Una città immobile, prigioniera di promesse che si ripetono da decenni senza mai tradursi in risultati concreti. È questo il quadro tracciato con toni duri nel corso dell’incontro al comitato di piazza San Francesco, dove Armando Zambrano rilancia la sua sfida politica puntando apertamente al ballottaggio e marcando una distanza netta: nessuna alleanza con Vincenzo De Luca. Una posizione chiara, che si inserisce in un clima di crescente tensione politica e di forte critica verso l’amministrazione uscente. Ad aprire l’iniziativa è stato Gianfranco Valiante, che ha scelto parole pesanti, senza giri di parole. Nel mirino, una campagna elettorale definita “fotocopia” di quelle passate: stessi temi, stessi annunci, stessi impegni. «Basta rivedere i video di 15 o 20 anni fa – ha sottolineato – per rendersi conto che nulla è cambiato». Secondo Valiante, il punto non è più la comunicazione, ma l’assenza di risultati: «Gli impegni sono stati disattesi e la città è rimasta ferma, drammaticamente ferma». Un’accusa che si trasforma in denuncia politica e civile: Salerno, ha ribadito, non merita “né il degrado né le bugie” che continuano a caratterizzare il dibattito pubblico.
È in questo contesto che si inserisce la proposta di Zambrano, che prova a costruire un’alternativa partendo dai problemi concreti segnalati dai cittadini: traffico, carenza di servizi, spazi urbani abbandonati e sicurezza percepita ancora fragile. Il candidato rivendica un approccio pragmatico, da “professionista al servizio della città”, ma soprattutto insiste sulla necessità di rompere un sistema consolidato. «Senza alternanza non c’è democrazia», ha affermato, indicando nella partecipazione e nella responsabilità condivisa la chiave per uscire da una fase di stagnazione. Tra i nodi principali c’è quello della viabilità, considerato centrale non solo per il quartiere ma per l’intero assetto urbano. L’idea è quella di interventi strutturali che alleggeriscano il traffico interno, spostando i flussi verso direttrici esterne e intervenendo sui collegamenti strategici, a partire dall’area autostradale. Il timore, esplicitato senza mezzi termini, è che criticità irrisolte finiscano ancora una volta per scaricarsi sui quartieri già congestionati, aggravando una situazione ormai al limite.
Accanto alla mobilità, Zambrano individua due assi di rilancio: lo stadio Vestuti e l’area del Seminario. Il primo viene immaginato come uno spazio polifunzionale capace di restituire servizi e vitalità al quartiere, tra attività sportive, parcheggi, verde attrezzato e iniziative commerciali. Un progetto che guarda anche al coinvolgimento dei privati per evitare il destino, già visto in città, di opere pubbliche lasciate al degrado per mancanza di manutenzione. Il secondo, invece, punta a trasformare una struttura oggi sottoutilizzata in un volano turistico e occupazionale, con servizi ricettivi e il recupero del parco come luogo di aggregazione e passaggio verso il castello di Arechi.
Non manca, infine, l’attenzione agli spazi di prossimità, come piazza San Francesco, che secondo il candidato dovrebbe tornare a essere un punto vivo di socialità e cultura, capace di attrarre cittadini e creare comunità. Ma al di là delle singole proposte, il messaggio politico resta netto: per Zambrano è il momento di rompere con il passato e superare quella che definisce una “assuefazione” alla cattiva gestione. Una denuncia che si traduce in una chiamata diretta ai cittadini, chiamati a scegliere se continuare sulla stessa strada o tentare un cambio di rotta.













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