero

Posted by

Ufficio Stampa Cava SIA

C’è chi parla di cultura nelle piazze elettorali come fosse uno slogan da affiggere su un manifesto, e chi invece la cultura la pratica, la costruisce, la porta nelle strade e nelle librerie della propria città. Giovedì 15 maggio, alle ore 18:30, la Libreria Centopagine di Cava de’ Tirreni diventa il palcoscenico di un evento destinato a lasciare il segno: la presentazione del libro «Servono ancora le Regioni? Per una storia del regionalismo in Italia», scritto da Isaia Sales e Pietro Spirito per Colonnese Editore.

A volerlo fortemente è Eugenio Canora, candidato sindaco di Cava de’ Tirreni, che con questa iniziativa offre alla città molto più di una promessa: offre un atto concreto. Una serata in cui politica, storia, istituzioni e futuro del Mezzogiorno si incontrano attorno a un libro scomodo, necessario, urgente.


📖

Servono ancora le Regioni?
Per una storia del regionalismo in Italia

Isaia Sales · Pietro Spirito · Colonnese Editore

Il libro e il suo autore

Isaia Sales e la domanda che nessuno vuole farsi

Isaia Sales è uno di quei rari intellettuali meridionali capaci di muoversi con eguale autorevolezza nel territorio della storia, dell’economia e della politica. Napoletano, già parlamentare, studioso instancabile del Mezzogiorno e dei suoi nodi irrisolti, Sales ha costruito nel tempo una produzione saggistica di raro spessore, affrontando temi scomodi — dalla criminalità organizzata alla questione meridionale — con rigore scientifico e passione civile.

Con Pietro Spirito, Sales firma ora un saggio che pone una domanda apparentemente semplice ma in realtà esplosiva: le Regioni, così come le abbiamo conosciute negli ultimi cinquant’anni, servono ancora? Hanno mantenuto le promesse che le accompagnarono alla nascita? Hanno davvero avvicinato i cittadini alle istituzioni, ridotto i divari territoriali, migliorato la qualità dei servizi?

«Il regionalismo italiano è stato una scommessa coraggiosa rimasta a metà: né abbastanza autonomia da funzionare, né abbastanza controllo da non sprecare. Un nodo irrisolto che pesa oggi più che mai sul Sud del Paese.»— Sintesi del saggio di Isaia Sales e Pietro Spirito

La risposta che emerge dalle pagine del libro è tutt’altro che scontata. Sales e Spirito ripercorrono cinquant’anni di storia repubblicana attraverso il prisma del regionalismo, raccontando luci e ombre di un’esperienza istituzionale che ha cambiato profondamente l’Italia — non sempre in meglio — e che oggi impone una riflessione radicale, soprattutto in un momento in cui il dibattito sull’autonomia differenziata rischia di spaccare definitivamente il Paese in due velocità sempre più incompatibili.

La differenza che conta

C’è chi promette la cultura e chi la fa: il caso Canora

In questa campagna elettorale cavese, il tema della cultura è diventato uno dei cavalli di battaglia più agitati. Diversi candidati hanno rilanciato il sogno di una Cava de’ Tirreni capitale della cultura, città delle arti, polo di attrazione turistica e intellettuale. Slogan potenti, indubbiamente. Ma gli slogan, da soli, non organizzano convegni. Non portano intellettuali di rilievo nazionale in una libreria del centro. Non creano occasioni reali di dibattito civile e politico.

La promessa

«Cava, città della cultura»

Uno slogan da campagna elettorale, una visione proiettata nel futuro. Seducente, ma ancora tutta da costruire. La cultura annunciata che aspetta il voto per esistere.

Il gesto concreto

Canora: la cultura si fa adesso

Un candidato che, ancora prima di vincere, porta Isaia Sales a Cava. Cultura non come promessa, ma come pratica quotidiana. Un atto, non uno slogan.

Eugenio Canora, candidato sindaco, ha scelto di portare la sua firma su questa serata non come esibizione, ma come contributo. Dare i propri «saluti istituzionali» a un evento di questo calibro significa riconoscere il valore del pensiero critico, della storia, del dibattito pubblico serio. Significa dire ai cittadini cavesi: questa è la cultura che voglio per la nostra città — non una facciata, ma una sostanza.

Un messaggio politico chiaro

In una fase in cui la politica tende sempre più a ridursi a spettacolo, gestione del consenso e marketing elettorale, un candidato che investe energie e credibilità in una serata dedicata alla storia del regionalismo italiano manda un segnale preciso: che si può fare politica con la testa oltre che con il cuore, che i cittadini meritano interlocutori capaci di pensiero complesso.

Non è un dettaglio. È una scelta di campo. Tra chi usa la cultura come scenografia e chi la pratica come responsabilità.

Il dibattito in sala

Giosi Della Ragione e la voce dei territori

Tra i protagonisti della serata figura Josi Della Ragione, Sindaco di Bacoli, una delle voci più fresche e appassionate della politica campana. La sua presenza non è casuale: Della Ragione incarna una generazione di amministratori locali che ha dovuto fare i conti ogni giorno con i limiti e le contraddizioni del sistema regionale italiano, cercando di servire comunità spesso dimenticate dalle istituzioni intermedie.

Portare al tavolo del dibattito un sindaco che governa un comune dell’area flegrea — territorio di straordinaria bellezza e profonda difficoltà — accanto a un intellettuale della statura di Isaia Sales crea una combinazione preziosa: la teoria che incontra la pratica, la storia che dialoga con l’urgenza dell’amministrazione quotidiana.

Chi sarà presente

Una serata di alto profilo istituzionale e intellettuale

Partecipanti all’evento

IS

Isaia SalesAutore · Storico e intellettuale

LM

Loredana MarinoLab Sud

JD

Josi Della RagioneSindaco di Bacoli

EC

Elena CocciaGià Vicesindaca della Città Metropolitana di Napoli

EU

Eugenio CanoraCandidato Sindaco di Cava de’ Tirreni · Saluti

GB

Giorgia BozzettoModera

Perché questo evento conta

L’autonomia differenziata sullo sfondo: un tema tutt’altro che accademico

Il libro di Sales e Spirito non potrebbe essere più attuale. Il dibattito sull’autonomia differenziata ha attraversato l’Italia negli ultimi anni come una faglia sismica, dividendo il Paese tra chi vi vede una risposta alla cattiva gestione delle risorse e chi — soprattutto al Sud — teme che possa sancire definitivamente la fine di ogni speranza di riequilibrio tra Nord e Mezzogiorno.

La Campania, e con essa Cava de’ Tirreni, è al centro di questa tensione. Regioni storicamente penalizzate nei trasferimenti, nei servizi, nelle infrastrutture. Città che hanno vissuto sulla propria pelle che cosa significa quando l’istituzione regionale funziona male, o non funziona affatto. Ascoltare un’analisi approfondita e documentata su questi temi non è un lusso intellettuale: è una necessità civica.

Ed è qui che l’iniziativa di Canora acquista un significato che va oltre la singola serata. Invitare i cittadini a ragionare su questi temi, a confrontarsi con chi ha studiato e scritto di regionalismo con rigore e onestà intellettuale, è un atto di rispetto verso l’intelligenza collettiva di una comunità. È un modo di dire: voi, cittadini di Cava, meritate di capire le cose in profondità — non di ricevere slogan preconfezionati.

«Fare politica con la cultura non significa citare Gramsci nei comizi. Significa creare spazi in cui la comunità possa pensare insieme, ragionare insieme, capire insieme il mondo in cui vive.»— Una serata, un metodo, una visione

In conclusione

Cava de’ Tirreni come si vuole: una scelta da fare adesso

Giovedì sera, alla Libreria Centopagine, la città avrà davanti a sé uno specchio. Vedrà che cosa significa davvero fare politica culturale — non annunciarla, non prometterla per domani, ma praticarla oggi, concretamente, con i nomi e i cognomi di chi partecipa.

Isaia Sales porterà la sua conoscenza. Josi Della Ragione la sua esperienza di sindaco del Sud. Elena Coccia la prospettiva metropolitana. Loredana Marino il lavoro del Lab Sud sui territori. E Giorgia Bozzetto guiderà il dialogo con quella competenza discreta che serve per tenere insieme pensieri alti senza renderli inaccessibili.

Eugenio Canora, con i suoi saluti, metterà la sua firma su tutto questo. Non come tributo formale, ma come dichiarazione di intenti: se sarò sindaco di questa città, questo è il livello a cui voglio portare il dibattito pubblico. Questa è la cultura che voglio offrire a Cava de’ Tirreni — non come ornamento, ma come metodo di governo.

C’è chi promette una città della cultura. C’è chi, intanto, quella cultura la porta in libreria. La differenza, per chi sa guardare, è tutto.

📅 Dettagli dell’evento

📅Data15 Maggio 2025

🕡OrarioOre 18:30

📍LuogoLibreria Centopagine

🏙️CittàCava de’ Tirreni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *