Ripascimento nel caos tra Salerno e Cetara: stop ai lavori e verifiche sulla sabbia (VIDEO)

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Nessun sequestro, ma i lavori restano fermi. È questo il quadro reale che emerge sulla vicenda dei cantieri di ripascimento tra Salerno e Cetara, dopo ore di indiscrezioni e notizie circolate nelle ultime ore. A chiarire la situazione è stata la stessa Guardia Costiera, che ha smentito categoricamente l’ipotesi di sequestri dei cantieri, confermando però lo stop agli interventi per problematiche tecniche e amministrative. Una precisazione importante, che però non cambia la sostanza di una vicenda destinata a far discutere, soprattutto nel pieno della campagna elettoraleportata alla luce dalla pagina social Supersalerno dei Figli delle Chiancarelle. Perché dietro il blocco dei lavori emergono ritardi, contestazioni sulla qualità dei materiali utilizzati e nuove verifiche che rischiano di allungare ulteriormente i tempi di opere considerate strategiche per il litorale salernitano. A Salerno il caso riguarda il tratto di costa tra Pastena e Torrione, dove il progetto di ripascimento era stato inaugurato nel giugno del 2025 dall’allora presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, come simbolo della riqualificazione del fronte mare cittadino. Oggi però quel cantiere è fermo. A fare chiarezza è stata proprio la Capitaneria di Porto. “Noi a Salerno non abbiamo bloccato nulla”.

Lo stop sarebbe infatti partito direttamente dal Comune, che avrebbe intimato alla ditta esecutrice l’immediata sospensione dei lavori per presunti inadempimenti contrattuali, ritardi e problematiche legate anche alla qualità della sabbia utilizzata per il ripascimento. La questione della granulometria del materiale non è nuova. Già nei mesi scorsi erano emerse polemiche dopo le mareggiate che avevano trascinato via parte della sabbia appena depositata, causando danni e disagi. Proprio dopo quelle criticità sarebbe stata convocata una nuova conferenza dei servizi per autorizzare l’utilizzo di una sabbia con granulometria differente rispetto a quella prevista inizialmente dal progetto. Tuttavia, le modifiche apportate non sarebbero state considerate sufficienti. Alla società incaricata vengono contestate anche altre presunte inadempienze, mentre appare ormai evidente che la scadenza fissata per il 18 maggio non potrà essere rispettata. A questo si aggiunge il nodo delle barriere soffolte, rimaste in parte affioranti a pelo d’acqua e considerate potenzialmente pericolose per la sicurezza.

Situazione differente ma ugualmente delicata a Cetara dopo i controlli dell’Arpac sui materiali destinati al ripascimento. Anche qui, però, nessun sequestro. Le verifiche avrebbero evidenziato difformità della sabbia rispetto alle autorizzazioni rilasciate, sia dal punto di vista granulometrico che cromatico. Da qui la sospensione dell’intervento e la richiesta di una nuova conferenza dei servizi per autorizzare eventuali materiali differenti rispetto a quelli previsti nel progetto originario. Due cantieri diversi, ma accomunati dallo stesso scenario: opere pubbliche annunciate come decisive per il territorio che oggi si ritrovano impantanate tra verifiche tecniche, burocrazia e polemiche politiche. E intanto si approssima l’estate e i cittadini e operatori balneari attendono risposte certe.

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