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Avellino, salvezza matematica e conti chiusi: la risposta della Montevergine a Di Cesare

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La serata del Partenio-Lombardi non ha consegnato agli archivi soltanto un verdetto sportivo fondamentale, ma ha anche sancito la chiusura di un cerchio aperto anni fa tra provocazioni e tensioni mai sopite. Con il successo sul Bari, l’Avellino di Davide Ballardini mette in cassaforte la permanenza in Serie B per la stagione 2026-27, raggiungendo la quota salvezza con l’anticipo necessario per evitare i brividi del finale di stagione. Tuttavia, oltre al traguardo tecnico, la cronaca del match è stata segnata da un alto tasso di emotività sugli spalti, culminato in una “dedica” tutt’altro che amichevole.

Al raddoppio dei lupi, il Gruppo Scogliati ha esposto in Tribuna Montevergine uno striscione indirizzato esplicitamente al direttore sportivo dei pugliesi: “E’ lunga Di Cesare…”. Poche parole per regolare i conti con un passato che affonda le radici in vent’anni di rivalità e, nello specifico, in una provocazione risalente a cinque stagioni fa al San Nicola che il tifo organizzato irpino non aveva mai digerito. La vittoria sul campo è diventata così l’occasione ideale per restituire il “ben servito” al dirigente biancorosso e ai suoi uomini, trasformando la festa per la salvezza in una vera e propria rivalsa sportiva e morale.

Nonostante il clima celebrativo per il risultato raggiunto indipendentemente dai turni futuri, la tensione agonistica è scivolata pericolosamente oltre il fischio finale. Il post-partita è stato infatti caratterizzato da attimi di forte concitazione, quando una frangia della tifoseria ospite ha tentato di forzare il contatto con i sostenitori biancoverdi situati in Tribuna Terminio. Solo la prontezza delle Forze dell’Ordine e un pizzico di fortuna hanno impedito che la situazione degenerasse, garantendo che una serata di agonismo e riscatto non venisse macchiata da episodi di violenza. L’Avellino guarda ora al futuro con la certezza della categoria, lasciandosi alle spalle i fantasmi della retrocessione e, forse, anche qualche vecchio debito d’onore.

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