Salta il confronto con Parente: Aliberti da solo in studio illustra programma, attacca la gestione provinciale e rilancia su infrastrutture, sanità e ruolo dell’ente
Doveva essere un confronto diretto tra i due candidati alla presidenza della Provincia di Salerno, Pasquale Aliberti e Geppino Parente, in vista delle elezioni del prossimo 4 maggio. Un’occasione utile per mettere a confronto programmi, visioni e prospettive per il futuro dell’ente provinciale. Il dibattito, ospitato all’interno della rubrica “Il salotto dell’Ora della Sera” e condotto dal direttore Andrea Pellegrino, si è però trasformato in un’intervista a senso unico. Il sindaco di Belllosguardo, infatti, ha scelto di non partecipare all’incontro, lasciando campo libero al suo competitor. A presentarsi davanti alle telecamere è stato dunque il solo Aliberti, che ha colto l’occasione per illustrare la propria visione politica e amministrativa, affrontando i principali temi legati alla gestione della Provincia e al ruolo che l’ente dovrà svolgere nei prossimi anni. Nel corso dell’intervista, Aliberti ha evidenziato come la candidatura alla presidenza nasca da un percorso amministrativo consolidato e da una conoscenza diretta delle esigenze del territorio. Il sindaco di Scafati ha sottolineato la necessità di restituire centralità alla Provincia, troppo spesso relegata a un ruolo marginale, e di rafforzare il rapporto con i Comuni, in particolare quelli più piccoli che necessitano di maggiore supporto. Tra i punti toccati, anche l’importanza di una programmazione efficace delle risorse e di una gestione più incisiva delle competenze dell’ente, con l’obiettivo di migliorare servizi essenziali e infrastrutture. Aliberti ha insistito sulla necessità di una guida politica capace di fare sintesi tra i territori e di rappresentare un punto di riferimento autorevole per l’intera area provinciale. Nel prosieguo dell’intervista, Pasquale Aliberti è entrato nel merito di alcune criticità che, a suo avviso, hanno caratterizzato negli ultimi anni l’azione della Provincia di Salerno. Il candidato ha evidenziato come l’ente abbia progressivamente perso incisività, soprattutto nella capacità di coordinare gli interventi sul territorio e di rispondere in maniera tempestiva alle esigenze dei Comuni. Aliberti ha posto l’accento sulla necessità di un cambio di passo, sottolineando come la Provincia debba tornare a svolgere un ruolo attivo nella pianificazione e nella gestione delle infrastrutture, a partire dalla manutenzione delle strade provinciali e dall’edilizia scolastica. Temi, questi, che rappresentano una delle principali richieste provenienti dagli amministratori locali. Nel corso del confronto – rimasto di fatto monco per l’assenza dell’avversario Geppino Parente – il sindaco di Scafati ha poi ribadito l’importanza di una visione condivisa tra i territori, capace di superare divisioni politiche e logiche di appartenenza. Secondo Aliberti, la guida della Provincia dovrebbe essere improntata a un modello di collaborazione istituzionale, in cui il presidente diventi un punto di raccordo tra le diverse realtà locali. Non sono mancati, inoltre, riferimenti al tema delle risorse economiche e alla loro gestione dove ha sottolineato la necessità di intercettare finanziamenti e utilizzarli in maniera efficace, evitando sprechi e ritardi che spesso hanno rallentato la realizzazione di opere fondamentali per il territorio. Entrando ancora più nel vivo, Pasquale Aliberti ha toccato alcuni nodi strategici per il territorio provinciale, soffermandosi in particolare sulle infrastrutture e sulla sanità. Tra i temi evidenziati, il candidato ha richiamato l’attenzione sulla Fondovalle, indicata come un’opera fondamentale per la viabilità e lo sviluppo di ampie aree della provincia, sottolineando la necessità di interventi concreti e tempi certi per il completamento e la messa in sicurezza. Accanto alla questione infrastrutturale, Aliberti ha posto l’accento anche sul tema degli ospedali e della sanità territoriale, denunciando criticità che, a suo dire, continuano a penalizzare i cittadini. In questo contesto, non sono mancate osservazioni critiche nei confronti della gestione regionale, con un riferimento esplicito al cosiddetto “sistema” legato al governatore Vincenzo De Luca, definito dal candidato come fallimentare rispetto alle aspettative dei territori. Spazio anche al tema della sicurezza e del ruolo della polizia provinciale, che Aliberti ha indicato come un presidio da valorizzare e potenziare. Secondo il sindaco di Scafati, si tratta di uno strumento spesso sottovalutato, ma che potrebbe avere un ruolo più incisivo nel controllo del territorio e nel supporto ai Comuni. Non è mancato, inoltre, un passaggio su realtà specifiche come quella di San Marzano sul Sarno, richiamata come esempio di territori che necessitano di maggiore attenzione e di interventi mirati, soprattutto in relazione alle criticità ambientali e infrastrutturali. Il quadro delineato da Aliberti, nel corso di questo segmento dell’intervista, è quello di una Provincia che deve ritrovare una propria centralità attraverso interventi concreti e una maggiore capacità di incidere sui problemi reali dei cittadini, superando – secondo la sua lettura – inefficienze e ritardi accumulati negli anni. Nel passaggio finale dell’intervista, Pasquale Aliberti ha assunto toni più marcatamente politici, trasformando l’occasione non solo in un momento di proposta, ma anche in un affondo diretto contro l’attuale modello di gestione del potere sul territorio. Il candidato alla presidenza della Provincia ha ribadito le proprie critiche al cosiddetto sistema costruito negli anni dal governatore Vincenzo De Luca, parlando di un’impostazione che, a suo giudizio, non ha prodotto i risultati attesi, soprattutto in settori chiave come la sanità e le infrastrutture. Un giudizio netto, che si inserisce nel più ampio confronto politico in vista delle elezioni del 4 maggio. Aliberti ha quindi rilanciato la necessità di una guida della Provincia capace di essere autonoma, autorevole e realmente rappresentativa dei territori, svincolata da logiche verticistiche e più attenta alle esigenze concrete delle comunità locali. In questa prospettiva, ha ribadito l’importanza di interventi mirati su viabilità, edilizia scolastica e servizi, indicando nella programmazione e nella capacità amministrativa le leve principali per rilanciare l’ente. Non è mancato, infine, un richiamo al valore del confronto politico, proprio alla luce dell’assenza dell’altro candidato Geppino Parente. Un’assenza che ha inevitabilmente segnato il dibattito, privandolo di quel contraddittorio che avrebbe potuto offrire agli amministratori e agli elettori un quadro più completo delle proposte in campo, ma in politica serve anche metterci la faccia e Aliberti lo ha fatto.













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