di Riccardo Pucciarelli
Un episodio che riaccende il dibattito sui discorsi d’odio e sulla tutela dei diritti civili negli spazi pubblici e universitari. Nella mattinata di oggi, presso il terminal dell’Università degli Studi di Salerno, sono stati distribuiti volantini a contenuto omotransfobico firmati dall’associazione “Crociata Cattolica”, realtà di ispirazione cattolica tradizionalista già nota in Campania per campagne contro l’aborto, i diritti LGBTQIA+ e l’autodeterminazione delle persone.
A denunciare pubblicamente l’accaduto è stata Arcigay Salerno, che in una nota ufficiale ha espresso “ferma condanna” per i contenuti riportati nei volantini. Nei testi distribuiti, infatti, l’omosessualità viene definita un “peccato impuro contro natura” che “grida vendetta al cospetto di Dio”, formule che l’associazione considera “violente, medievali e disumanizzanti”.
Secondo Arcigay Salerno, non si tratterebbe di semplici opinioni religiose, ma di messaggi capaci di alimentare stigma, discriminazione e marginalizzazione sociale, soprattutto tra i giovani LGBTQIA+ che vivono situazioni di fragilità personale e familiare.
«Non siamo davanti a un legittimo dibattito culturale o teologico – dichiara Emanuele Avagliano, presidente di Arcigay Salerno – ma alla diffusione pubblica di messaggi che indicano intere persone come sbagliate, impure e contro natura. È un linguaggio che storicamente ha giustificato emarginazione e discriminazioni, ed è gravissimo che tutto questo avvenga dentro uno spazio universitario».
Nel comunicato si sottolinea come i materiali distribuiti richiamino formulazioni riconducibili alla tradizione più integralista del catechismo preconciliare, dove l’omosessualità veniva inserita tra i cosiddetti “peccati che gridano vendetta al cielo”. Un linguaggio che, secondo Arcigay, sarebbe stato progressivamente superato nel dibattito pubblico contemporaneo, ma che alcuni gruppi ultraconservatori continuano a rivendicare.
L’associazione evidenzia inoltre che “Crociata Cattolica” avrebbe già promosso iniziative analoghe in diverse città campane, attraverso volantinaggi e manifestazioni pubbliche contro i diritti civili e contro la comunità LGBTQIA+.
«Colpisce la sistematicità con cui certe organizzazioni scelgono luoghi frequentati da giovani per diffondere messaggi fondati sulla colpevolizzazione e sulla paura – prosegue Avagliano –. L’università deve essere uno spazio di libertà, crescita e confronto, non un terreno di reclutamento ideologico attraverso la demonizzazione delle differenze».
Arcigay Salerno richiama anche il contesto sociale più ampio, ricordando come in Italia le persone LGBTQIA+ continuino a subire discriminazioni, aggressioni verbali e fisiche, episodi di bullismo ed esclusione sociale. In questo quadro, la diffusione di messaggi che definiscono l’omosessualità “contro natura” contribuirebbe, secondo l’associazione, ad alimentare un clima di ostilità.
«Per una persona LGBTQIA+ leggere di essere descritta come moralmente impura o come un problema per la società non è un’opinione astratta – aggiunge Avagliano –. Significa sentirsi delegittimata nella propria esistenza. Significa crescere nella paura e nella vergogna».
Nel documento, Arcigay Salerno chiede infine all’Università degli Studi di Salerno una presa di posizione pubblica contro ogni forma di discriminazione, oltre alla promozione di iniziative di sensibilizzazione e inclusione. L’appello è rivolto anche alle istituzioni locali e al mondo politico e culturale affinché non restino in silenzio davanti a episodi che, secondo l’associazione, colpiscono direttamente la dignità e la sicurezza delle persone LGBTQIA+.
«La libertà religiosa è un diritto fondamentale e va tutelata – conclude Avagliano – ma non può diventare uno scudo dietro cui nascondere propaganda discriminatoria. Salerno è una città democratica, aperta e pluralista: non permetteremo che venga trasformata in terreno fertile per campagne d’odio e integralismo».














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