Un progetto politico che guarda al cambiamento e che non nasconde ambizioni. Al Polo Nautico di Salerno, Armando Zambrano ha presentato ufficialmente il suo programma elettorale e le tre liste a suo sostegno, segnando un passaggio chiave della campagna per le prossime amministrative. Un momento partecipato, accompagnato dalla presenza di candidati e riferimenti politici del territorio, che ha assunto fin da subito il tono di una sfida diretta all’attuale assetto di governo cittadino.
Zambrano non usa mezzi termini e chiarisce subito l’obiettivo: non essere un comprimario. «Non mi candido per perdere né per fare il semplice consigliere comunale», afferma, rivendicando la volontà di rappresentare un’alternativa credibile per i cittadini salernitani. Il riferimento critico è evidente nei confronti dell’amministrazione uscente e del modello politico che negli anni ha caratterizzato la città, con una stoccata all’ex sindaco Enzo Napoli e al governatore Vincenzo De Luca, spesso indicato come il vero regista delle scelte amministrative.
Il candidato insiste su un concetto chiave: la credibilità. «Un sindaco è credibile quando ha ottenuto risultati», sottolinea, rivendicando il proprio percorso personale e professionale. Ma è soprattutto sul piano politico che Zambrano prova a marcare la distanza, evidenziando come governare significhi anche saper dire dei no, evitando promesse non mantenute che, a suo dire, finiscono per indebolire l’azione amministrativa.
Tra i passaggi più significativi dell’intervento, l’apertura esplicita allo scenario del ballottaggio. Un tema spesso evitato per scaramanzia, ma che Zambrano affronta senza esitazioni: «Mi hanno detto di non parlarne, ma non sono superstizioso. Sono convinto che oggi l’alternativa c’è». Una dichiarazione che punta a rafforzare l’idea di una competizione ancora aperta, in cui il consenso non sarebbe più scontato come in passato.
Nel mirino finiscono anche le polemiche e, soprattutto, quelle che Zambrano definisce «chiacchiere senza fondamento» provenienti dal fronte della coalizione uscente. Un attacco che si intreccia con il tema delle alleanze, segnato dalla rottura con Forza Italia. «Un partito che si è sganciato dalla coalizione per motivi incomprensibili», sottolinea, parlando apertamente di un tradimento politico che ha suscitato la reazione della platea presente.
Nonostante ciò, il candidato rilancia, trasformando la frattura in un elemento di chiarezza: il voto, spiega, sarà un momento decisivo per distinguere chi sostiene davvero il cambiamento da chi, invece, si limita a evocarlo senza attuarlo. «Quel giorno si vedrà chi è contro e chi è a favore del cambiamento reale», afferma, evocando una contrapposizione netta tra visioni diverse di città.
Sul piano programmatico, Zambrano presenta una proposta incentrata sul rilancio complessivo di Salerno, a partire dai bisogni concreti dei cittadini. Pulizia, manutenzione e interventi ordinari vengono indicati come priorità che devono tornare alla normalità amministrativa, non più come emergenze. Accanto a questi, spazio alla sicurezza, al turismo e alla valorizzazione del tessuto economico locale, con l’obiettivo di rendere la città più attrattiva per gli investimenti. Tra le idee più ambiziose, la creazione di un polo fieristico di respiro internazionale e la messa in rete delle eccellenze del territorio, in sinergia con il contributo dei privati. Un modello che punta a coniugare sviluppo economico e opportunità occupazionali, cercando di rilanciare il ruolo di Salerno in un contesto più ampio.
A sostenere Zambrano tre liste: “Noi Popolari e Riformisti-Udc”, “Oltre-Azione” e “Salerno di tutti”, con la presenza, tra gli altri, del deputato Antonio Naddeo, di Aniello Salzano, Gianfranco Valiante e dell’ex europarlamentare Alfonso Andria. La partita, ora, entra nel vivo. E Zambrano prova a giocarla senza timori, puntando su un messaggio chiaro: il cambiamento, questa volta, non è solo uno slogan, ma una possibilità concreta. Anche attraverso il passaggio, tutt’altro che impossibile, del ballottaggio.











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